Giurisprudenza
di Merito
  • In base gli artt. 17 e 21 del d.lgs. 46/99, la Banca del Mezzogiorno – MCC, a seguito di escussione della garanzia fideiussoria, deve precostituirsi un titolo esecutivo giudiziale per iscrivere a ruolo le somme oggetto del diritto di surroga ex lege

    Tribunale, di Bergamo, 2 agosto 2022 - est. Randazzo

    In assenza di una espressa deroga, il tenore combinato degli artt. 17 e 21 del d.lgs. n. 46/99 porta a ritenere che siano suscettibili di riscossione coattiva mediante ingiunzione fiscale e iscrizione a ruolo le sole entrate pubblicistiche, mentre le entrate patrimoniali che traggono origine da rapporti privatistici, per poter essere riscosse mediante gli strumenti in questione, esigono un titolo esecutivo propedeutico all'iscrizione a ruolo. Il credito azionato da MCC trova la sua causa in un contratto di finanziamento da parte dell'istituto di credito concesso al privato e regolato dalle norme codicistiche e nella prestazione da parte del Fondo di una garanzia a detti crediti, assistita dal diritto di surrogazione ex art. 1203 c.c., per il quale il concessionario della Gestione del Fondo subentra nella medesima posizione della banca erogatrice, acquisendone il medesimo diritto, non fondandosi peraltro dette erogazioni su crediti direttamente rivenienti dalla legge (quali quelli tributari e previdenziali) e dalla legge definiti anche quanto alle modalità di quantificazione e necessitando, pertanto, di un accertamento giudiziale sulla pretesa, da porre poi a fondamento dell'iscrizione a ruolo. Tale conclusione non può essere inficiata dalla titolarità da parte di MCC di un credito privilegiato ex lege in ragione della finalità pubblica di sostegno ad essa sottesa, atteso che il diritto azionato dal soggetto gestore del Fondo è il medesimo diritto, in forza della surroga legale, della Banca erogatrice e, dunque, rappresenta un credito di natura privatistica nato da negozio di mutuo chirografo.

  • Conseguenze della mancata presentazione del ricorso per la risoluzione dell'accordo ex art. 14, l. n. 3/2012

    Tribunale, di Ragusa, 10 ottobre 2022 - est. Rapisarda

    Chiusura procedura di accordo con i creditori per causa diversa dall’inadempimento – decadenza creditore risoluzione dell’accordo omologato - sovraindebitamento – novazione credito esclusione - effetti sulla procedura esecutiva – riassunzione – ammissibilità. In tema di chiusura non satisfattiva della procedura di accordo di composizione della crisi (l. n. 3/2012) il creditore che non abbia proposto nei termini ricorso per ottenere la risoluzione dell’accordo potrà comunque introdurre o riassumere la procedura esecutiva per il soddisfo del suo credito ma nella misura ammessa nell’accordo siccome l’omessa presentazione del ricorso per la risoluzione dell’accordo (ex art. 14 l. n. 3/2012) per decadenza della relativa azione inciderà esclusivamente sulla parziale inesigibilità del credito in sede esecutiva salvo che l’accordo

  • ll creditore può riassumere la procedura esecutiva dopo la chiusura della procedura di sovraindebitamento (accordo di composizione della crisi

    Tribunale, di Ragusa, 10 ottobre 2022 - est. Rapisarda

    Il creditore che abbia introdotto una procedura esecutiva poi sospesa (improseguibilità) in virtù dell’omologa di una proposta di accordo (ex art. 12 l. n. 3/2012) può riassumere la procedura esecutiva nelle forme di cui all’art. 627 c.p.c. a seguito della chiusura della procedura di sovraindebitamento.

  • Opposizione all’esecuzione, interpretazione del titolo esecutivo giudiziale ed interessi “moratori” ex art. 1284, quarto comma, cod. civ

    Tribunale, di Napoli, 20 luglio 2022 - pres. Balletti, est. Colandrea

    La disposizione dell’art. 1284, quarto comma, cod. civ. ha carattere speciale e configura una “eccezione” alla regola generale del primo comma per l’ipotesi in cui gli interessi costituiscano accessorio di un debito nascente da un negozio giuridico; ne discende che il saggio di interesse ivi individuato (segnatamente, “quello previsto dalla legislazione speciale relativa ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali”) non consegue automaticamente al mero fatto che la condanna al pagamento abbia luogo nel contesto di una lite giudiziale od arbitrale, bensì postula l’accertamento della specifica condizione che ne rappresenta il presupposto applicativo; conseguentemente, in sede di opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c., laddove sulla scorta dei criteri valevoli per l’interpretazione del titolo esecutivo giudiziale non possa dirsi aver avuto luogo a cura del giudice del titolo l’accertamento sui presupposti per l’applicazione dell’art. 1284, quarto comma, cod. civ., quel titolo deve essere interpretato sulla base della norma residuale di carattere generale valevole per qualsivoglia obbligazione di pagamento e, quindi, riconoscendo gli interessi nella misura pari al saggio legale “semplice” ex art. 1284, primo comma, cod. civ.  

  • I terzi legittimati ad esperire il reclamo ex art. 591-ter c.p.c. avverso gli atti del professionista delegato alle operazioni di vendita

    Tribunale, di Napoli, 14 gennaio 2022 - pres. Balletti, est. Colandrea

    In tema di delega delle operazioni di vendita in sede di espropriazione forzata immobiliare, la legittimazione ad esperire il reclamo ex art. 591-ter c.p.c. avverso gli atti del professionista delegato compete – oltre alle parti in senso stretto del processo (creditore e debitore esecutato) – anche a soggetti “terzi”; in tale eventualità, tuttavia, occorre, da un lato, che sussista un collegamento processuale tra la posizione del terzo e l’attività svolta nel procedimento di espropriazione (sotto forma di un “contatto” intercorso tra il terzo e le operazioni di vendita poste in essere nel processo), nonché, dall’altro lato, che sussista uno specifico interesse ad agire sotto forma di pregiudizio direttamente collegato all’atto esecutivo oggetto di impugnazione (nel caso di specie, il Tribunale ha escluso la legittimazione del fideiussore obbligato in solido, ma diverso dal soggetto passivo dell’espropriazione promossa ad istanza del creditore).  

  • La competenza per territorio per l’esecuzione del sequestro conservativo di crediti

    Tribunale, di Napoli, 30 giugno 2022 - est. Colandrea

    In tema di competenza per territorio sulla domanda di esecuzione di un provvedimento di sequestro conservativo di crediti, trova applicazione la disciplina ordinaria prevista per l’espropriazione presso terzi; invero, il richiamo alle norme del pignoramento presso terzi contenuto nell’art. 678 c.p.c. ha carattere “sistematico” e comprende anche la disposizione del vigente art. 26-bis, secondo comma, c.p.c., con conseguente superamento – per sostanziale incompatibilità – dell’originaria previsione dell’art. 678, primo comma, secondo periodo, c.p.c. nella parte in cui fa riferimento al tribunale “del luogo di residenza del terzo”; ne discende che la competenza per territorio deve essere tendenzialmente individuata sulla scorta del “foro del debitore” (e, quindi, del soggetto destinatario della domanda di sequestro).  

  • Poteri del G.E. nella fase sommaria dell’opposizione agli atti esecutivi

    Tribunale, di Verona, 26 ottobre 2022 - est. Burti

    Nella fase sommaria dell’opposizione agli atti esecutivi, al G.E. è dato solo il potere di sospendere o non sospendere l’esecuzione forzata in ragione del vizio che inficia l’atto impugnato, senza che sia possibile anticipare gli esiti della fase di merito del giudizio oppositivo, in quanto la struttura bifasica del giudizio in parola porta ad escludere che la fase innanzi al G.E. possa concludersi con l’adozione di provvedimenti che determinino una stabile modificazione della realtà giuridica; invero, la proposizione dell’opposizione può essere l’occasione per l’esercizio, da parte dello stesso G.E., del potere officioso di revoca o modifica di un atto esecutivo, ma è necessario che lo stesso non abbia avuto attuazione (come invece avvenuto nel caso di specie).   

  • L’interesse a impugnare l’ordinanza di vendita e delega delle relative operazioni che preveda l’assoggettamento del termine per il versamento del saldo prezzo alla sospensione feriale

    Tribunale, di Verona , 26 ottobre 2022 - est. Burti

      L’interesse a impugnare l’ordinanza di vendita e delega delle relative operazioni che preveda l’assoggettamento del termine per il versamento del saldo prezzo alla sospensione feriale è in re ipsa , per il semplice fatto che sia dedotta la circostanza che la stessa ordinanza contiene prescrizioni contra legem ; inoltre, non occorre vagliare il concreto pregiudizio che l’ordinanza di delega abbia arrecato agli esecutati sospendendo per trentuno giorni il termine perentorio previsto per l’incombenza di cui si tratta, non essendo necessarie prove di resistenza vertenti sulla questione se l’eventuale riedizione della procedura di vendita a condizioni diverse possa avvantaggiare la situazione del debitore.

  • Decorrenza del dies a quo per la proposizione dell’opposizione agli atti esecutivi

    Tribunale, d Verona , 26 ottobre 2022 - est. Burti

    Il dies a quo per la proposizione dell’opposizione agli atti esecutivi avverso l’ordinanza di vendita coincide con quello della conoscenza di fatto del contenuto dell’atto esecutivo; nel caso specifico, la richiesta di visibilità del fascicolo telematico da parte del difensore dell’esecutato integra la suddetta condizione, poiché da tale momento sussiste l’onere delle parti di prendere conoscenza del contenuto integrale dell’atto e proporre, se del caso, l’opposizione agli atti esecutivi nei venti giorni seguenti.  

  • L’accertamento della continuità delle trascrizioni è rilevante fino alla pronuncia del decreto di trasferimento

    Tribunale, di Verona, 11 agosto 2022 - est. Burti

    Dopo l’emissione del decreto di trasferimento, il G.E. perde il potere di rilevare l’improcedibilità dell’espropriazione forzata per mancanza della continuità delle trascrizioni, siccome l’appartenenza del diritto pignorato all’esecutato sulla base di una serie continua di trascrizioni a favore e contro fino a risalire al primo acquisto ante ventennio è condizione dell’azione esecutiva rilevante sino al momento dell’aggiudicazione; dopo di che la sua assenza resta rilevante se ed in quanto l’aggiudicatario sia evitto.  

Giurisprudenza
di Legittimità

Archivio Approfondimenti

24 giugno Aggiornato

Le interferenze tra l’esecuzione forzata ed i procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento nel Codice della crisi d’impresa

Rinaldo D'Alonzo
Giudice del Tribunale di Larino

Uno sguardo ai regimi delle improseguibilità dell’esecuzione individuale previste dal codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza in occasione dell’accesso ad uno dei procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento

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