L' esperto risponde

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Vorrei sapere se prima del deposito del progetto di distribuzione è necessario depositare istanza di liquidazione al GE per quel che concerne il professionista delegato. Per quanto riguarda invece l'esperto estimatore deve trasmettere direttamente la liquidazione ottenuta dal GE al delegato in modo che questi la possa inserirla nel progetto?

– Compenso del professionista delegato e dello stimatore – Liquidazione – Inserimento nel riparto - 

 

L’art. 591-bis, comma 3, n. 12, c.p.c. consente di delegare il professionista “alla formazione del progetto di distribuzione ed alla sua trasmissione al giudice dell'esecuzione che, dopo avervi apportato le eventuali variazioni, provvede ai sensi dell'articolo 596”.

La norma è chiara nel riservare al giudice dell’esecuzione la sottoposizione del piano di riparto ai creditori e all’esecutato e nell’attribuire al professionista la predisposizione della sua bozza.

Ciò vale a specificare che, in ogni caso, l’inserimento del compenso del professionista delegato nel progetto di riparto è sempre atto del giudice dell’esecuzione, che a ciò provvede facendo propria la bozza predisposta dall’ausiliario.

Muovendo da tale premessa, una compiuta risposta al quesito esige l’illustrazione delle diverse prassi in tema di liquidazione del compenso del professionista delegato.

In alcuni uffici giudiziari, il giudice dell’esecuzione liquida il compenso con apposito provvedimento e pone la relativa spesa a carico di uno dei creditori (tendenzialmente, il procedente). Ovviamente, in questa ipotesi la liquidazione deve essere anteriore alla formazione del progetto di riparto perché il creditore deve avere la possibilità di avanzare la domanda di rimborso della spesa col privilegio ex art. 2770 c.c.

In altri uffici giudiziari, il giudice dell’esecuzione liquida il compenso con provvedimento che autorizza il delegato a prelevare le somme dal ricavato (in “prededuzione”, categoria controversa nell’ambito delle esecuzioni individuali, ma da molti riconosciuta implicitamente) dopo l’approvazione del piano di riparto. Seguendo questa prassi, il delegato deve avanzare la richiesta di liquidazione prima della predisposizione della bozza del progetto, per poi inserire il proprio compenso (in prededuzione) tra le passività del piano; una volta che questo è dichiarato esecutivo, potrà procedere al pagamento (se a ciò è delegato) unitamente ai pagamenti in favore dei creditori.

In altri tribunali il compenso del professionista delegato viene predeterminato sulla scorta di apposite circolari interpretative del D.M. 15 ottobre 2015, n. 227; di conseguenza, il delegato può già calcolare – senza necessità di un apposito intervento – quale è il proprio compenso e, quindi, inserirlo automaticamente nel riparto; si badi che, per quanto esposto in premessa, non si tratta di “autoliquidazione del compenso” da parte dello stesso delegato, perché l’indefettibile passaggio al giudice dell’esecuzione della bozza del progetto comporta che sia il giudice a determinare l’entità del compenso (anche in questo caso, in prededuzione) che sarà concretamente corrisposto all’esito dell’approvazione.

Solo parzialmente è diversa la risposta per quanto concerne il compenso dello stimatore.

Come noto, l’art. 161, comma 3, disp. att. c.p.c. (che Corte Cost., 17 aprile 2019, n. 90 ha ritenuto conforme alla Carta Costituzionale) prevede che all’esperto non possano essere liquidati, prima della vendita, acconti in misura superiore al 50% del compenso calcolato sulla base del valore di stima e che il residuo, calcolato sulla base del prezzo ricavato dalla vendita, sia liquidato in esito a questa.

La norma impone, perciò, l’adozione di due provvedimenti giudiziali di liquidazione e, nella prassi prevalente, la spesa è comunque posta a carico del creditore procedente, sicché sarà quest’ultimo a segnalare il proprio credito (privilegiato ex art. 2770 c.c.) al professionista incaricato della predisposizione del riparto.

Ovviamente, qualora il giudice dell’esecuzione abbia invece disposto che il compenso dello stimatore sia inserito in riparto e pagato dal delegato con prelievo dal ricavato (e, quindi, in prededuzione), valgono le considerazioni sopra esposte e spetterà al delegato verificare l’importo liquidato per considerarlo nel riparto (in pratica, come si richiede ai creditori di riepilogare il proprio credito – v., in proposito, Cass. 2044/2017 – allo stesso modo il professionista delegato dovrà interpellare l’esperto stimatore ed eventualmente il custode, se persona diversa dall’ausiliario incaricato del riparto).

 


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