Giurisprudenza
di Merito
  • il divieto di azioni esecutive sui beni in fondo patrimoniale vale anche per i crediti anteriori alla costituzione del fondo

    Tribunale, di Nola, 19 luglio 2022 - est. Triglione

    In tema di fondo patrimoniale, il divieto di azioni esecutivi sui beni conferiti nel fondo non è limitato ai soli crediti (estranei ai bisogni della famiglia) sorti successivamente alla sua costituzione, ma vale anche per i crediti sorti anteriormente, salva la possibilità per il creditore, ricorrendone i presupposti, di agire in via revocatoria.

  • il beneficiario del fondo patrimoniale è legittimato all’opposizione di terzo all’esecuzione

    Tribunale, di Nola, 19 luglio 2022 - est. Triglione

    Poiché l’opposizione di terzo all’esecuzione non è un’azione reale di rivendica del bene pignorato, ma è volta ad accertare l’illegittimità dell’espropriazione in rapporto al suo oggetto, è legittimato alla sua proposizione il terzo che faccia valere una propria situazione giuridica soggettiva relativa al cespite staggito asseritamente prevalente sul diritto del creditore procedente e, quindi, anche il soggetto che affermi di essere beneficiario del vincolo di destinazione in fondo patrimoniale impresso sull’immobile pignorato.

  • La ricezione delle offerte in un luogo diverso da quello indicato nell'ordinanza di delega, determina ex e l'illegittimità dell'aggiudicazione

    Tribunale, di Torre Annunziata, 7 luglio 2022 - est. Musi

    Sono illegittimi gli atti esecutivi compiuti in violazione delle disposizioni contenute nell’ordinanza di vendita (eventualmente anche di quelle integrative del contenuto minimo imposte dall’ordito normativo) senza che ai fini della loro impugnazione occorra dedurre un pregiudizio concreto per dimostrare l’interesse ad agire della parte che deduce il vizio di legittimità. Conseguentemente, l’inosservanza della prescrizione contenuta nell’ordinanza di delega afferente al luogo di ricezione delle offerte e di espletamento della vendita determina ex se l’illegittimità dell’avviso di vendita e della successiva aggiudicazione (fattispecie in cui il G.E., in accoglimento del ricorso ex art. 591-ter cod. proc. civ., ha revocato l’aggiudicazione pronunciata dal professionista delegato all’esito di operazioni di vendita avvenute in un luogo diverso da quello previsto nell’ordinanza di delega).

  • la sospensione feriale dei termini processuali si applica anche all’attività di pubblicazione dell’avviso di vendita

    Tribunale, di Torre Annunziata, 5 luglio 2022 - est. Musi

    La redazione e la pubblicazione dell’avviso di vendita sul PVP e sul sito di aste giudiziarie ad opera del professionista delegato sono atti del processo esecutivo che si inseriscono nel subprocedimento di vendita (condizionando la validità dell’aggiudicazione e del decreto di trasferimento) e che avrebbero dovuto essere compiuti dal giudice dell’esecuzione se questi non avesse delegato le operazioni di vendita. Essi, pertanto, soggiacciono alla sospensione feriale dei termini processuali, la quale riguarda tutti i termini processuali, senza distinzione fra quelli acceleratori e quelli dilatori, ed altresì include i termini del processo d'esecuzione, non rientranti fra le eccezioni previste dall'art. 3 della citata legge, in relazione all' art. 92 dell'ordinamento giudiziario  (in applicazione del suddetto principio il Giudice dell’Esecuzione ha revocato l’aggiudicazione in quanto la pubblicazione sul sito di aste giudiziarie ha avuto una durata inferiore a quella di sessanta giorni prevista dall’ordinanza di delega della vendita, essendo detta pubblicazione avvenuta durante il periodo di sospensione feriale dei termini).

  • Somme utilizzate dal Comune esecutato in regime di anticipazione di cassa di cui all'art. 222 D.lgs. 267 2000 - posizione di debito dell'Ente e non di credito

    Tribunale, di Santa Maria Capua Vetere, 1 giugno 2022 - est. Mercurio

    In materia di anticipazione di cassa di cui all’articolo 222 D. Lsg. n. 267 del 2000, deve escludersi le somme di cui l’Ente fruisce siano pignorabili, se il saldo del conto corrente è negativo. Come noto, non è espropriabile il mero diritto che un debitore vanti ad ottenere credito da terzi, in quanto in tal caso egli non può ritenersi titolare di un credito, ovvero di una posizione giuridica attiva che gli garantisce la disponibilità di un bene patrimoniale, ma esclusivamente titolare del diritto a diventare titolare del lato passivo della relativa obbligazione, quale debitore. Ciò è quanto accade nel rapporto cui dà luogo l'apertura di credito bancario, in cui la banca si impegna a tenere a disposizione del correntista una determinata somma, che però il correntista stesso resta obbligato a restituire. Ciò è esattamente quanto accade anche nella anticipazione di cassa, con la differenza che l’ente non è un correntista qualunque, ma deve ripianare quanto prima la propria esposizione debitoria, secondo la norma citata anche da parte opponente, ed ovvero l’art. 4, D.M. 4 agosto 2009 che così dispone: “le anticipazioni effettuate agli Enti ed organismi pubblici dai tesorieri … devono essere estinte a cura dei tesorieri non appena siano acquisiti introiti non soggetti a vincolo di destinazione sul conto corrente bancario intestato agli enti e agli organismi pubblici …”.   Depongono in tal senso sia indici di carattere civilistico, quale la struttura della apertura di credito, di cui all’art.1842 c.c., sia indici di carattere pubblicistico, quale la legge 720 del 1984, si applicano anche le disposizioni del decreto ministeriale del 26 luglio 1985, poi sostituito dal decreto ministeriale del 4 agosto 2009.     

  • Pignorabilità delle somme utilizzate dal Comune esecutato in regime di anticipazione di cassa di cui all'art. 222 D.lgs. 267 2000

    Tribunale, di Santa Maria Capua Vetere, 4 marzo 2022 - est. Mercurio

    In materia di anticipazione di cassa di cui all’articolo 222 D. Lsg. n. 267 del 2000, deve escludersi che essa sia una modalità ordinaria di gestione delle risorse del Comune. Piuttosto l’anticipazione di cassa rappresenta una prestazione accessoria inclusa nel servizio di tesoreria direttamente disciplinata dalla legge. Detta prestazione, a ben vedere, non fa sorgere un diritto di credito dell’Ente che ne usufruisce nei confronti dell’istituto che svolge le funzioni di tesoriere, quanto bensì un rapporto di debito, che deve essere (anche con immediatezza) ripianato. Ne consegue che le somme di cui l’Ente fruisce, in regime di anticipazione di cassa, non sono pignorabili, se il saldo del conto corrente è negativo. Depongono in tal senso, sia indici di carattere civilistico, quale la struttura della apertura di credito, di cui all’art.1842 c.c., sia indici di carattere pubblicistico, quale la legge n.720 del 1984, e le disposizioni del decreto ministeriale del 26 luglio 1985, poi sostituito dal decreto ministeriale del 4 agosto 2009.   

  • l’emissione e l’esecuzione di sequestro penale ex art. 321 c.p.p. non sono opponibili al creditore procedente che ha notificato l’atto di pignoramento presso terzi in data antecedente

    Tribunale, di Torino, 22 giugno 2022 - est. Peila

    Qualora il credito pignorato sia attinto da un sequestro preventivo, ex art. 321 c.p.p., il conflitto tra il sequestrante ed il creditore procedente deve essere risolto applicando il principio generale della successione temporale sancito dall’art. 2915, comma primo, c.c., con la conseguenza che l’emissione e l’esecuzione del provvedimento di sequestro preventivo non sono fatti idonei a rendere inefficace o non opponibile l’atto di pignoramento presso terzi notificato al terzo pignorato in data antecedente.

  • Conseguenze del superamento del limite di finanziabilità nel mutuo fondiario

    Tribunale, di Napoli Nord, 26 maggio 2022 - pres. Fiore, est. Auletta

    In tema di mutuo fondiario, il superamento del limite di finanziabilità determina la nullità di tale contratto, ma ciò non implica, di per sé, la sopravvenuta mancanza del titolo esecutivo su cui fonda l’esecuzione medio tempore iniziata, dovendosi ritenere che ciò determini soltanto la inapplicabilità dello statuto regolatorio “di favore” previsto per tale tipologia di mutuo, senza escludere la possibilità che il titolo possa valere come ordinario mutuo ipotecario e pertanto, a certe condizioni, sorreggere l’azione esecutiva.

  • La mancata notifica del titolo - costituito da un mutuo fondiario asseritamente nullo – va dedotta in sede di opposizione agli atti esecutivi

    Tribunale, di Napoli Nord, 26 maggio 2022 - pres. Fiore, est. Auletta

    In tema di mutuo fondiario, la doglianza relativa alla omessa notifica del titolo (per quanto logicamente subordinata al ritenere prima facie superato il limite di finanziabilità) va formulata nell’ambito di una opposizione agli atti esecutivi e, quindi, osservando il termine decadenziale di cui all’art. 617 c.p.c.

  • Errore sugli elementi identificativi dell’immobile e nullità del pignoramento

    Tribunale, di Napoli Nord, 23 maggio 2022 - est. Auletta

    L’errore sugli elementi identificativi dell’immobile pignorato non è, di per sé, causa di nullità del pignoramento, salvo che da tale errore derivi una incertezza assoluta su quale sia il bene gravato: l’errore in questione deve emergere dalla considerazione di elementi fattuali quali la circostanza che dalla documentazione allegata all’istanza di vendita – relativa all’immobile urbano oggetto di pignoramento - non sia emersa la necessaria corrispondenza con l’area di sedime autonomamente identificata al Catasto terreni, specie quando il relativo identificativo non sia stato oggetto di soppressione consentendo l’autonoma circolazione del terreno (pronuncia resa in una fattispecie nella quale l’opponente, sul rilievo che l’immobile identificato al Catasto urbano non fosse più esistente in rerum natura , perché abbattuto, pretendeva di proseguire l’esecuzione con riferimento al terreno costituente l’area di sedime dell’immobile in questione). 

Giurisprudenza
di Legittimità
  • Il “fido” del conto corrente non è pignorabile

    Cassazione civile, 23 novembre 2021, n. 36066 - pres. Vivaldi, est. Tatangelo

    Nel rapporto cui dà luogo l’apertura di credito bancario (conto corrente c.d. “affidato”), in cui la banca si impegna a tenere a disposizione del correntista una determinata somma, che però il correntista è obbligato a restituire (sia pure potendola utilizzare in più volte e potendo ripristinare l’originaria disponibilità), quest’ultimo non può ritenersi titolare, prima che abbia utilizzato la provvista, di un bene assoggettabile ad espropriazione nelle forme del pignoramento presso terzi, perché si tratta di un rapporto negoziale in cui è la banca a concedere credito e quindi la posizione del correntista è quella di debitore, non di creditore della banca.

  • Il saldo negativo del conto corrente resta tale anche se sopravvengono rimesse a favore del correntista, qualora non siano sufficienti a riportare il saldo in attivo

    Cassazione civile, 23 novembre 2021, n. 36066 - pres. Vivaldi, est. Tatangelo

    In caso espropriazione forzata ex artt. 543 ss. c.p.c. avente ad oggetto il saldo di un rapporto di conto corrente bancario, se quest'ultimo al momento della notificazione è negativo e, nonostante intervengano rimesse anche di importo complessivamente superiore all’originaria scopertura, resta comunque negativo in ogni momento del rapporto per effetto di ulteriori utilizzazioni fatte nel frattempo dal correntista (debitore esecutato), non può ritenersi che sia mai venuto in essere un credito assoggettabile al vincolo del pignoramento. Viceversa, se le successive rimesse a favore del correntista rendono il saldo positivo, tale saldo sarà automaticamente assoggettato al pignoramento e vincolato in favore del creditore procedente. Tali princìpi trovano applicazione anche in caso di conto corrente affidato.

  • L’udienza di verifica dei crediti nel caso di intervento di creditore non titolato munito di garanzia ipotecaria prestato dall’esecutato a favore di un terzo

    Cassazione civile, 18 maggio 2022, n. 15996 - pres. De Stefano, est. Fanticini

      In caso di intervento nell’espropriazione immobiliare di un creditore privo di titolo esecutivo, ma titolare di garanzia ipotecaria prestata dall’esecutato per il debito di un soggetto estraneo al processo esecutivo, all’udienza di verifica dei crediti ex art. 499, commi 5 e 6, c.p.c., devono essere convocati sia l’esecutato, sia il debitore principale, il quale è legittimato a dichiarare quali dei crediti per i quali hanno avuto luogo gli interventi sine titulo intenda riconoscere (in tutto o in parte) ovvero disconoscere.

  • Contestazione dell’intervento da parte del creditore concorrente

    Cassazione civile, 18 maggio 2022, n. 15996 - pres. De Stefano, est. Fanticini

    La contestazione della ritualità dell’intervento per credito carente di qualsiasi titolo e per mancanza anche dei presupposti surrogatori dell’art. 499 c.p.c. integra una controversia distributiva, che può essere proposta dal creditore concorrente quando, ai fini della distribuzione della somma ricavata, sia stato considerato pure l’intervento non titolato od equiparato, in quanto solo al momento della distribuzione del ricavato sorge, in capo al suddetto creditore, il relativo interesse, non subendo egli, in precedenza, alcun concreto pregiudizio dall’intervento non titolato.

  • Il procedimento di verifica dei crediti dei creditori non intervenuti: poteri officiosi e oneri delle parti

    Cassazione civile, 18 maggio 2022, n. 15996 - pres. De Stefano, est. Fanticini

    Il sub-procedimento di verifica dei crediti dei creditori intervenuti senza titolo esecutivo, previsto dall’art. 499, commi 5 e 6, c.p.c., costituisce requisito per l’accesso degli stessi alla distribuzione del ricavato e presidia un interesse pubblico processuale alla regolarità e celerità della ripartizione, sicché compete ex officio al giudice, con l’ordinanza con cui è disposta la vendita o l’assegnazione, fissare un’apposita udienza per la comparizione del debitore e dei suddetti creditori, disponendone la notifica a cura di una delle parti; in difetto, è onere dello stesso creditore interessato avanzare tempestiva istanza affinché l’udienza si svolga durante la fase liquidativa del processo esecutivo, con la conseguenza che, una volta iniziata la fase distributiva, non possono essere accolte né la richiesta volta alla fissazione dell’udienza di verifica del credito, né quella volta alla rimessione in termini del creditore rimasto inerte.  

  • La Corte di giustizia attribuisce al giudice dell’esecuzione il potere-dovere di verificare il carattere abusivo delle clausole del contratto posto alla base di un decreto ingiuntivo non opposto

    Corte di giustizia UE, 17 maggio 2022

    Corte giustizia Unione Europea, Grande Sez., Sent., 17/05/2022, cause riunite C-693/19, C-831/19  L’articolo 6, paragrafo 1, e l’articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 93/13 devono essere interpretati nel senso che ostano a una normativa nazionale la quale prevede che, qualora un decreto ingiuntivo emesso da un giudice su domanda di un creditore non sia stato oggetto di opposizione proposta dal debitore, il giudice dell’esecuzione non possa – per il motivo che l’autorità di cosa giudicata di tale decreto ingiuntivo copre implicitamente la validità delle clausole del contratto che ne è alla base, escludendo qualsiasi esame della loro validità – successivamente controllare l’eventuale carattere abusivo di tali clausole. La circostanza che, alla data in cui il decreto ingiuntivo è divenuto definitivo, il debitore ignorava di poter essere qualificato come “consumatore” ai sensi di tale direttiva è irrilevante a tale riguardo.  

  • Il potere-dovere della Cassazione di interpretare il titolo esecutivo

    Cassazione civile, sezioni unite, 21 febbraio 2022, n. 5633 - pres. Curzio, est. Scoditti

    In tema di giudizi di opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi, ove risulti denunciata la violazione dell’art. 2909 c.c., con riferimento alla cosa giudicata corrispondente al titolo esecutivo giudiziale, la Corte di cassazione ha il potere/dovere di interpretare il titolo esecutivo se il giudicato somministra il diritto sostanziale applicabile per l’accertamento del diritto della parte istante a procedere a esecuzione forzata o per l’accertamento della legittimità degli atti esecutivi.

  • Errata interpretazione del titolo esecutivo: le Sezioni unite puntualizzano il contenuto necessario del ricorso di legittimità

    Cassazione civile, sezioni unite, 21 febbraio 2022, n. 5633 - pres. Curzio, est. Scoditti

    Il ricorso per cassazione con cui venga denunciata la violazione, da parte del giudice dell’opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi, dell’art. 2909 c.c. riguardo al titolo esecutivo giudiziale passato in giudicato, deve contenere, a pena di inammissibilità, ai sensi dell’art. 366, comma 1, n. 4, c.p.c., la specifica indicazione del precetto sostanziale violato, nei cui limiti deve svolgersi il sindacato di legittimità, e, ai sensi dell’art. 366, comma 1, n. 6, c.p.c., della parte del provvedimento giurisdizionale passato in giudicato contenente il precetto sostanziale di cui si denuncia l’errata interpretazione, nonché dell’eventuale elemento extratestuale, ritualmente acquisito nel giudizio di merito, che sia rilevante per l’interpretazione del giudicato.

  • Se le condizioni di vendita sono illegittime, è onere della parte interessata proporre tempestivamente opposizione ex art. 617 c.p.c

    Cassazione civile, 8 giugno 2022, n. 18421 - pres. Vivaldi, est. Saija

    In tema di espropriazione forzata, il giudice dell’esecuzione, nel fissare le condizioni di vendita, può esercitare i poteri discrezionali che la legge implicitamente o esplicitamente gli attribuisce, nel rispetto delle disposizioni “minime” cogenti ovvero – ove la legge stessa non disponga diversamente – coniando le regole particolari che ritenga idonee a disciplinare il subprocedimento liquidatorio (ad es., in tema di pubblicità dell’avviso ex art. 490 c.p.c., contenuto dell’offerta, entità della cauzione, ecc.). Qualora, tuttavia, il giudice dell’esecuzione disponga contra legem , costituisce onere delle parti interessate – ferma restando l’eventuale responsabilità disciplinare del giudice stesso – proporre tempestivamente opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. avverso il provvedimento illegittimo, pena la sua inoppugnabilità, la necessità di darvi pedissequa attuazione (in attuazione del principio di immutabilità delle condizioni di vendita, fatta salva l’eventuale revoca o modifica prima dell’esperimento di vendita stesso), nonché l’impossibilità di impugnare il successivo decreto di trasferimento, non potendo farsi valere l’invalidità derivata in caso di mancata reazione processuale avverso l’atto presupposto, salvo che l’opponente abbia incolpevolmente ignorato l’esistenza di quest’ultimo.  

  • Il debitore può contestare la violazione delle modalità dettate dal G.E. per la vendita senza dover dimostrare di aver subito uno specifico pregiudizio

    Cassazione civile, 8 giugno 2022, n. 18421 - pres. Vivaldi, est. Saija

    In tema di vendita forzata, le disposizioni adottate dal giudice dell’esecuzione nell’ordinanza di vendita o di delega circa gli adempimenti, le modalità, i termini e, in generale, le condizioni cui l’esperimento di vendita è soggetto sono posti a presidio delle esigenze di certezza, legittimità, trasparenza, correttezza ed efficienza che sovrintendono al sistema dell’espropriazione forzata. Ne consegue che le parti del procedimento esecutivo (in primo luogo, il debitore esecutato) hanno pieno interesse a farne valere l’eventuale violazione, mediante opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c., non dovendo dimostrare di aver da ciò subito uno specifico pregiudizio.

Archivio Approfondimenti

31 maggio '21 Aggiornato

Spese straordinarie di mantenimento dei figli ed esecuzione forzata

Lucia Conigliaro Cancelliere
Avvocato del foro di Siracusa

Un'analisi, condotta alla luce del diritto vivente, del tema spinoso della ripetibilità nei confronti dell'altro genitore delle spese c.d. "straordinarie" sostenute dal collocatario o affidatario esclusivo del figlio minore. L'allargamento dei limiti di utilizzabilità a tal fine del titolo esecutivo originario nell'evoluzione recente della giurisprudenza di legittimità.

Top