Il decreto del giudice che dichiara senza processo l’inammissibilità di un’opposizione esecutiva avverso un ordine di pagamento diretto ex art. 72-bis d.P.R. 602/73 è illegittimo ed immediatamente ricorribile per Cassazione.

I rimedi avverso i provvedimenti del giudice che definiscono le opposizioni esecutive senza dar corso al processo e la necessità della previa iscrizione a ruolo, ma non anche quando questa non è prevista, come nel caso dell’ordine di pagamento diretto al terzo, alternativo all’ ordinario pignoramento presso terzi.
Il decreto del giudice che dichiara senza processo l’inammissibilità di un’opposizione esecutiva avverso un ordine di pagamento diretto ex art. 72-bis d.P.R. 602/73 è illegittimo ed immediatamente ricorribile per Cassazione.

La terza sezione civile della Corte Suprema di Cassazione, con sentenza 14/11/2017, n. 26830, ha affrontato tre interessanti questioni:

- la prima riguarda l’autonoma e diretta impugnabilità con ricorso per Cassazione del provvedimento emesso inaudita altera parte dal giudice investito di una opposizione esecutiva (sia il giudice dell’esecuzione, sia il presidente del tribunale o della competente sezione): in tal caso la natura definitiva e decisoria del decreto impedisce l’applicazione della giurisprudenza consolidatasi in tema di transito dalla fase sommaria a quella di merito delle opposizioni (a partire da Cass. 22033/11 e costantemente ribadita) e consente appunto la ricorribilità immediata;

- la seconda riguarda gli effetti dell’introduzione dell’art. 159-ter disp. att. c.p.c., che impone sostanzialmente sempre e comunque un obbligo di iscrizione a ruolo di tutte le procedure esecutive ad opera di qualunque interessato, sicché, normalmente, questa disposizione comporta che ogni opposizione esecutiva sia inammissibile soltanto se l’esecuzione sia stata, se del caso da parte dello stesso opponente, previamente iscritta a ruolo;

- la terza, dopo avere avallato tale interpretazione del giudice del merito, la esclude però per l’ordine di pagamento diretto ex art. 72-bis d.P.R. 602/73, per il quale, se eseguito appunto direttamente dal terzo cui è diretto e vista la sua alternatività rispetto all’ordinaria procedura esecutiva di pignoramento di crediti, non è esigibile, né possibile nessuna previa iscrizione a ruolo: con la conseguenza che il decreto di inammissibilità, fondato sull’inottemperanza all’onere di previa iscrizione, è errato.

 

Questi i principi di diritto:

In quanto provvedimento decisorio e definitivo, può essere impugnato direttamente con ricorso straordinario per Cassazione il decreto del presidente del tribunale o di sezione o del giudice dell'esecuzione che dichiari inammissibile, senza procedere né alla fase sommaria, né a quella di merito di un'opposizione esecutiva già iscritta a ruolo; infatti, la decisione nel merito di un’opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi adottata uno actu, senza la dovuta separazione fra la fase sommaria e quella di merito, direttamente a scioglimento della riserva assunta dal giudice dell’esecuzione sull’istanza di sospensione, integra un’evidente lesione del diritto di difesa delle parti, in quanto comporta la soppressione dell’intera fase di instaurazione del giudizio di merito e, comunque, dei termini previsti dagli articoli 281-quinquies e 190 cod. proc. civ. per la fase decisoria.

È inammissibile un ricorso in opposizione avverso una procedura esecutiva non iscritta a ruolo, essendo la relativa iscrizione onere di qualunque interessato ai sensi dell'art. 159-ter disp. att. c.p.c.; peraltro, tale conclusione non può estendersi all'ordine di pagamento diretto ex art. 72-bis d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, per il quale, se adempiuto, non esiste alcun onere di previa iscrizione a ruolo, con la conseguenza che l'ammissibilità del ricorso avverso tale ordine non è condizionata ad alcuna previa iscrizione a ruolo.