Giurisprudenza


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Il cessionario del credito ipotecario, divenuto tale dopo la vendita del bene ipotecato, partecipa alla distribuzione della somma ricavata nel processo esecutivo con la prelazione spettante all'originario creditore ipotecario, qualora la cessazione sia stata idoneamente e tempestivamente manifestata al giudice dell'esecuzione, ai creditori concorrenti e all'esecutato, senza necessità di annotazione della vicenda traslativa ai senzi dell'art. 2843 c.c., dato che, ai fini della distribuzione, la formalità non assume funsione costitutiva, bensì latamente dichiarativa. 

Cassazione civile, 26 febbraio 2021, n. 5508 - pres. Vivaldi, est. Porreca

I trasferimenti degli immobili destinati all’edilizia residenziale pubblica di cui alla l. 24 dicembre 1993, n. 560 che avvengono in seno alla procedura esecutiva non sono soggetti all’esercizio del diritto di prelazione previsto in favore degli Istituti autonomi case popolari dall’art. 20 della medesima legge.

Tribunale, Foggia, 20 febbraio 2021 - est. Palagano

Il decreto adottato ex art. 177 d.a. c.p.c. va qualificato come titolo esecutivo e non come atto esecutivo, la sua emanazione non essendo funzionale al progredire del procedimento espropriativo: ne discende che tale atto non è suscettibile di essere impugnato con opposizione agli atti esecutivi proposta nell'ambito dell'esecuzione immobiliare in seno alla quale il decreto è stato pronunciato; al contrario, il soggetto ingiunto deve svolgere le censure relative al merito del credito consacrato nel titolo in sede di opposizione a precetto.

Tribunale, Napoli Nord, 15 febbraio 2021 - est. Auletta

Il superamento del limite di finanziabilità ex art. 38, comma 2, del d.lgs. n. 385 del 1993 (TUB) non comporta la radicale invalidità del mutuo e la sua inefficacia ab origine, ma, piuttosto, la disapplicazione della speciale disciplina di privilegio del creditore fondiario e, quindi, la conservazione del contratto quale mutuo ipotecario ordinario.

Tribunale, Torre Annunziata, 10 febbraio 2021 - est. Musi

La sentenza di usucapione dell’immobile pignorato la cui domanda sia stata trascritta dopo la trascrizione del pignoramento non è opponibile non solo al creditore procedente, ma neppure a quello intervenuto con titolo, che prosegua da solo l’espropriazione forzata dopo la rinuncia del creditore principale. Tale inopponibilità prescinde dalla circostanza che il creditore interveniente vanti un titolo di garanzia sull’immobile, in quanto la trascrizione del pignoramento dà evidenza dell’esistenza della procedura esecutiva ed è quindi onere di chi agisce per l’acquisto della proprietà a titolo originario verificare natura ed entità degli interventi titolati che del pignoramento possono avvantaggiarsi, convenendo in giudizio tutti i creditori al fine di rendere loro opponibile la sentenza eventualmente pronunciata a suo favore.

Tribunale, Bergamo, 7 febbraio 2021 - est. De Simone

  Ai fini della sospensione delle procedure espropriative immobiliari ai sensi dell’art. 54-ter del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, costituisce abitazione principale del debitore esecutato l’immobile nel quale questi dimori abitualmente nel momento in cui l’esecuzione forzata abbia avuto inizio; conseguentemente, non opera la predetta sospensione laddove il debitore abbia destinato l’immobile a propria abitazione principale in pendenza dell’espropriazione già iniziata.     

Tribunale, Napoli, 27 gennaio 2021 - pres. Balletti, est. Colandrea

Nel procedimento di espropriazione e vendita forzata immobiliare, il decreto di trasferimento del bene, recante l’ordine di cancellazione dei gravami sul medesimo (tra cui i pignoramenti e le ipoteche), determina il trasferimento del diritto oggetto della procedura espropriativa libero da quei pesi e quindi la contestuale estinzione dei medesimi vincoli, dei quali il Conservatore dei registri immobiliari (oggi Ufficio provinciale del territorio – Servizio di pubblicità immobiliare, istituito presso l’Agenzia delle Entrate) è tenuto ad eseguire la cancellazione immediatamente, in ogni caso indipendentemente dal decorso del termine di proponibilità delle opposizioni esecutive a norma dell’art. 617 c.p.c.

Cassazione civile, sezioni unite, 14 dicembre 2020, n. 28387 - pres. Di Iasi, est. De Stefano

La confisca penale prevale sull’espropriazione forzata civile solamente nei casi regolati dal d.lgs. 159 del 2011 o di ipotesi che ad esso esplicitamente rinviano (come l’art. 104-bis disp. att. cod. proc. pen.): in tal caso i terzi di buona fede potranno ottenere tutela delle loro ragioni solo nell’ambito del procedimento di prevenzione o di esecuzione penale. Nelle restanti ipotesi i rapporti tra le varie tipologie di confisca (diverse da quelle del d.lgs. 159/11 o ad esse espressamente equiparate) e le procedure esecutive civili sono regolati dal principio generale della successione temporale delle formalità nei pubblici registri. Consegue che, ai sensi dell’art. 2915 cod. civ., l’opponibilità del vincolo penale al terzo aggiudicatario dipende dall’anteriorità della trascrizione del sequestro, ai sensi dell’art. 104 disp. att. cod. proc. pen., rispetto al pignoramento immobiliare. Se la trascrizione del sequestro è successiva, il bene deve ritenersi acquisito dal terzo pleno iure , con conseguente impossibilità della posteriore confisca.

Cassazione civile, 10 dicembre 2020, n. 28242 - pres. Vivaldi, est. De Stefano

Negli incidenti cautelari esecutivi ex art. 615, co. 2, c.p.c. basati sulla asserità usurarietà del mutuo fondiario posto a fondamento dell’azione esecutiva, a fini sospensivi non è sufficiente dimostrare la natura usuraria del negozio, dovendo essere esaminato in concreto il profilo della (in)esigibilità del credito portato dal mutuo azionato. A seguito di Cass., SS.UU., 18/09/2020, n. 19597, arresto nomofilattico che ha stabilito, in materia, la debenza degli interessi corrispettivi lecitamente pattuiti, l’onere probatorio gravante sul mutuatario al fine di dimostrare l’inesistenza del titolo esecutivo (per difetto di una situazione debitoria in capo a sè al momento della notifica del precetto) risulta “quantitativamente” più gravoso: per conseguire la sospensione della procedura per inesigibilità del credito, il ricorrente che invoca la natura usuraria del negozio (e sul quale incombe anche l’onere di allegare il tasso-soglia applicabile al mutuo sulla base delle indicazioni fornite in motivazione dalle SS.UU.) non può (più) limitarsi a considerare la sola sorte capitale, ma deve dimostrare l’idoneità delle somme versate a coprire la debitoria maturata, alla data di notifica dell’intimazione, non solo per il capitale scaduto, ma anche per gli interessi corrispettivi (lecitamente pattuiti).

Tribunale, Bari, 4 dicembre 2020 - pres. Ruffino, est. Cutolo

In tema di impugnazione degli atti del professionista delegato alle operazioni di vendita nominato ex art. 591-bis c.p.c., il reclamo al Collegio avverso l’ordinanza con la quale il giudice dell’esecuzione abbia deciso sul ricorso contro un atto del professionista ai sensi dell’591-ter c.p.c. è inammissibile od improcedibile qualora il giudice abbia posto in essere l’atto successivo previsto nella sequenza procedimentale di legge, atteso che – trattandosi del controllo su d’una attività meramente ordinatoria – la decisione del Collegio non potrebbe incidere direttamente né sull’attività posta in essere dal professionista delegato (in quanto oramai assorbita dallo sviluppo successivo del procedimento), né sull’atto successivo del giudice dell’esecuzione (in quanto soggetto ad autonoma e necessaria impugnazione con lo strumento dell’opposizione ex art. 617 c.p.c.).  

Tribunale, Napoli, 30 novembre 2020 - pres. Cacace, est. Colandrea

In tema di costituzione in giudizio dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, la facoltà di derogare al patrocinio dell'Avvocatura dello Stato, per avvalersi dell'opera di liberi professionisti, è subordinata all'adozione di una specifica e motivata deliberazione dell'ente, la cui mancanza determina la nullità del mandato alle liti, non rilevando che esso sia stato conferito con le modalità prescritte dal regolamento o dallo statuto dell'ente, fonti di rango secondario insuscettibili di derogare alla legislazione primaria, come interpretata dalle Sezioni unite con la sentenza n. 30008 del 2019.

Cassazione civile, 20 novembre 2020, n. 26531 - pres. De Stefano, est. Olivieri

Il ruolo e la cartella assumono la duplice funzione di titolo esecutivo e di precetto unicamente per le entrate c.d. “di diritto pubblico”, mentre per le entrate di natura privatistica l’ente è onerato di munirsi di un autonomo titolo esecutivo ( ex art. 21 D.Lgs. n. 46 del 1999), rispetto al quale il ruolo e la cartella di pagamento, successivamente formati, sono equipollenti dell’atto di precetto.

Tribunale, Torre Annunziata, 7 novembre 2020 - est. Musi

La procedura di riscossione coattiva può essere legittimamente svolta nei confronti del garante del debitore principale, purché sia fondata, ex art. 474 c.p.c., su un autonomo titolo esecutivo, che non può essere costituito dal negozio di fideiussione, salva l’ipotesi in cui lo stessa assuma la forma di un atto pubblico o di una scrittura privata autenticata.

Tribunale, Torre Annunziata, 7 novembre 2020 - est. Musi

Il recupero dei crediti nascenti da finanziamenti erogati ai sensi del d.lgs 123/1998 avviene mediante iscrizione a ruolo, tanto nei confronti del debitore principale quanto nei confronti del garante, sicché anche al fideiussore è applicabile lo speciale procedimento di riscossione, purché sussista nei suoi confronti l’indispensabile presupposto del titolo esecutivo.

Tribunale, Torre Annunziata, 7 novembre 2020 - est. Musi

È inammissibile per carenza di interesse ex art. 100 c.p.c. la domanda proposta per vedere dichiarata la prescrizione di un credito della cui esistenza l’attore assuma di esser venuto a conoscenza a seguito di “estratto di ruolo”, laddove, essendo emersa in giudizio la rituale notifica della cartella di pagamento, non sia stata frattanto posta in essere alcuna ulteriore attività da parte dell’Agente della riscossione; si ammetterebbe, altrimenti opinando, una azione di accertamento “pura”, svincolata dal vanto dell’altrui pretesa.

Tribunale, Napoli Nord, 20 ottobre 2020 - est. Auletta

In sede di “impugnazione” dell’estratto di ruolo per crediti extratributari, la circostanza che vi sia stata la rituale notifica della cartella di pagamento può emergere, anche a seguito di rilievo officioso del giudice, in ogni stato e grado del procedimento: pertanto, se l’Agente della riscossione produce la relata di notifica per la prima volta in appello non viene in rilievo il divieto di nova di cui all’art. 345 c.p.c., trattandosi, piuttosto, della verifica della sussistenza di una condizione dell’azione.  

Tribunale, Napoli Nord, 20 ottobre 2020 - est. Auletta

Nel regime dell'art. 560, sesto comma, c.p.c., come novellato dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8, è tardiva e non può essere accolta l'istanza dell'aggiudicatario di emissione di ordine di liberazione del bene acquistato formulata dopo l'emissione del decreto di trasferimento.

Tribunale, Santa Maria Capua Vetere , 13 ottobre 2020 - est. Mercurio

La sospensione della procedura esecutiva pendente, disposta ai sensi dell’art. 10, comma, legge n. 3 del 2012, va ricondotta al genus delle sospensioni necessarie o previste dalla legge, sicché, una volta fissata l’udienza prevista dalla citata norma con decreto (divenuto definitivo) del giudice delegato, il giudice dell’esecuzione deve dichiarare, ex art. 623 c.p.c., la temporanea improseguibilità del processo, senza che gli spetti alcuna valutazione discrezionale, dovendo anzi limitarsi ad una mera presa d’atto dell’evento esterno incidente sull’esecuzione.

Tribunale, Torre Annunziata, 30 settembre 2020 - est. Musi

Non può ritenersi consentito l’intervento del curatore fallimentare nel processo esecutivo relativo a un bene immobile già oggetto di derelizione ai sensi dell’art. 104-ter comma 8 L.F., non potendo tale intervento essere fondato né sul generale potere di liquidazione spettante al curatore medesimo, dal momento che la derelizione lo priva di qualsiasi potere liquidatorio, né sull’art. 41 comma 2 TUB, che presuppone logicamente che il bene sia appreso alla massa fallimentare.

Tribunale, Savona, 30 settembre 2020

Nel caso in cui sia presentata istanza di rinegoziazione del contratto di mutuo ex art 41-bis, l. n. 157/2019, la sospensione della procedura esecutiva non è un effetto automatico che scaturisce dalla mera presentazione dell’istanza, ma occorre il consenso del creditore procedente sia qualora l’istanza sia rivolta alla banca che ha intrapreso l’esecuzione forzata quale creditore procedente sia qualora il debitore faccia ricorso al finanziamento presso una banca terza.

Tribunale, Torre Annunziata, 29 settembre 2020 - est. Diana

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