L’esecuzione civile nella giurisprudenza di legittimità dell’ultimo semestre

Una panoramica sulle più rilevanti pronunzie della Corte di cassazione dell’ultimo semestre nella materia del processo esecutivo civile nel periodo da ottobre 2017 a marzo 2018
L’esecuzione civile nella giurisprudenza di legittimità dell’ultimo semestre

SOMMARIO:

1. Premessa
2. Gli interventi delle Sezioni Unite
3. La giurisprudenza delle Sezioni Semplici: sulla via tracciata dalle riforme dal 2006
4. La riaffermazione di principi consolidati già prima delle riforme dal 2007
5. L’esecuzione esattoriale

 

      1. Premessa

Sulla falsariga del precedente intervento (già in questa rivista, L’esecuzione civile nella più recente giurisprudenza di legittimità), si intende passare in rassegna la giurisprudenza della Corte suprema di cassazione in materia, con analitica disamina delle sentenze e delle ordinanze della terza sezione civile e della terza sottosezione della sesta sezione civile, competenti per tabella sulla materia, nonché sulle massime ufficiali delle altre sezioni e sottosezioni.

La ricca produzione è suddivisa, anche stavolta, dopo uno sguardo sommario alle pronunzie delle Sezioni Unite, nei temi dello sviluppo dei principi posti dalle riforme dal 2006, della riaffermazione dei principi stessi e di quella della riaffermazione di principi già consolidati in precedenza; mentre a parte merita una considerazione la produzione giurisprudenziale in tema di esecuzione esattoriale.

 

      2. Gli interventi delle Sezioni Unite

Dall’ottobre del 2017 ad oggi gli interventi delle Sezioni Unite in materia di esecuzione forzata sono stati limitati. Si segnalano:

- una severa (ma opportuna) presa di posizione sull’inammissibilità, in caso di conflitto tra procedure esecutive, di un provvedimento del g.e. di una che incida sull’altra, sanzionabile in sede disciplinare con la censura: Cass. Sez. U. 06/12/2017, n. 29202;

- un’ulteriore statuizione sulla giurisdizione in caso di esecuzione esattoriale, a dimostrazione della ritrovata attualità di quest’ultima: Cass. Sez. U. ord. 03/11/2017, n. 26149, secondo la quale è devoluta al g.o. – quale giudice del lavoro – la controversia sulla legittimità delle trattenute assicurativo-previdenziali operate dal datore di lavoro;

- la riaffermazione della riserva al giudice dell’ottemperanza, in applicazione di principi generali dell’ordinamento desunti dal sistema processuale esecutivo, dell’interpretazione del giudicato (Cass. Sez. U. 30/03/2018, n. 8043).

 

      3. La giurisprudenza delle Sezioni Semplici: sulla via tracciata dalle riforme dal 2006.

Quanto ai principi generali o di sistema, si è ribadito che il giudice dell’esecuzione, in quanto tale, non pronuncia mai sentenze e quindi tanto meno appellabili (in materia di esecuzione di obblighi di fare: Cass. 31/10/2017, n. 25847; Cass. ord. 16/02/2018, n. 3888; Cass. 09/03/2018, n. 5642); mentre si è avuto modo di ribadire il principio della c.d. oggettivizzazione dell’azione esecutiva, affermandosi la proseguibilità dell’azione esecutiva da parte dell’interventore titolato anche se è sospesa l’esecutività del titolo del procedente  (Cass. 21/12/2017, n. 30659).

Quanto all’altro principio, ormai definibile come generale anch’esso, della necessità di garantire per quanto possibile la credibilità e l’affidabilità del processo esecutivo, si può segnalare, per la determinazione dei criteri di determinazione del danno figurativo in caso di rifiuto di rilascio dell’immobile acquistato in vendita giudiziaria, Cass. 31/01/2018, n. 2342; mentre è limitata l’ammissibilità di una correzione della nota di trascrizione con errate individuazione dei diritti reali pignorati (Cass. 13/03/2018, n. 6025). La tutela del potenziale aggiudicatario, che pure ispira il sistema, non può valere però fino a trasmettergli il credito risarcitorio per danni all’immobile pignorato (Cass. 17/01/2018, n. 902).

È importante rilevare la riaffermazione del principio in base al quale il processo esecutivo costituisce un sistema chiuso di rimedi, sicché è inammissibile un’azione separata di ripetizione di indebito per somme asseritamente assegnate in eccedenza rispetto al dovuto (Cass. 13/03/2018, n. 6024): tanto comporta che non è ammissibile un’azione di risarcimento danni da esecuzione asseritamente illegittima proposta in via separata: Cass. ord. 09/11/2017, n. 26608.

Il principio di eterointegrazione del titolo esecutivo non può spingersi poi a ricavare, in via di interpretazione od estensione di quello, una condanna implicita al rilascio in caso di sentenza di riforma in appello di sentenza ex art. 2932 c.c. (Cass. 02/03/2018, n. 4918); ma la riserva al giudice dell’interpretazione del titolo posto in esecuzione o comunque invocato gli consente, quando quello è un decreto di trasferimento, l’esame degli atti della procedura nel cui corso è stato emesso (Cass. 19/01/2018, n. 1361).

La struttura peculiare del processo esecutivo è stata analizzata ai fini dell’individuazione dei fini e dei modi della contestazione dei suoi atti: ribadendosi, all’esito di un compiuto excursus, la sufficienza, ai fini della decorrenza del termine ex art. 617 c.p.c., della conoscenza anche informale dell’atto da opporre e perfino se in base a comunicazione viziata di cancelleria (Cass. 13/02/2018, n. 3430; Cass. 06/03/2018, nn. 5172, 5173 e 5174; Cass. 30/03/2018, n.. 7898 e 7899).

La soluzione già in passato adottata, ribadita costantemente fino a tutto il 2016 in tema di espropriazione di beni in regime di comunione legale tra i coniugi, ha poi comportato la precisazione dell’ammissibilità, per il coniuge non debitore, della sola opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. (Cass. 15/11/2017, n. 29693).

Ancora, l’estinzione del processo esecutivo comminata dall’art. 567 c.p.c. non si verifica in caso di mancato o tardivo deposito del certificato di destinazione urbanistica o delle mappe censuarie (Cass. ord. 03/11/2017, n. 26244).

Per la prima volta si è statuita l’impugnabilità esclusivamente con opposizione agli atti esecutivi del provvedimento di chiusura anticipata per infruttuosità ex art. 164-bis disp. att. c.p.c. (Cass. ord. 28/03/2018, n. 7754).

Infine, anche l’opposizione, ma solo se ad esecuzione e purché non relativa a diritti indisponibili, è compromettibile in arbitri (Cass. 30/03/2018, n. 7891).

 

      4. La riaffermazione di principi consolidati già prima delle riforme dal 2006.

Gli altri interventi spaziano invece su diversi piani e livelli.

In via preliminare, merita segnalazione, per l’ampio approfondimento sistematico, Cass. 10/10/2017, n. 23651, che ha analiticamente ricostruito il diritto di accesso all’esecuzione forzata individuale alla stregua dell’art. 1 del primo Protocollo addizionale alla Convenzione europea dei diritti dell’Uomo (escludendone la violazione in rapporto alla disciplina di sostanziale concorsualizzazione delle esecuzioni per debiti del Comune di Roma non ancora accertati definitivamente).

In estrinsecazione di principi generali indipendenti dalle riforme dal 2006, si segnalano le statuizioni in tema di:

- estensione dell’art. 2855 co. 2 e 3 c.c. agli interessi moratori (Cass. 02/03/2018, n. 4927);

- azionabilità del titolo conseguito contro società di persone anche nei confronti di soci illimitatamente responsabili (Cass. 19/12/2017, n. 30441);

- inammissibilità, in caso di conflitto tra procedure esecutive, di un provvedimento del g.e. di una che incida sull’altra (sanzionabile in sede disciplinare con la censura: Cass. Sez. U. 06/12/2017, n. 29202);

- non trasmissione delle invalidità degli atti alla fase successiva: Cass. 31/10/2017, n. 25861 (caso di errata identificazione del debitore fin dall’atto di pignoramento, invocata ad inficiare il decreto di trasferimento);

- non impugnabilità autonoma degli atti dell’ausiliario: Cass. 06/03/2018, n. 5175;

- natura costitutiva della pronuncia di estinzione: Cass. 21/11/2017, n. 27545;

- spettanza anche dei compensi di avvocato per il periodo tra la pubblicazione della sentenza e la notifica del precetto (Cass. 23/1/2018, n. 1573), salvo il caso, su cui si tornerà, dell’ordinanza di assegnazione che contenga un termine dilatorio al terzo assegnato;

- necessaria partecipazione del debitore diretto alle espropriazioni ex 602 ss. cpc ed alle relative opposizioni (Cass. 09/11/2017, n. 26523); peraltro, con individuazione dei limiti dell’opponibilità del precetto ad opera del terzo proprietario (Cass. 09/03/2018, n. 5664);

- non ricorribilità diretta in Cassazione di ordinanze a chiusura della fase sommaria delle opposizioni (a conferma dell’indirizzo inaugurato da Cass. 22033/11): Cass. 19/03/2018, n. 6714; Cass. ord. 05/10/2017, n. 23289; Cass. ord. 17/01/2018, n. 1056;

- attinenza dei crediti tributari ai bisogni della famiglia e conseguente inoperatività, al riguardo, del fondo patrimoniale: Cass. 12/12/2017, n. 29654;

- responsabilità del notaio delegato alle operazioni divisionali (Cass. 20/02/2018, n. 4007) o del perito per stima in procedimento esecutivo immobiliare (Cass. 20/02/2018, n. 4030);

- prevalenza degli interessi pubblicistici su quelli dell’espropriante, con la riaffermazione dell’estinzione del processo esecutivo in caso di acquisizione, a titolo originario, dei beni pignorati, se urbanisticamente illegittimi (Cass. 06/10/2017, n. 23453): in conferma del precedente orientamento dell’inammissibilità di una sostituzione al bene espropriato per pubblica utilità della corrispondente indennità (Cass. 21591/17), in quanto l’espropriazione comporta il venir meno del bene e l’improseguibilità del processo esecutivo.

In materia di rito delle opposizioni esecutive, meritano menzione i seguenti principi:

- per le opposizioni agli atti esecutivi, la nullità formale è in concreto sanata dal dispiegamento di quelle che tendano a farla valere, purché non sia stata tale da precludere alla parte l’attività che l’atto non viziato gli avrebbe consentito (è stato il caso della nullità formale della notifica del precetto, che abbia in concreto precluso all’intimato di evitare il pignoramento: Cass. 16/10/2017, n. 24291);

- è illegittima la soppressione dell’intera fase di merito e la decisione dell’opposizione direttamente con sentenza all’esito della fase sommaria (Cass. 23/11/2017, n. 27886; Cass. ord. 25/10/2017, n. 25255; Cass. 23/01/2018, n. 1550);

- è improcedibile l’opposizione iscritta a ruolo oltre il termine perentorio fissato all’esito della fase sommaria (Cass. ord. 17/01/2018, n. 1058).

Ancora oggi vanno ribaditi i seguenti consolidati orientamenti:

- la sospensione feriale non si applica alle opposizioni esecutive (per limitarsi ad alcune: Cass. ord. 10/10/2017, n. 23733; Cass. ord. 19/10/2017, n. 24672; Cass. 19/10/2017, n. 24774; Cass. 21/12/2017, n. 30662; anche in relazione a cause qualificate tali dal giudice che ha emesso la sentenza da impugnare: Cass. ord. 20/10/2017, n. 24833;

- si applica il principio dell’apparenza ai fini dell’impugnazione delle sentenze rese su opposizioni esecutive (Cass. 12/12/2017, n. 29652; Cass. 02/03/2018, n. 4919; Cass. 14/03/2018, n. 6117, quanto all’appello a motivi limitati ex art. 339, co. 3, cpc);

- ancora, è inammissibile l’appello per sentenze di primo grado rese tra il 1° marzo 2006 ed il 4 luglio 2009 (con la sola eccezione di un giudicato interno esplicito sul punto; e talvolta anche con rilievo ufficioso e conseguente cassazione senza rinvio della sentenza di appello): Cass. 23/11/2017, n. 27885; Cass. 09/03/2018, n. 5665;

- è inammissibile il ricorso diretto in Cassazione contro sentenze rese ex art. 615 c.p.c. in primo grado dal giudice di pace (tra le prime di una serie: Cass. ord. 29/11/2017, n.. 28481 e 28482).

Si segnalano, poi, gli interventi in materia di espropriazione presso terzi:

- sulla responsabilità del terzo per dichiarazione falsa o reticente, da azionare però in separato processo se si è rivelato impossibile procedervi nel corso del medesimo processo esecutivo in cui quella condotta si è estrinsecata (Cass. 15/11/2017, n. 26962);

- sulla non necessità di un nuovo pignoramento in caso di ordinanza di assegnazione anche di quota dei crediti successivi alla cessazione del rapporto di lavoro, con conseguente responsabilità dell’ente previdenziale per mancata corresponsione al creditore assegnatario dei corrispondenti ratei (Cass. 29/01/2018, n. 2057);

- sulla non esigibilità di spese per il precetto in caso di fissazione di termine dilatorio al terzo assegnato (Cass. ord. 11/12/2017, n. 29605; Cass. 08/02/2018, n. 3029).

Quanto alle esecuzioni per obblighi di fare, sono state ribadite: la normale incensurabilità dell’impugnazione data dal g.e. del titolo esecutivo (secondo le regole dell’ermeneutica contrattuale: Cass. 31/10/2017, n. 25846); l’impugnabilità esclusivamente con opposizione agli atti esecutivi delle ordinanze impropriamente decisorie del g.e. (Cass. 31/10/2017, n. 25847; Cass. ord. 16/02/2018, n. 3888; Cass. 09/03/2018, n. 5642); l’inammissibilità dell’esecuzione per un facere infungibile, quale l’iscrizione di un lavoratore in un determinato elenco (Cass. ord. 18/01/2018, n. 1211 e molte altre, tra cui, con una puntualizzazione sulla relativa ratio, Cass. ord. 09/03/2018, n. 5811).

Sulla natura del giudizio di opposizione ai sensi del r.d. 639/1910 può invece indicarsi Cass. 12/12/2017, n. 29653; mentre si rileva già qualche prima applicazione di Cass. Sez. U. n. 22080/17 sulla natura solo parzialmente recuperatoria delle opposizioni a cartelle per sanzioni da violazioni al codice della strada sulla deduzione della mancata notifica degli atti presupposti (Cass. ord 22/12/2017, n. 30773; Cass. ordd. 19/01/2018, nn. 1285 e 1288; Cass. ord. 16/02/2018, n. 3889).

 

      5. L’esecuzione esattoriale.

Gli interventi in materia sono meno sistematici, ma, in compenso, affrontano diversi aspetti della procedura.

Con Cass. ord. 22/12/2017, n. 30898 è stata riepilogata la giurisprudenza di legittimità in tema di ruolo, sulla sua struttura, natura e funzione e con Cass. 23/03/2018, n. 7341 quella sull’estratto e sulla cartella.

Si è applicata Cass. Sez. U. 23397/16 sulla non trasformazione in ordinario decennale del termine prescrizionale dei crediti consacrati in cartelle esattoriale per provvedimenti amministrativi presupposti non opposti (Cass. ord. 12/12/2017, n. 29820).

Dalla notevole mole di pronunzie già solo della terza e della sesta-terza sezione si possono, in questa sede, ritenere meritevoli di attenzione le affermazioni:

- sulla natura di ordinaria azione di accertamento negativo dell’opposizione al solo fermo amministrativo (Cass. 28/02/2018, n. 4571);

- sul valore probatorio degli estratti di ruolo v. Cass. 16/10/2017, n. 24280;

- sulla mera nullità – e non inesistenza – della relata di notifica illeggibile: Cass. 26/10/2017, n. 25431; Cass. ord. 21/11/2017, n. 27715;

- sulla legittimità della condanna alle spese dell’agente della riscossione anche se l’esito vittorioso dell’opposizione sia dovuto a vizi imputabili all’ente creditore: Cass. 13/10/2017, n. 24246; Cass. 31/10/2017, nn. 25828 e 25833; Cass. 09/11/2017, n. 26521; e numerosissime altre successive; peraltro, anche nel periodo in esame si è ribadita la salvezza dell’azione separata – ove non vi sia stata pronuncia di compensazione nell’opposizione stessa quanto ai rapporti proprio tra detti due soggetti – per la rivalsa delle spese: Cass. 09/03/2018, n. 5666;

- sul c.d. ordine di pagamento diretto ex art. 72bis d.P.R. 602/73, a comprova del – in certa misura inquietante – incremento del ricorso a tale strumento: in ordine all’esclusione della fede pubblica agli atti dell’agente della riscossione, Cass. 09/11/2017, n. 26519; quanto all’impugnabilità con opposizione agli atti esecutivi anche prima che alcuno e senza che il debitore debba iscrivere a r.g.e. alcunché: Cass. 14/11/2017, n. 26830;

- sulla necessità, per il giudice di appello, di applicare l’art. 182 c.p.c. in caso di irrituale proposizione dell’appello ad opera di funzionario dell’agente di riscossione: Cass. 27/03/2018, n. 7521);

- sulla natura e sul contenuto dei ruoli esattoriali (e dei relativi estratti: Cass. ord. 30/01/2018, n. 2182) e sulla conseguente individuazione della giurisdizione (Cass. 14/03/2018, n. 6135);

- sul rito applicabile e sulla forma dell’atto di introduzione del giudizio di merito di opposizione esattoriale (Cass. ord. 08/11/2017, n. 26501);

- sull’esecuzione esattoriale per il recupero di contributi pubblici e sull’irrilevanza di omissioni formali (quote AGEA: Cass. ord. 10/11/2017, n. 26669);

- sul litisconsorzio con la cessionaria per l’esecuzione esattoriale per crediti INPS oggetto di cartolarizzazione: Cass. ord. 21/02/2018, n. 4135;

- sulle modalità di notifica, semplificate ed ai sensi dell’art. 26 dPR 602/73: Cass. ord. 05/10/2017, n. 23291; Cass. 11/10/2017, n. 23902; Cass. 06/03/2018, n. 5178.