SUI RAPPORTI FRA CREDITO FONDIARIO E FALLIMENTO: IL GIUDICE DELL’ESECUZIONE DEVE DISTRIBUIRE LE SOMME RICAVATE DALLA VENDITA SULLA BASE DEI PROVVEDIMENTI, ANCHE PROVVISORI, ADOTTATI IN SEDE FALLIMENTARE

Cassazione civile, sez. III, 28 settembre 2018, n. 23482 – pres. De Stefano, est. Tatangelo     

Nell’ambito di procedura esecutiva individuale immobiliare iniziata o proseguita da un istituto di credito fondiario, ai sensi dell’art. 41 del d.lgs. n. 385/1993, dopo la dichiarazione di fallimento del debitore, il giudice dell’esecuzione deve effettuare la distribuzione provvisoria delle somme ricavate dalla vendita sulla base dei provvedimenti (anche non definitivi) emessi in sede fallimentare ai fini dell’accertamento, della determinazione e della graduazione di detto credito fondiario.

La distribuzione così operata dal giudice dell’esecuzione ha comunque carattere provvisorio e può stabilizzarsi solo all’esito degli accertamenti definitivi operati in sede fallimentare, legittimando in tal caso il curatore ad ottenere la restituzione delle somme eventualmente riscosse in eccedenza.