Giurisprudenza

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La Cassazione ribadisce il principio di intangibilità degli acquisti in executivis al di fuori del processo esecutivo

Le parti del processo esecutivo hanno l’onere di denunciare con l’opposizione ex art. 617 c.p.c. l’erroneo trasferimento all’aggiudicatario di un cespite che è oggetto di pignoramento, essendo inammissibile un’azione (nella specie di rivendica) autonoma, cioè distinta dai rimedi tipici dell’esecuzione forzata, da esse proposta per contrastare gli effetti dell’esecuzione, ponendoli nel nulla o limitandoli.

Cassazione civile, 21 settembre 2022, n. 27677 - pres. De Stefano, est. Fanticini


Poteri del G.E. in tema di autorizzazione all’assunzione ex art 508 c.p.c

Nell’ambito della vendita coattiva, l’art. 508 c.p.c. disciplina una fattispecie complessa, composta da un momento privatistico – accollo intercorso tra aggiudicatario/assegnatario e creditore privilegiato – ed uno marcatamente pubblicistico, ovvero l’autorizzazione del G.E., il quale, chiamato a verificare la compatibilità dell’accordo privato con gli interessi della procedura, potrà consentire l’assunzione per un importo non superiore al credito che il creditore pignoratizio o ipotecario ha diritto a vedere soddisfatto con preferenza rispetto agli altri creditori, ovverosia per la quota parte di esso che può essere collocata, in fase distributiva, prima di ogni altra pretesa creditoria  (nella fattispecie in esame, il G.E., al fine di determinare in concreto l’ammontare del credito suscettibile di assunzione, ha onerato la creditrice procedente del deposito dei conteggi da effettuarsi nel rispetto dei criteri di cui all’art. 2855 c.c.).

Tribunale, di Torre Annunziata, 12 settembre 2022 - est. Musi

Intervento sine titulo e fissazione dell’udienza ex art. 499 c.p.c.

Qualora il G.E., con l’ordinanza con cui è disposta la vendita o l’assegnazione, non fissi l’udienza di comparizione ex art. 499 co. 5 e 6 c.p.c. per la verifica dei crediti degli interventori sine titulo , è onere di questi ultimi, rimasti precedentemente inerti, proporre tempestiva istanza di fissazione o di rimessione in termini ovvero opposizione ex art. 617 c.p.c. avverso l’ordinanza di vendita, consumandosi, nel passaggio alla fase liquidatoria, il diritto del creditore all’udienza di verifica e, al contempo, il potere del giudice di fissarla (nella fattispecie, il giudice, in linea col principio affermato da Cass. civ. 18/05/2022, n. 15996, ha ritenuto tardiva l’istanza formulata in seguito all’aggiudicazione del bene pignorato dal creditore chirografario intervenuto senza titolo).

Tribunale, di Torre Annunziata, 12 settembre 2022 - est. Musi

Ai fini dell'applicazione dell'art. 2929 bis c.c., l'accertamento giudiziale circa la gratuità del negozio deve essere compiuto secondo il prisma della causa in concreto, anche in sede di opposizione all'esecuzione, dovendo pertanto ritenersi inefficace ai sensi dell’art. 2929 bis, in quanto gratuito, il conferimento di quote sociali in una holding detenuta dallo stesso conferente in misura del 99 %

Ai fini dell’applicazione dell’art. 2929 bis c.c., la valutazione circa la gratuità od onerosità di un negozio va compiuta, anche in sede di opposizione all’esecuzione, con esclusivo riguardo alla causa concreta, costituita dalla sintesi degli interessi che lo stesso è concretamente diretto a realizzare, al di là del modello astratto utilizzato, e non può quindi fondarsi sull'esistenza, o meno, di un rapporto sinallagmatico e corrispettivo tra le prestazioni sul piano tipico ed astratto, ma dipende necessariamente dall'apprezzamento dell'interesse sotteso all'intera operazione da parte del solvens, quale emerge dall'entità dell'attribuzione, dalla qualità dei soggetti, dal contesto anche cronologico in cui si colloca l’operazione negoziale e, soprattutto, dalla prospettiva di subire un depauperamento, collegato o meno ad un sia pur indiretto guadagno ovvero ad un risparmio di spesa. Pertanto, in applicazione di tali principi, nell'ipotesi di conferimento di quote sociali in una holding detenuta dallo stesso conferente in misura del 99%, l'atto negoziale deve ritenersi gratuito sul piano della causa in concreto, avendo come unico scopo la sottrazione ai creditori del patrimonio del conferente medesimo, vieppiù nei casi in cui, come quello di specie, sussistano pregressi e rilevanti debiti di quest’ultimo nei confronti dei terzi e il conferimento, riguardante la totalità delle quote sociali  dallo stesso detenute, avvenga, sul piano cronologico, in epoca immediatamente successiva alla notifica del precetto”.    

Tribunale, di Savona, 7 settembre 2022 - Giudice unico Tagliasacchi

Conseguenze del mancato versamento del contributo per la pubblicazione dell’avviso di vendita sul PVP nell’ambito del giudizio divisorio endoesecutivo

In tema di giudizio divisorio endoesecutivo la mancata anticipazione del contributo per la pubblicazione sul portale delle vendite pubbliche non importa l’applicazione dell’art. 631- bis c.p.c. – trattandosi di norma che concerne, specificamente, l’estinzione del processo esecutivo; ha luogo, piuttosto, la chiusura di tale giudizio divisionale per ragioni di rito: difatti, la violazione dell’obbligo di anticipare le spese per gli atti necessari del processo quando la spesa è posta a carico della parte dalla legge non può che comportare l’improcedibilità della domanda tutte le volte che tale violazione determina una situazione di stasi del processo e, quindi, l’impossibilità di giungere ad una pronuncia di merito in ordine al bene della vita.

Tribunale, di Verona, 28 luglio 2022 - est. Burti

Giudizio divisionale endoesecutivo e norme disciplinanti la pubblicità

Le norme che disciplinano la pubblicità dell’avviso di vendita sul portale delle vendite pubbliche si applicano alla divisione endoesecutiva. Militano in questo senso: a) ragioni testuali, dato dal rinvio “sistematico” contenuto nell’art. 788 c.c. alle norme del Codice di rito relative alla vendita dell’immobile, posto che la finalità della vendita dei beni non è diversa nel giudizio divisorio o nel processo esecutivo; b) ragioni di coerenza sistematica, poiché sarebbe contraddittorio prevedere forme di pubblicità distinte a seconda che la vendita avvenga in ambiente esecutivo o divisionale, anche in quanto, in tale ultimo caso, si liquida anche il diritto colpito dal pignoramento, e cioè si pone in essere un’attività che, in mancanza di uno strumento processuale ad hoc , si sarebbe dovuta svolgere in sede di esecuzione forzata; c) ragioni legate alle finalità perseguite attraverso la istituzione del portale delle vendite pubbliche, coincidenti, per quanto di interesse, con la massimizzazione, in termini di visibilità, delle vendite giudiziarie. In tema di giudizio divisorio endoesecutivo la mancata anticipazione del contributo per la pubblicazione sul portale delle vendite pubbliche non importa l’applicazione dell’art. 631- bis c.p.c. – trattandosi di norma che concerne, specificamente, l’estinzione del processo esecutivo; ha luogo, piuttosto, la chiusura di tale giudizio divisionale per ragioni di rito: difatti, la violazione dell’obbligo di anticipare le spese per gli atti necessari del processo quando la spesa è posta a carico della parte dalla legge non può che comportare l’improcedibilità della domanda tutte le volte che tale violazione determina una situazione di stasi del processo e, quindi, l’impossibilità di giungere ad una pronuncia di merito in ordine al bene della vita.

Tribunale, di Verona, 28 luglio 2022 - est. Burti

Il precetto è valido ed efficace anche se manca l’avvertenza al debitore della facoltà di ricorrere ad una delle procedure previste dagli artt. 6 ss. della legge 27 gennaio 2012, n. 3  

Non dà luogo a nullità del precetto la mancanza dell’avvertimento al debitore della possibilità di porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento con l'ausilio di un organismo di composizione della crisi o di un professionista nominato dal giudice (introdotto nell’art. 480, comma 2, c.p.c. dall’art. 13, comma 1, lett. a) del d.l. n. 83/2015, conv. in legge n. 132/2015), trattandosi di mera irregolarità formale non assistita dalla sanzione dell’invalidità.  

Cassazione civile, 26 luglio 2022, n. 23343 - pres. De Stefano, est. Saija

Non sono pignorabili le singole rimesse sul conto di tesoreria di un ente locale in anticipazione di cassa

Nell’espropriazione presso terzi eseguita ai danni di un ente locale presso il suo tesoriere in regime di anticipazione di cassa, assimilabile all'apertura di credito ex art. 1842 c.c., le rimesse non individuano un'obbligazione cui corrisponde un diritto di credito pignorabile ed assegnabile, tale potendo costituire solo il saldo positivo in ragione dell'unitarietà del rapporto che non permette di scindere, per utilità creditorie distinte come qui quella del creditore pignorante, né prelievi né rimesse né diritti di erogazione corrispondenti, questi ultimi, ad affidamenti.

Cassazione civile, 25 luglio 2022, n. 23068 - pres. Rubino, est. Porreca

Riduzione del pignoramento e tutela degli interessi abitativi

Va escluso che la circostanza che uno degli immobili pignorati sia adibito ad abitazione principale del debitore possa rilevare in sede di valutazione di una istanza di riduzione concernente il medesimo immobile. Difatti, il legislatore – salvo che per far fronte a contesti emergenziali – ha rinvenuto il punto di equilibrio tra i diversi interessi contrapposti nell’assicurazione, al debitore esecutato, del diritto di permanere nell’immobile fino alla conclusione del procedimento liquidatorio, salvo che non siano sposti in essere comportamenti ostativi rispetto a tale finalità (v. art. 560 c.p.c.)  

Tribunale, di Napoli Nord, 22 luglio 2022 - est. Auletta

Riduzione del pignoramento e rilievo, nella relativa valutazione, della fase processuale nel cui ambito è presentata l’istanza

La riduzione del pignoramento si fonda su una valutazione di opportunità condotta dal G.E. tenendo conto di elementi quali (a titolo esemplificativo): l’importo del credito azionato; la circostanza che potrebbero intervenire ulteriori creditori; la possibilità che i beni non siano venduti al prezzo di stima ma a seguito di ribassi; la circostanza che, in caso di vendita di più lotti, la legge prevede già un meccanismo “protettivo” del patrimonio del debitore, senza pregiudizio dei diritti del creditore, disciplinato dall’art. 504 c.p.c. La suddetta valutazione, peraltro, assume una diversa fisionomia a seconda che l’istanza di riduzione sia proposta prima o dopo l’apertura del procedimento liquidatorio: in specie, laddove l’istanza sia presentata dopo l’inizio della fase della vendita, pur non essendo individuabile – secondo la tesi prevalente - alcuna preclusione processuale in tal senso, il G.E. deve tenere conto, oltre che dei profili sopra menzionati, di elementi quali la maturazione di ulteriori spese, connesse alla mera apertura del procedimento liquidatorio (compensi del professionista delegato; costituzione di un fondo spese per la pubblicità e/o versamento del contributo per la pubblicazione dell’avviso di vendita sul PVP, ecc.). 

Tribunale, di Napoli Nord, 22 luglio 2022 - est. Auletta

Le sorti dell’intervento nella procedura esecutiva dell’Agente della Riscossione a seguito dell’ammissione del contribuente esecutato alla rateizzazione o alla procedura di definizione agevolata del debito tributario

Gli artt. 19, comma 1 quater , del d.P.R.. n. 602 del 1973, in materia di rateizzazione esattoriale, e 3, comma 10, del d.l. n. 119 del 2018, in materia di “rottamazione” esattoriale, nel prevedere l’estinzione e l’improseguibilità dell’azione esecutiva, integrano una ipotesi di sospensione esterna e temporanea dell’efficacia esecutiva del titolo esattoriale (condizione è del tutto sovrapponibile alla sospensione esterna dell’efficacia esecutiva del titolo esecutivo disposta in sede di cognizione), che determina uno stato di “quiescenza” dello stesso. Tali disposizioni, avendo carattere eccezionale, vanno interpretate in maniera restrittiva e, quindi, non possono essere ritenute applicabili anche all’intervento del creditore nella procedura esecutiva. Inoltre, l’improseguibilità e l’estinzione richiamate dalle citate norme non si attagliano alla situazione processuale dell’intervento e alle facoltà e ai poteri allo stesso legati, salvo che per le ipotesi della eventuale surroga del creditore intervenuto nella posizione del creditore procedente.

Tribunale, di Salerno, 19 luglio 2022 - est. Faracchio

Il divieto di azioni esecutive sui beni in fondo patrimoniale vale anche per i crediti anteriori alla costituzione del fondo

In tema di fondo patrimoniale, il divieto di azioni esecutivi sui beni conferiti nel fondo non è limitato ai soli crediti (estranei ai bisogni della famiglia) sorti successivamente alla sua costituzione, ma vale anche per i crediti sorti anteriormente, salva la possibilità per il creditore, ricorrendone i presupposti, di agire in via revocatoria.

Tribunale, di Nola, 19 luglio 2022 - est. Triglione

Il beneficiario del fondo patrimoniale è legittimato all’opposizione di terzo all’esecuzione

Poiché l’opposizione di terzo all’esecuzione non è un’azione reale di rivendica del bene pignorato, ma è volta ad accertare l’illegittimità dell’espropriazione in rapporto al suo oggetto, è legittimato alla sua proposizione il terzo che faccia valere una propria situazione giuridica soggettiva relativa al cespite staggito asseritamente prevalente sul diritto del creditore procedente e, quindi, anche il soggetto che affermi di essere beneficiario del vincolo di destinazione in fondo patrimoniale impresso sull’immobile pignorato.

Tribunale, di Nola, 19 luglio 2022 - est. Triglione

Definizione agevolata e conversione del pignoramento

L’adesione del debitore alla definizione agevolata dei carichi sospesi prevista dall’art. 3 del d.l. 119/2018  preclude la prosecuzione delle azioni esecutive avviate dall’Agente, ma non influisce, paralizzandolo, sul diritto di partecipare alla distribuzione del ricavato derivante dall’atto di intervento spiegato dal medesimo Agente in procedure avviate da altri, cosicché Il credito portato dall’atto di intervento promosso da ADER  nella procedura espropriativa avviata da altro creditore va computato ai fini della presentazione della istanza di conversione, per quantificare la cauzione dovuta a pena di inammissibilità, nonché la somma da sostituire al pignorato. Il pagamento della prima rata, in ogni caso, determina un fenomeno di sospensione “esterna” del processo esecutivo, laddove ADER debba dare impulso alla procedura, per il venir meno del creditore pignorante.  

Tribunale, di Torre Annunziata, 16 luglio 2022 - est. Musi

La ricezione delle offerte in un luogo diverso da quello indicato nell'ordinanza di delega, determina ex e l'illegittimità dell'aggiudicazione

Sono illegittimi gli atti esecutivi compiuti in violazione delle disposizioni contenute nell’ordinanza di vendita (eventualmente anche di quelle integrative del contenuto minimo imposte dall’ordito normativo) senza che ai fini della loro impugnazione occorra dedurre un pregiudizio concreto per dimostrare l’interesse ad agire della parte che deduce il vizio di legittimità. Conseguentemente, l’inosservanza della prescrizione contenuta nell’ordinanza di delega afferente al luogo di ricezione delle offerte e di espletamento della vendita determina ex se l’illegittimità dell’avviso di vendita e della successiva aggiudicazione (fattispecie in cui il G.E., in accoglimento del ricorso ex art. 591-ter cod. proc. civ., ha revocato l’aggiudicazione pronunciata dal professionista delegato all’esito di operazioni di vendita avvenute in un luogo diverso da quello previsto nell’ordinanza di delega).

Tribunale, di Torre Annunziata, 7 luglio 2022 - est. Musi

La sospensione feriale dei termini processuali si applica anche all’attività di pubblicazione dell’avviso di vendita

La redazione e la pubblicazione dell’avviso di vendita sul PVP e sul sito di aste giudiziarie ad opera del professionista delegato sono atti del processo esecutivo che si inseriscono nel subprocedimento di vendita (condizionando la validità dell’aggiudicazione e del decreto di trasferimento) e che avrebbero dovuto essere compiuti dal giudice dell’esecuzione se questi non avesse delegato le operazioni di vendita. Essi, pertanto, soggiacciono alla sospensione feriale dei termini processuali, la quale riguarda tutti i termini processuali, senza distinzione fra quelli acceleratori e quelli dilatori, ed altresì include i termini del processo d'esecuzione, non rientranti fra le eccezioni previste dall'art. 3 della citata legge, in relazione all' art. 92 dell'ordinamento giudiziario  (in applicazione del suddetto principio il Giudice dell’Esecuzione ha revocato l’aggiudicazione in quanto la pubblicazione sul sito di aste giudiziarie ha avuto una durata inferiore a quella di sessanta giorni prevista dall’ordinanza di delega della vendita, essendo detta pubblicazione avvenuta durante il periodo di sospensione feriale dei termini).

Tribunale, di Torre Annunziata, 5 luglio 2022 - est. Musi

L’emissione e l’esecuzione di sequestro penale ex art. 321 c.p.p. non sono opponibili al creditore procedente che ha notificato l’atto di pignoramento presso terzi in data antecedente

Qualora il credito pignorato sia attinto da un sequestro preventivo, ex art. 321 c.p.p., il conflitto tra il sequestrante ed il creditore procedente deve essere risolto applicando il principio generale della successione temporale sancito dall’art. 2915, comma primo, c.c., con la conseguenza che l’emissione e l’esecuzione del provvedimento di sequestro preventivo non sono fatti idonei a rendere inefficace o non opponibile l’atto di pignoramento presso terzi notificato al terzo pignorato in data antecedente.

Tribunale, di Torino, 22 giugno 2022 - est. Peila

Se le condizioni di vendita sono illegittime, è onere della parte interessata proporre tempestivamente opposizione ex art. 617 c.p.c

In tema di espropriazione forzata, il giudice dell’esecuzione, nel fissare le condizioni di vendita, può esercitare i poteri discrezionali che la legge implicitamente o esplicitamente gli attribuisce, nel rispetto delle disposizioni “minime” cogenti ovvero – ove la legge stessa non disponga diversamente – coniando le regole particolari che ritenga idonee a disciplinare il subprocedimento liquidatorio (ad es., in tema di pubblicità dell’avviso ex art. 490 c.p.c., contenuto dell’offerta, entità della cauzione, ecc.). Qualora, tuttavia, il giudice dell’esecuzione disponga contra legem , costituisce onere delle parti interessate – ferma restando l’eventuale responsabilità disciplinare del giudice stesso – proporre tempestivamente opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. avverso il provvedimento illegittimo, pena la sua inoppugnabilità, la necessità di darvi pedissequa attuazione (in attuazione del principio di immutabilità delle condizioni di vendita, fatta salva l’eventuale revoca o modifica prima dell’esperimento di vendita stesso), nonché l’impossibilità di impugnare il successivo decreto di trasferimento, non potendo farsi valere l’invalidità derivata in caso di mancata reazione processuale avverso l’atto presupposto, salvo che l’opponente abbia incolpevolmente ignorato l’esistenza di quest’ultimo.  

Cassazione civile, 8 giugno 2022, n. 18421 - pres. Vivaldi, est. Saija

Il debitore può contestare la violazione delle modalità dettate dal G.E. per la vendita senza dover dimostrare di aver subito uno specifico pregiudizio

In tema di vendita forzata, le disposizioni adottate dal giudice dell’esecuzione nell’ordinanza di vendita o di delega circa gli adempimenti, le modalità, i termini e, in generale, le condizioni cui l’esperimento di vendita è soggetto sono posti a presidio delle esigenze di certezza, legittimità, trasparenza, correttezza ed efficienza che sovrintendono al sistema dell’espropriazione forzata. Ne consegue che le parti del procedimento esecutivo (in primo luogo, il debitore esecutato) hanno pieno interesse a farne valere l’eventuale violazione, mediante opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c., non dovendo dimostrare di aver da ciò subito uno specifico pregiudizio.

Cassazione civile, 8 giugno 2022, n. 18421 - pres. Vivaldi, est. Saija

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