L' esperto risponde

Uno staff di esperti risponde ai quesiti posti dai professionisti del settore. Il servizio è riservato a professionisti che operano nell'ambito del processo esecutivo. La redazione si riserva di filtrare i quesiti in relazione alla natura e alla originalità delle questioni dedotte.


Successivamente al pignoramento la società esecutata ha alienato ad altra società l'immobile pignorato. Essendo, ovviamente, inefficace detta compravendita nei confronti dei creditori, la procedura è proseguita sino all’aggiudicazione del cespite. Il dubbio concerne la redazione del decreto di trasferimento: il trasferimento all'aggiudicatario deve avvenire dalla società esecutata o dalla società attualmente proprietaria?

 

VENDITA -  DECRETO DI TRASFERIMENTO – ALIENAZIONE DELL'IMMOBILE PIGNORATO DA PARTE DEL DEBITORE PENDENTE PROCEDURA - INDICAZIONE DELLE PARTI NEL DECRETO DI TRASFERIMENTO

Nell’espropriazione immobiliare, il decreto di trasferimento ha una duplice natura: dal punto vista processuale, è l’atto che conclude la fase liquidativa, ovvero il subprocedimento volto alla trasformazione del bene staggito in denaro; dal punto di vista sostanziale, è l’atto con cui si produce l’effetto traslativo sul diritto pignorato, ovvero che determina l’ablazione di quest’ultimo dal patrimonio del debitore esecutato ed il suo trasferimento in favore dell’aggiudicatario.

Pur nel silenzio della legge sul punto (gli artt. 576 e 586 c.p.c. nulla precisano al riguardo), proprio l’individuata efficacia traslativa importa che il decreto di trasferimento debba consentire l’individuazione del trasferimento operato, nei suoi elementi oggettivi e soggettivi.

In altri termini, contenuto necessario ed imprescindibile del decreto di trasferimento è costituito dalla:

- indicazione del diritto pignorato e trasferito, da compiersi «con gli estremi richiesti dal codice civile per l’individuazione dell’immobile ipotecato» (art. 555 c.p.c.), e quindi in conformità a quanto prescritto dall’art. 2826 c.c., al quale rinvia l’art. 2659, num. 4, c.c. in materia di trascrizione nei registri immobiliari;

- indicazione delle parti del trasferimento, cioè dei soggetti «a favore» e «contro» avviene il trasferimento, ovvero, più precisamente, delle generalità dell’esecutato e dell’aggiudicatario, con la completezza dei dati (riferimenti fiscali e situazione patrimoniale) richiesta dall’art. 2659, num. 1, c.c., ai fini della compilazione del quadro C della nota di trascrizione.

Il quesito proposto concerne la peculiare ipotesi della successione a titolo particolare nel diritto pignorato in pendenza della procedura espropriativa e delle sue (eventuali) incidenze sul contenuto del decreto di trasferimento.

Sul tema, occorre muovere dalla considerazione che l’acquisto della res pignorata per atto inter vivos successivo alla trascrizione del pignoramento (ovvero avente data anteriore ma trascritto dopo il pignoramento) non ha efficacia nei confronti del creditore procedente e dei creditori intervenuti nell’esecuzione (artt. 2913 e 2914, n.1, c.c.); detto acquisto, dunque, non reca pregiudizio alla posizione dell’aggiudicatario, poiché «non sono opponibili all’acquirente i diritti acquistati da terzi sulla cosa, se i diritti stessi non hanno effetto in pregiudizio del creditore pignorante e dei creditori intervenuti nell’esecuzione» (art. 2919 c.c.).

Ne consegue che la posizione del successore a titolo particolare per atto inter vivos resta processualmente irrilevante: il debitore esecutato non perde la legittimatio ad causam e, reciprocamente, il successore non assume la qualità di soggetto passivo dell’esecuzione.

E poiché la vendita forzata ha ad oggetto i (e determina il trasferimento dei) «diritti che sulla cosa spettavano a colui che ha subito l’espropriazione» (art. 2919 c.c.) – e quindi i diritti dell’esecutato e non quelli eventualmente spettanti al terzo da questi acquirente – appare del tutto coerente concludere che il decreto di trasferimento deve recare la indicazione, quale parte trasferente il diritto, del debitore esecutato e contro quest’ultimo essere trascritto nei registri immobiliari, saldando così la continuità della catena delle trascrizioni.


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