Il ruolo

Il ruolo, le tipologie del medesimo ed il processo di formazione.
Il ruolo

Nozione

Il ruolo, ai sensi del disposto dell’art. 10 D.P.R 29 Settembre 1973, n. 602, è l’elenco dei debitori e delle somme da essi dovute a titolo di imposte, sanzioni ed interessi (art. 11, comma 1, D.P.R. n. 602/73) formato dall’ente impositore, ai fini della riscossione, a mezzo dell’egente della riscossione, con lo scopo di formare un titolo giuridico onnicomprensivo, dotato della massima trasparenza e comprensibilità per il destinatario, oltre che di efficienza ed efficacia per la parte creditrice.

Il ruolo quindi, in quanto “elenco”, non è, di regola, un atto individuale, ma un titolo collettivo, che si riferisce a più soggetti passivi.

Il nostro ordinamento, distingue in ruoli ordinari e ruoli straordinari.

I primi possono avere per oggetto sia entrate conseguenti a denunce dei contribuenti, sia somme da recuperare in seguito alle attività di accertamento degli enti impositori. I ruoli straordinari, invece, sono emessi nel caso di fondato pericolo per la riscossione del credito.

 

 Formazione

Con riferimento al procedimento di formazione, l’art. 12 del D.P.R. n. 602/73, permette all’ente impositore di formare, per ciascun ambito territoriale di operatività degli agenti della riscossione, un ruolo unico, contenente l’indicazione di tutte le somme dovute dai contribuenti che hanno il domicilio fiscale nei comuni compresi nel medesimo ambito territoriale.

Circa le modalità, il contenuto e le procedure di formazione dei ruoli, il già citato art. 12 D.P.R. n. 602/73, rinvia ad uno specifico decreto e, precisamente, il D.M. 3 settembre 1999, n. 321, in vigore dal 1° ottobre dello stesso anno.

L’articolo 1 di tale decreto, dispone che i ruoli sono formati dall’ente creditore o direttamente, o con l’intervento, ai fini della informatizzazione, del Consorzio nazionale obbligatorio tra i concessionari, poi Equitalia Servizi S.p.a., ora Agenzia Entrate-Riscossione.

 

Contenuto

Il citato decreto n. 321, stabilisce che il ruolo deve contenere i seguenti elementi: 

  • Ente creditore;
  • Specie del ruolo ( ordinario o straordinario);
  • Codice fiscale e dati anagrafici del debitore;
  • Codice di ogni componente del credito ( articolo di ruolo );
  • Codice dell’ambito territoriale dell’agente della riscossione;
  • Anno di riferimento del credito;
  • Totale degli importi iscritti al ruolo;
  • Numero delle rate in cui il ruolo deve essere riscosso;
  • Importo di ciascuna rata e scadenza delle stesse;
  • Data di consegna del ruolo all’agente della riscossione.

Altro dato che deve essere presente, con riferimento a ciascun debitore, è l’indicazione sintetica degli elementi sulla base dei quali è stata effettuata l’iscrizione del credito. Se tale iscrizione consegua ad un atto in precedenza già notificato al debitore, devono essere indicati gli estremi di tale atto e della relativa notificazione.

Per effetto della sostituzione del comma 3 dell’articolo 12 del D.P.R. n. 602/73, operata con l’articolo 8 del D.Lgs. n. 32 del 26 gennaio 2001, per i ruoli resi esecutivi a decorrere dal 1 luglio 2001, il ruolo oltre ai dati innanzi elencati, deve contenere “ la data in cui il ruolo stesso diviene esecutivo e il riferimento all’eventuale precedente atto di accertamento, ovvero, in mancanza, la motivazione, anche sintetica della pretesa”.

Ai sensi dell’art. 2 del citato decreto n. 321/1999, i ruoli formati direttamente dall’ente creditore sono redatti, firmati e consegnati mediante trasmissione telematica al Consorzio nazionale concessionari, ora Equitalia Servizi S.p.a., nonché ai competenti agenti della riscossione e, nel caso in cui una o più quote del ruolo risultino prive di uno dei dati sopraelencati, l’agente della riscossione ne da notizia all’Ente creditore per il tramite di Equitalia Servizi S.p.a., - ora Agenzia Entrate-Riscossione - restando così autorizzato a non porre in riscossione le quote interessate, fintanto che l’Ente stesso non abbia proceduto alle necessarie interrogazioni. Nella eventualità in cui l’Ente impositore non sia in grado di procedere a tale integrazione, vi provvede l’Agenzia Entrate-Riscossione, (in precedenza Equitalia Servizi s.p.a.) sulla base delle minute trasmesse dagli Enti creditori, su supporto informatico o cartaceo, ai sensi dell’art.3 del citato n. 321 del 1999.

 

Sottoscrizione ed esecutorietà

Entro dieci giorni dalla restituzione, l’Ente impositore rende esecutivo il ruolo con la sottoscrizione e ne consegna un esemplare al competente agente della riscossione.

La elaborazione dei ruoli provenienti dai vari enti creditori avviene, di fatto, quotidianamente; tuttavia, al fine di stabilire una data di consegna, l’articolo 4 del Decreto n. 321, stabilisce che:

-        Per i ruoli trasmessi dal 1° al 15 del mese, la consegna si intende effettuata il giorno 25 dello stesso mese;

-        Per i ruoli trasmessi dal 16 all’ultimo giorno del mese, la consegna si intende effettuata il giorno 10 del mese successivo.

Il processo di formazione del ruolo si conclude con la sottoscrizione – anche mediante firma elettronica – apposta sul relativo  prospetto dal titolare dell’Ufficio, o da un suo delegato, ed acquista con ciò, la esecutività.

Unitamente all’imposta, vengono iscritti a ruolo anche gli interessi per la ritardata iscrizione del debito principale, dovuta per l’inadempimento del contribuente.

Tali interessi sono dovuti dal contribuente, sugli importi accertati, con decorrenza dal giorno successivo alla scadenza dell’omesso pagamento e fino alla data di consegna dei ruoli all’Agente della riscossione.

 

Iscrizione a ruolo

Con riferimento all’iscrizione dei ruoli in base ad accertamenti non definitivi, l’articolo 15 del D.P.R. n. 602/1973, prevede la possibilità di iscrizione a titolo provvisorio delle imposte, dei contributi e premi corrispondenti agli imponibili, in caso di accertamento non definitivo, per la metà dell’ammontare corrispondente agli imponibili od ai maggiori imponibili accertati.

Il successivo articolo 15-bis, in deroga alle norme che in pendenza di ricorso contro il ruolo prevedono ipotesi di riscossione frazionata, dispone la integrale iscrizione in ruoli straordinari delle somme per le quali vi sia fondato pericolo per la riscossione, al fine di consentirne la immediata esazione.

L’articolo 14 del D.P.R. 602/73, stabilisce che sono iscritte a titolo definitivo nei ruoli: a) le imposte e le ritenute alla fonte liquidate ai sensi degli articoli 36-bis e 36-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, al netto dei versamenti diretti risultanti dalle attestazioni allegate alle dichiarazioni; b) le imposte, le maggiori imposte e le ritenuto alla fonte liquidate in base ad accertamenti definitivi; c) i redditi dominicali dei terreni e i redditi agrari determinati dall'ufficio in base alle risultanze catastali; d) i relativi interessi, soprattasse e pene pecuniarie.

In merito ai termini da osservare per l’iscrizione al ruolo, la materia era regolata, fino al 2005, dall’art. 17 del D.P.R. n. 602/73.  L’art. 1, D.L. 17 giugno 2005, n. 106, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 156, ha abrogato tale articolo, riconducendo la tempestività della pretesa fiscale e la conseguente decadenza dell’amministrazione dal diritto di esercitarla, al momento della notifica al debitore della cartella di pagamento. Pertanto, in forza di tale previsione, attualmente, l’articolo 25 D.P.R. 602/73, stabilisce che la notifica della cartella di pagamento deve avvenire, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre: a) del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, ovvero a quello di scadenza del versamento dell'unica o ultima rata se il termine per il versamento delle somme risultanti dalla dichiarazione scade oltre il 31 dicembre dell'anno in cui la dichiarazione è presentata, per le somme che risultano dovute a seguito dell’attività di liquidazione prevista dall'articolo 36-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, nonché' del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione del sostituto d'imposta per le somme che risultano dovute ai sensi degli articoli 19 e 20 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917; (64) b) del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, per le somme che risultano dovute a seguito dell’attività di controllo formale prevista dall'articolo 36-ter del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973; c) del secondo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo, per le somme dovute in base agli accertamenti dell'ufficio. Sono stati poi introdotti termini specifici inerenti la notifica della cartella nei casi di rateazione, di procedure concorsuali e di ristrutturazione dei debiti.

 

I procedimenti al di fuori del ruolo.

Il D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito in L.30 luglio 2010, n. 122, all’articolo 29, ha previsto che, per quanto concerne gli avvisi di accertamento emessi dall'Agenzia delle entrate ai fini delle imposte sui redditi, dell'imposta regionale sulle attività produttive e dell'imposta sul valore aggiunto ed il connesso provvedimento di irrogazione delle sanzioni, emessi a partire dal 1° ottobre 2011 e relativi ai periodi d'imposta in corso alla data del 31 dicembre 2007, non si adotti il procedimento di iscrizione a ruolo.

Infatti, in tali fattispecie, l’avviso di accertamento acquisterà esso stesso efficacia di titolo esecutivo -si definisce infatti avviso di accertamento esecutivo -  ed all’Agente della riscossione verrà affidata la fase di riscossione, previa comunicazione al debitore, da parte del medesimo Agente, di aver preso in carico la procedura.

Il Legislatore ha previsto, altresì, che tale disciplina si applichi anche all’attività di riscossione relativa al recupero delle somme, a qualunque titolo dovute, all'Inps, anche a seguito di accertamenti degli uffici.  Anche in questo caso, la procedura sarà effettuata mediante la notifica di un avviso di addebito, con valore di titolo esecutivo.