Il Portale delle vendite pubbliche e le specifiche tecniche di pubblicazione

Profili critici e tematiche operative del nuovo testo degli artt. 490, 631 – bis c.p.c., e 161 quater disp. att. c.p.c.
Il Portale delle vendite pubbliche e le specifiche tecniche di pubblicazione

SOMMARIO:

1. Premessa.
2. Il Portale delle vendite pubbliche.
3. Le specifiche tecniche della pubblicazione.
4. La certificazione di avvenuta pubblicazione.
5. Portale delle vendite pubbliche e procedure concorsuali.
6. L’estinzione della procedura per omessa o ritardata pubblicazione dell’avviso di vendita sul Portale.

 

  1. Premessa 

Una procedura esecutiva che voglia davvero definirsi efficiente non può non contare su un efficiente sistema di pubblicità dell’immobile staggìto e posto in vendita. Non è un caso, infatti, che le note “prassi virtuose” di alcuni “virtuosi” (sia consentito il poliptoto) tribunali italiani (le quali negli anni successivi sarebbero state recepite dal legislatore e tradotte in provvedimenti normativi modificativi del codice di procedura civile) contemplassero anche una rinnovata attenzione per la pubblicità della vendita, rispetto alla quale si avvertiva una profonda esigenza di svecchiamento, che la liberasse dalle briglie di un sistema burocratico ormai fuori dal tempo e dalla storia (affissione “per tre giorni continui” all’albo dell’ufficio giudiziario dinanzi al quale pende l’esecuzione e pubblicazione nel foglio degli annunzi legali[1] della provincia in cui l’ufficio è situato).

È questo il brodo di pascenza nel quale sono maturate le continue modifiche dell’art. 490 c.p.c., che hanno avuto inizio nel 2001 (con la l. 28 dicembre 2001, n. 448, il cui art. 52, comma 76, introduceva l'obbligo di inserire l'avviso sui quotidiani di informazione locali aventi maggiore diffusione nella zona interessata), e sono terminate – per ora -, nel nuovo conio della citata disposizione codicistica ad opera del d.l. 27 giugno 2015, n. 83, convertito con L. 6 agosto 2015, n. 132.

Prima dell’intervento normativo in parola l’art. 490 c.p.c. prevedeva che, almeno quarantacinque giorni prima del termine fissato per la presentazione delle offerte di acquisto ai sensi dell’art. 571 c.p.c., oppure della data fissata per l’incanto, fossero eseguite le seguenti formalità pubblicitarie:

  • affissione dell’avviso di vendita[2] per tre giorni continui nell’albo del Tribunale;
  • pubblicazione dell’avviso di vendita su quotidiani d’informazione locali a maggiore diffusione nella zona interessata;
  • pubblicazione dell’avviso di vendita, unitamente a copia della ordinanza e della relazione di stima redatta dall’esperto ai sensi dell’art. 173-bis att. c.p.c.[3], su un sito internet specializzato.

 

  1. Il Portale delle vendite pubbliche 

La disciplina succintamente richiamata nel paragrafo precedente è stata fortemente rinnovata dal legislatore del 2015.
In primo luogo è stato riscritto (dall’art. 13, comma 1 let. b) n.1 del citato decreto legge) il comma 1 dell’art. 490 c.p.c., sostituendosi alla (ormai anacronistica) pubblicazione dell’avviso di vendita all’albo del Tribunale la pubblicazione sul sito internet del Ministero della giustizia, in un’area denominata “Portale delle vendite pubbliche”. In secondo luogo si è resa facoltativa (attraverso la riscrittura del terzo comma) la pubblicità sulla stampa cartacea, mantenendosi invece la obbligatorietà della pubblicazione sui siti internet (ed infatti, il secondo comma dell’art. 490 c.p.c. non ha subito alcuna modifica).
La relazione ministeriale illustrativa del d.l. 83/2015 specifica, a proposito del Portale, che la sua istituzione si inserisce in seno al Portale europeo della giustizia, con lo scopo di consentire a tutti gli interessati “di acquisire le informazioni relative a tutte le vendite giudiziarie accedendo ad un’unica area web gestita dal Ministero della Giustizia, così superando l’attuale frammentazione, dovuta al fatto che ogni singolo tribunale pubblica gli avvisi di vendita su un sito individuato autonomamente e non comunicante con i siti degli altri uffici”.
Si osservi che l’obbligo di pubblicazione sul Portale riguarda solo l’avviso di vendita, e non anche l’ordinanza di vendita e la relazione dell’esperto, e che la pubblicazione sul Portale si aggiunge, senza sostituirsi, alla pubblicazione sul siti internet individuati dal Giudice. Questa affermazione tuttavia non è stata travasata a piè pari nell’architettura del Portale, il quale invece prevede (come si vedrà nel paragrafo seguente) che debba essere caricato almeno un allegato (in formato pdf) al quale assegnare il nome di “ordinanza”.
È stato poi aggiunto l’art. 161-quater disp. att. c.p.c., recante Modalità di pubblicazione sul Portale delle vendite pubbliche, il quale dispone:

  • che la pubblicazione sul Portale delle vendite pubbliche sia effettuata dal professionista delegato o, in mancanza, dal creditore pignorante o del creditore intervenuto munito di titolo esecutivo;
  • che essa sia eseguita in conformità alle specifiche tecniche che saranno stabilite dal responsabile per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia e rese disponibili mediante pubblicazione nel Portale;
  • che la pubblicazione non possa essere effettuata in mancanza della prova dell’avvenuto pagamento del contributo per la pubblicazione, previsto dall’art. 18-bis del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, vale a dire nella misura di €. 100,00 per ogni lotto posto in vendita[4].

Infine, per quanto attiene alla disciplina transitoria, l’art. 23, comma 2, del d.l. 83/2015 citato prevede che le nuove norme si applichino, anche alle procedure pendenti, decorsi 30 giorni dalla pubblicazione in gazzetta ufficiale delle specifiche tecniche relative alle modalità di pubblicazione, di cui al richiamato art. 161-quater disp. att. c.p.c.. Questa pubblicazione è avvenuta sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale - n. 16 del 20 gennaio 2018, sicché la pubblicazione sul portale è obbligatoria a decorrere dal 20 febbraio 2018.
Inoltre, con l’art. 4, comma 3-bis del d.l. n. 59/2016, (convertito, con modificazioni, in l. n. 119/2016) si è previsto che il Portale divenisse operativo con la pubblicazione in gazzetta ufficiale del decreto del Ministro della giustizia che ne accerta la piena funzionalità, pubblicazione intervenuta sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale -  n. 7 del 10 gennaio 2017.

 

  1. Le specifiche tecniche della pubblicazione 

Come detto, le modalità di pubblicazione degli avvisi di vendita sul Portale sono stabilite dalle specifiche tecniche emanate dal responsabile per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia. Esse prevedono le seguenti modalità operative.
L’architettura generale del sistema è così concepita: il soggetto legittimato alla pubblicazione, dopo essere entrato nel portale con le sue credenziali, inserisce i dati dell’avviso di vendita che saranno pubblicati sul Portale; questi dati sono trasmessi ai Siti Internet di pubblicità individuati dal Giudice nell’ordinanza di vendita ed all’eventuale Gestore della vendita telematica. Come si vede, la pubblicazione sui siti avviene attraverso l’inserimento dei dati sul Portale, che diventa pertanto un passaggio obbligatorio. Il Portale delle Vendite Pubbliche è raggiungibile ai seguenti indirizzi:

https://pvp.giustizia.it

https://venditepubbliche.giustizia.it

https://Portalevenditepubbliche.giustizia.it

Esso si compone di un’area pubblica e di un’area riservata.
All’area pubblica si accede senza l'impiego di credenziali, per la ricerca e la visualizzazione delle inserzioni. Nel dettaglio degli annunci riguardanti le vendite eseguite in seno ad espropriazioni immobiliari è possibile prenotare la visita dell’immobile al custode nominato dal Giudice.
All’area riservata si accede invece previa identificazione informatica (tramite carta di identità elettronica o firma digitale); essa permette agli utenti autorizzati di entrare nell’area di back-office del Portale per utilizzare le funzionalità e i servizi disponibili.
Entrati nella Home Page del sito, occorre cliccare il link evidenziato per accedere. 

 

A questo punto il Portale richiede in quale veste si intende accedere. 

 

 

Quindi viene richiesto di indicare a quale delle tre categorie di utente esterno si appartiene:

Il “soggetto legittimato alla pubblicazione”, l’unico soggetto legittimato a pubblicare gli avvisi di vendita, è quello che ha ricevuto il relativo incarico nell’ambito della procedura esecutiva. Il professionista delegato (o comunque il soggetto autorizzato dal Giudice) non potrà delegare le attività di pubblicazione ad altri.
La verifica della titolarità del soggetto legittimato alla pubblicazione e alla gestione degli avvisi di vendita avviene mediante un servizio di cooperazione con i registri di cancelleria (SIECIC e SICID). In pratica, l’anagrafica di chi accede come soggetto legittimato alla pubblicazione deve essere la stessa di colui che nel SIECIC o nel SICID risulta professionista delegato o commissionario.
Il soggetto legittimato alla pubblicazione (ovviamente dopo essere entrato nell’area riservata del Portale), all’atto dell’inserimento di un avviso di vendita, deve obbligatoriamente digitare i dati identificativi della procedura. 

 

 

Completato il caricamento di questi dati, nel momento in cui si clicca sul pulsante “continua”, il portale verifica l’anagrafica, e se il soggetto risulta nella procedura quale professionista delegato alla vendita, commissionario o ausiliario, genera il seguente Alert. 

 

 

Cliccando su “conferma”, si apre la schermata relativa ai “dati della procedura”.
Nella sezione dati della procedura si visualizzano i dati precedentemente inseriti in fase di autorizzazione. Nella schermata è possibile specificare se si intende inserire un esperimento di vendita per nuovo lotto oppure per lotto esistente. 

 

L’elenco soggetti aggiunti è l’elenco dei soggetti coinvolti nella procedura. Il portale richiede che sia inserito almeno uno tra i soggetti indicati nell’elenco (custode, soggetto cui rivolgersi per la visita, delegato, commissionario, curatore). Il portale richiede che tra i soggetti inseriti figuri almeno il “soggetto che procede alle operazioni di vendita”, cioè il delegato.

 

 

A questo punto il portale chiede che siano inseriti i dati relativi al lotto. Se si tratta di lotto unico, spuntare la voce “lotto unico”. 

 

 

Seguono i dati identificativi del bene (naizone, regione, provincia, comune, ecc.). La loro indicazione non è obbligatoria; lo sarà nella identificazione dei singoli bene che costituiscono ciascun lotto.

 

 

Per ciascun lotto, il portale richiede che siano inseriti i dati di ciascun bene che lo compone. 

 

 

Con indicazione dei relativi dati catastali.