Giurisprudenza


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All’istituto di credito fondiario che sia intervenuto in una procedura espropriativa in cui sono stati riversati gli atti di accollo degli acquirenti delle particelle frazionate del fondo ipotecato si applica l’art. 20 del r.d. n. 646 del 1905 (disposizione abrogata dall’art. 161 del d.lgs. n. 385 del 1993, ma applicabile, in forza della disciplina transitoria, ai procedimenti esecutivi in corso alla data della sua entrata in vigore), secondo la quale il creditore fondiario non può eseguire gli atti giudiziali, compresi quelli di rinnovazione delle ipoteche, nei confronti dell’originario debitore. Infatti, l’intervento nella procedura esecutiva dimostra la compiuta conoscenza dell’avvenuto subentro dei terzi successori a titolo particolare nel debito ipotecario, in modo direttamente equipollente a quanto avviene nell’ipotesi, espressamente considerata dalla norma, della notificazione “giudiziale” dell’atto di subentro.  

Cassazione civile, 31 maggio 2021, n. 15087 - pres. De Stefano, est. Porreca

Nei giudizi di opposizione esecutiva relativi a processi di espropriazione presso terzi, si configura sempre litisconsorzio necessario fra il creditore, il debitore diretto ed il terzo pignorato.

Cassazione civile, 18 maggio 2021, n. 13533

Il provvedimento del P.M. che dispone la sospensione dei termini di un processo esecutivo ai sensi dell’art. 20, comma 4, della Legge n. 44 del 1999 deve essere trasmesso al giudice dell’esecuzione, il quale, pur se sprovvisto del potere di sindacare la sussistenza dei presupposti per la sospensiva, può rilevare l’errore commesso dal P.M. riguardo all’attuale pendenza di una procedura – perché inesistente oppure già cessata – o al coinvolgimento del beneficiario nella qualità di esecutato. (Nella fattispecie, il G.E. ha ritenuto privo di effetti il provvedimento di sospensione del P.M. in ragione della mancanza di un processo esecutivo contro la persona fisica richiedente e destinataria del beneficio, posto che la procedura pendente riguardava, invece, una società a responsabilità limitata, dotata di propria soggettività giuridica ed autonomia patrimoniale perfetta, di cui il beneficiario era stato legale rappresentante).

Tribunale, Torre Annunziata, 18 maggio 2021 - est. Musi

Deve ritenersi inesigibile da parte del custode di un immobile pignorato un controllo  costante, esercitato attraverso la sua ininterrotta presenza in loco, giorno e notte, senza interruzioni, per impedire che il debitore, anteriormente all’esecuzione dell’ordine di liberazione, possa attuare condotte di doloso danneggiamento dell’immobile da lui occupato; per contro, difetta il requisito della causalità della colpa in relazione alle condotte concretamente esigibili da parte del custode medesimo, consistenti in una sorveglianza discontinua, per l'intrinseca inidoneità ad evitare eventi del tipo di quello verificatosi.  

Tribunale, Savona, 23 aprile 2021 - Giudice Unico Tagliasacchi

Le cessioni di crediti di amministrazioni pubbliche (deducibili in via di eccezione dal debitore a condizione che siano successive alla formazione del titolo), laddove si tratti di “cessioni effettuate nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione”, non si applicano gli articoli 69 e 70 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440 nonché le altre disposizioni che richiedano formalità diverse o ulteriori rispetto a quelle di cui alla presente legge (4, comma 4- bis , l. n. 130 del 1999).

Tribunale, Napoli Nord, 14 aprile 2021 - est. Auletta

Laddove il titolo sia costituito da un d.i., ove si faccia questione della nullità della notifica del medesimo (e non della relativa inesistenza), il mezzo di tutela offerto dall’ordinamento è quello dell’opposizione tardiva a d.i. e non dell’opposizione all’esecuzione. In specie, la notifica fatta a mezzo PEC ad un indirizzo diverso da quello risultante nel Registro Generale degli Indirizzi Elettronici (ReGIndE) è nulla e non inesistente, quindi tale profilo va dedotto in sede di opposizione ex art. 650 c.p.c.

Tribunale, Napoli Nord, 14 aprile 2021 - est. Auletta

Con l’opposizione all’esecuzione possono essere dedotti i fatti estintivi, modificativi o impeditivi del diritto del creditore che siano maturati successivamente alla formazione del titolo (laddove, beninteso, questo abbia – come nel caso di specie – natura giudiziale).  

Tribunale, Napoli Nord, 14 aprile 2021 - est. Auletta

L'eccezione di tardività dell'opposizione proposta ex art. 617 c.p.c. per omessa allegazione, da parte dell'opponente, del momento in cui ha avuto effettiva conoscenza della procedura esecutiva, ove non decisa dal giudice del merito e dunque non coperta da giudicato interno, può e deve essere delibata in sede di legittimità, ancorché non dedotta come motivo di ricorso, trattandosi di eccezione relativa ad un termine di decadenza processuale la cui inosservanza è rilevabile d'ufficio e che comporta la cassazione senza rinvio della sentenza ex art. 382, comma 3, c.p.c., in quanto l'azione non poteva proporsi.

Cassazione civile, 25 marzo 2021, n. 8501 - pres. Di Iasi, est. Scoditti

Il mancato deposito della nota di trascrizione nel termine previsto dall’art. 557, comma 3, c.p.c. non determina l’inefficacia del pignoramento.

Tribunale, Nocera Inferiore, 23 marzo 2021 - est. Velleca

Atteso che la trascrizione ha la funzione di completare il pignoramento ponendosi come presupposto indispensabile perché il giudice dia seguito all’istanza di vendita del bene, è necessario ma anche sufficiente che al deposito della relativa nota si proceda entro il termine perentorio per il deposito della documentazione ipotecastale previsto dall’art. 567, comma 2, c.p.c.

Tribunale, Nocera Inferiore, 23 marzo 2021 - est. Velleca

In sede di opposizione all’esecuzione possono essere dedotti, se il titolo esecutivo ha natura giudiziale, solo i fatti impeditivi o estintivi successivi alla relativa formazione, che non implichino un riesame, da parte del giudice dell’opposizione, della legittimità della formazione del titolo, l’accertamento di tali profili essendo rimesso al giudice dell’impugnazione del titolo medesimo; in questa logica, è preclusa al giudice dell’opposizione all’esecuzione la possibilità di ridiscutere in sede esecutiva un provvedimento passato in giudicato allorché un consumatore, avuta contezza del proprio status solo successivamente alla formazione del giudicato, richieda in quella sede di effettuare un simile sindacato.

Tribunale, Nocera Inferiore, 23 marzo 2021 - est. Velleca

L’istituto di credito che vanti un credito garantito da fideiussione può, nella normalità dei casi, scegliere quale sia il debitore da escutere, in quanto maggiormente solvibile, e dunque non è tenuto ad insinuarsi al passivo del fallimento del debitore principale prima di esercitare l’azione esecutiva nei riguardi del garante

Tribunale, Nocera Inferiore, 23 marzo 2021 - est. Velleca

Il cessionario del credito ipotecario, divenuto tale dopo la vendita del bene ipotecato, partecipa alla distribuzione della somma ricavata nel processo esecutivo con la prelazione spettante all'originario creditore ipotecario, qualora la cessazione sia stata idoneamente e tempestivamente manifestata al giudice dell'esecuzione, ai creditori concorrenti e all'esecutato, senza necessità di annotazione della vicenda traslativa ai senzi dell'art. 2843 c.c., dato che, ai fini della distribuzione, la formalità non assume funsione costitutiva, bensì latamente dichiarativa. 

Cassazione civile, 26 febbraio 2021, n. 5508 - pres. Vivaldi, est. Porreca

I trasferimenti degli immobili destinati all’edilizia residenziale pubblica di cui alla l. 24 dicembre 1993, n. 560 che avvengono in seno alla procedura esecutiva non sono soggetti all’esercizio del diritto di prelazione previsto in favore degli Istituti autonomi case popolari dall’art. 20 della medesima legge.

Tribunale, Foggia, 20 febbraio 2021 - est. Palagano

Il decreto adottato ex art. 177 d.a. c.p.c. va qualificato come titolo esecutivo e non come atto esecutivo, la sua emanazione non essendo funzionale al progredire del procedimento espropriativo: ne discende che tale atto non è suscettibile di essere impugnato con opposizione agli atti esecutivi proposta nell'ambito dell'esecuzione immobiliare in seno alla quale il decreto è stato pronunciato; al contrario, il soggetto ingiunto deve svolgere le censure relative al merito del credito consacrato nel titolo in sede di opposizione a precetto.

Tribunale, Napoli Nord, 15 febbraio 2021 - est. Auletta

Il superamento del limite di finanziabilità ex art. 38, comma 2, del d.lgs. n. 385 del 1993 (TUB) non comporta la radicale invalidità del mutuo e la sua inefficacia ab origine, ma, piuttosto, la disapplicazione della speciale disciplina di privilegio del creditore fondiario e, quindi, la conservazione del contratto quale mutuo ipotecario ordinario.

Tribunale, Torre Annunziata, 10 febbraio 2021 - est. Musi

La sentenza di usucapione dell’immobile pignorato la cui domanda sia stata trascritta dopo la trascrizione del pignoramento non è opponibile non solo al creditore procedente, ma neppure a quello intervenuto con titolo, che prosegua da solo l’espropriazione forzata dopo la rinuncia del creditore principale. Tale inopponibilità prescinde dalla circostanza che il creditore interveniente vanti un titolo di garanzia sull’immobile, in quanto la trascrizione del pignoramento dà evidenza dell’esistenza della procedura esecutiva ed è quindi onere di chi agisce per l’acquisto della proprietà a titolo originario verificare natura ed entità degli interventi titolati che del pignoramento possono avvantaggiarsi, convenendo in giudizio tutti i creditori al fine di rendere loro opponibile la sentenza eventualmente pronunciata a suo favore.

Tribunale, Bergamo, 7 febbraio 2021 - est. De Simone

  Ai fini della sospensione delle procedure espropriative immobiliari ai sensi dell’art. 54-ter del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, costituisce abitazione principale del debitore esecutato l’immobile nel quale questi dimori abitualmente nel momento in cui l’esecuzione forzata abbia avuto inizio; conseguentemente, non opera la predetta sospensione laddove il debitore abbia destinato l’immobile a propria abitazione principale in pendenza dell’espropriazione già iniziata.     

Tribunale, Napoli, 27 gennaio 2021 - pres. Balletti, est. Colandrea

La mancanza o l’invalidità della notificazione del titolo esecutivo determinano un vizio del processo esecutivo, che può essere fatta valere con il rimedio dell'opposizione agli atti esecutivi, senza che sia necessario dedurre la specifica lesione dei diritti di difesa che sia derivata da tale vizio. Difatti, la nullità testuale comminata dall’art. 480, comma 2, c.p.c. esprime una valutazione preventiva ed astratta del legislatore di pregiudizio certo dei diritti di difesa del debitore intimato, al quale la legge intende assicurare la possibilità di raffrontare le pretese creditorie con il tenore del titolo esecutivo su cui le stesse di fondano.

Cassazione civile, 21 gennaio 2021, n. 1096 - pres. Amendola, est. D'Arrigo

In tema di espropriazione forzata presso terzi, il termine per proporre opposizione agli atti esecutivi avverso l'ordinanza di assegnazione pronunciata fuori udienza decorre dal momento in cui l'interessato ne abbia avuto conoscenza legale o anche solo di fatto

Cassazione civile, 7 gennaio 2021, n. 89 - pres. Vivaldi, est. Tantangelo

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