La Conferenza mondiale sull'esecuzione di Shanghai

La Repubblica popolare cinese organizza un evento senza precedenti per la cooperazione internazionale in materia di esecuzione civile e commerciale
La Conferenza mondiale sull'esecuzione di Shanghai

Sommario:

1. L’evento 
2. I lavori
3. La Dichiarazione di Shanghai
4. Notazioni conclusive.

 

  1. L’evento

Il 22 gennaio 2019 si è tenuta a Shanghai, in Cina, la prima Conferenza Mondiale sull’Esecuzione, organizzata dalla Suprema Corte del Popolo della Repubblica Popolare Cinese, al cui esito è stata adottata una Dichiarazione.

In un primo momento l’invito era stato rivolto anche alla Corte di cassazione, ma le Autorità cinesi non vi hanno dato corso; peraltro, l’evento è stato seguito – e con grande enfasi – dal sito ufficiale della Corte suprema cinese e dall’Union Internationale des Huissiers de Justice (UIHJ), che vi ha preso parte con una nutrita delegazione.

Per l’importanza dell’evento è parsa opportuna la diffusione delle notizie da quello ricavate.

Alla Conferenza, evento di importanza senza precedenti in questa parte del mondo, hanno preso parte, a livello di Presidenze delle Corti supreme o degli organismi centrali deputati all’esecuzione, trenta Paesi (e due associazioni internazionali di operatori del settore): Algeria, Belgio, Cambogia, Cina, Croazia, Estonia, Federazione Russa, isole Figi, Francia, Guinea-Bissau, Indonesia, Kazakistan, Laos, Madagascar, Malesia, Mongolia, Mozambico, Paesi Bassi, Pakistan, Panama, Papua-Nuova Guinea, Regno Unito, Samoa, Singapore, Slovacchia, Spagna, Sri Lanka, Tailandia, Ungheria, Vietnam; in tutto, circa novanta partecipanti, oltre alla delegazione della già richiamata UIHJ ed a quella dell’Associazione internazionale delle amministrazioni di uffici giudiziari (IACA - International association of Court administration).

La Conferenza si inserisce nel programma di modernizzazione della Giustizia che già da due anni la Repubblica Popolare cinese ha avviato, concentrandolo sull’esecuzione delle decisioni giudiziarie nelle materie civile, commerciale e penale; e dimostra indubbiamente la volontà della Cina di giocare un ruolo importante, in Asia, nell’esecuzione delle decisioni giudiziarie.

I lavori sono stati preceduti da una visita all’Alta Corte di Shanghai ed ai suoi uffici di esecuzione, che hanno dimostrato il pieno livello di modernità ed efficienza.

La cerimonia di apertura è stata presieduta da Jiang Wei, Vicepresidente della Suprema Corte del Popolo della Repubblica Popolare Cinese, ma il saluto di benvenuto è stato porto dal Presidente, Zhou Qiang, che ha insistito sull’importanza dell’esecuzione dei provvedimenti giudiziali come elemento essenziale della buona amministrazione della giustizia e della certezza del diritto; ed ha po spiegato le ragioni per le quali la Cina ha deciso di modernizzare l’esecuzione dei provvedimenti giudiziali, con speciale attenzione alle Tecnologie Informatiche più avanzate ed innovative.

Ha preso la parola poi Yin Yicui, Presidente del Comitato Permanente del Congresso municipale del Popolo di Shanghai della Repubblica Popolare Cinese, che ha a sua volta salutato i partecipanti, ricordando loro come la sua città, coi suoi ventiquattro milioni e mezzo di abitanti, rappresenti un incrocio tra Oriente ed Occidente.

Da ultimo, a nome degli altri partecipanti, Muhammad Hatta Ali, Primo Presidente della Corte Suprema di Indonesia, ha ringraziato le autorità cinesi della Repubblica Popolare Cinese per l’organizzazione della Conferenza.

La Conferenza si è articolata in sei sessioni, cui hanno preso parte quaranta partecipanti:

- la prima, sui nuovi sviluppi della tecnologia informatica e della sua applicazione all’esecuzione: nella quale hanno svolto interventi rappresentanti cinese, belga, algerino, mozambicano, nonché quelli dell’IACA e dell’UIHJ;

- la seconda, sui recenti sviluppi e sulle tendenze sulla ricerca e sull’investigazione sul patrimonio (dei debitori): nella quale hanno svolto interventi i rappresentanti cinese e samoano;

- la terza, sui recenti sviluppi e sulle tendenze delle vendite giudiziarie: nella quale hanno svolto interventi i rappresentanti cinese, estone, figiano, del Madagascar, pakistano, panamense, vietnamita;

- la quarta, sulle interazioni tra l’esecuzione giudiziaria e il sistema di Credito Sociale: nella quale hanno svolto interventi i rappresentanti cinese, kazako, laotiano, olandese;

- la quinta, sui recenti sviluppi e sulle tendenze degli organi dell’esecuzione e dei relativi meccanismi operativi: nella quale hanno svolto interventi i rappresentanti cinese, francese, indonesiano, mongolo e singaporiano;

- la sesta, sui recenti sviluppi e sulle tendenze della legislazione in tema di esecuzione: nella quale hanno svolto interventi i rappresentanti cinese, cambogiano, croato, della Guinea-Bissau, laotiano, malese, papuano, russo, slovacco, cingalese, tailandese e britannico.

All’esito dei lavori è stata adottata la Dichiarazione di Shanghai della Conferenza mondiale dell’esecuzione; e nella cerimonia conclusiva, presieduta dal vicepresidente della Corte suprema cinese e da questi salutata come simbolo della cooperazione tra i partecipanti ed auspicio della sua continuazione, il Dirigente degli ufficiali giudiziari della Federazione russa, Dmitrii Aristov, ha preannunciato – dai prossimi 30 luglio a 2 agosto 2019 a Mosca – l’imminente Decima Conferenza internazionale teorica e pratica sull’esecuzione.

 

  1. I lavori.

Un panorama completo dei lavori, in attesa di una pubblicazione ufficiale di tutti gli interventi, non può essere contenuto in poche righe e occorre allora rinviare al sito ufficiale della Conferenza: che dedica in particolare attenzione, oltre che ai successi del Paese ospitante, al sistema algerino di organizzazione di una base di dati centralizzata per le investigazioni patrimoniali, a quello mozambicano di basi di dati utili per i lavoratori del settore giudiziario, ai successi indonesiani nel miglioramento dell’efficienza dell’esecuzione, al sistema belga di indagine e recupero on-line dei debiti, allo stato attuale ed alle prospettive dell’esecuzione in Francia, alla struttura dell’esecuzione civile in Mongolia.

Può essere utile però ricordare come uno dei temi delle sessioni e argomento delicato del dibattito sia stato il sistema cinese di credito sociale: nato in ambito soprattutto fiscale per disincentivare l’evasione (vedi sul sito ufficiale del Governo cinese), esso consiste – in estrema sintesi – nell’attribuzione ad ogni cittadino (al momento su base volontaria, ma dal 2020 prevista come obbligatoria) di un punteggio o graduatoria, con pratica trasposizione sul piano sociale dei sistemi di affidabilità creditizia: ai cittadini viene assegnato un punteggio sulle abitudini di acquisto, le frequentazioni e le pubblicazioni in rete penalizzando quelle socialmente o politicamente indesiderabili; il conseguimento di un punteggio alto agevola la fruizione dei servizi pubblici e dei diritti, mentre un punteggio basso preclude l’accesso al credito e persino a prestazioni di welfare (secondo la definizione del Presidente dell’Autorità garante per la privacy, resa alla Giornata europea del 20/01/2019 della protezione dei dati personali).

A parte le implicazioni di sistema di un tale istituto, la Cina può comunque vantare un sensibile incremento dell’informatizzazione nei procedimenti giudiziari e, tra questi, nelle vendite forzate: per le quali si è passato dalle deleghe a privati (o alle stesse parti), costose e poco trasparenti e diffuse, alle vendite on-line, molto più agevoli e meno costose; secondo i dati forniti dal Vicepresidente della Corte suprema Liu Guixiang, 3.301 tribunali hanno adottato il sistema telematico di vendita giudiziaria e dal marzo 2017 alla fine del 2018 ne sono state tenute in questa modalità 940.000, con vendita di 270.000 lotti per un valore di circa 89,19 miliardi di dollari e con risparmio di 18,6 miliardi di dollari per le parti. Il vicepresidente della Corte suprema cinese ha esaltato l’impegno del suo Paese nella creazione di “smart Courts”, organizzate, nel settore dell’esecuzione, con strumenti e modalità informatiche non soltanto sulle vendite on-line, ma pure sul reperimento di informazioni sul patrimonio dei debitori e sulle materie a tanto correlate.

Quanto allo stato delle investigazioni sul patrimonio dei debitori, i relativi strumenti sono in corso di trasformazione e aggiornamento. Per il Vicepresidente della Corte suprema cinese Yang Wanming, mano a mano che la gente investe, depositando denaro o acquistando immobili in luoghi lontani, i mezzi tradizionali di investigazione sul patrimonio non sono più adeguati a procedure giudiziali spedite; pertanto, le corti cinesi hanno iniziato ad applicare strumenti informatizzati per un sistema unificato nazionale informatico di ricerca dei beni che rende più facile per gli organi dell’esecuzione localizzarli.

Per la fine del 2018, i servizi di ricerca e sequestro o pignoramento di beni hanno sbrigato 6038 domande, individuando beni – immobili, automobili, garanzie, imbarcazioni e depositi – per circa 61 miliardi di dollari; ma senza tralasciare la protezione delle informazioni dei privati e, comunque, nella consapevolezza delle difficoltà e manchevolezze operative del sistema, con ulteriori sforzi per migliorarlo e anzi pensando di estenderlo a mezzi tradizionali, come le investigazioni sul posto con testimoni.

 

  1. La Dichiarazione di Shanghai.

Per il tramite della Conferenza mondiale sull’esecuzione i partecipanti hanno approfondito la conoscenza sugli sforzi e sui risultati delle Corti cinesi nella risoluzione delle difficoltà di fondo nell’esecuzione, in linea con le riforme volte allo sviluppo di questa, nel rispetto della legge. Le innovazioni e le riforme dell’esecuzione portate avanti dalle Corti cinesi ha dato luogo ad una “via cinese”, che contribuisce alla prassi internazionale, in promozione e progresso dello Stato di diritto (“rule of law”).

Nella Conferenza, focalizzata sul tema della “modernizzazione nell’esecuzione”, tenuta in un’atmosfera amichevole, pragmatica e costruttiva, i partecipanti hanno reciprocamente illustrato le rispettive esperienze con approfondite discussioni nei differenti settori resi oggetto delle singole sessioni ed hanno convenuto:

  1. sul fatto che un’esecuzione efficiente e strumenti legali effettivi sono altamente significativi per proteggere i diritti e interessi dei creditori in base a decisione giudiziale, preservando l’autorità del giudiziario e promovendo lo sviluppo di una società basata sulla buona fede; gli organi dell’esecuzione dovrebbero dedicarsi ad un ulteriore sviluppo sostanziale dell’esecuzione;
  2. sul fatto che gli organi dell’esecuzione dovrebbero attribuire priorità ed adeguarsi ai processi di modernizzazione; dovrebbero attivamente rispondere alle nuove situazioni, promuovere costantemente riforme e innovazione, assumere coraggiosamente nuovi obiettivi e migliorare il livello di modernizzazione nell’esecuzione;

III. gli organi dell’esecuzione dovrebbero adottare misure positive ed effettive per rendere ulteriormente effettive accessibilità e trasparenza nell’esecuzione, continuamente migliorandone l’efficienza, evitando ritardi, regolando le procedure, proteggendo i diritti delle parti all’informazione ed assicurare la credibilità giudiziale;

  1. agli organi dell’esecuzione, attraverso le attività esecutive, dovrebbe essere affidato il compito di rafforzare la protezione dei diritti di proprietà, promuovendo continui miglioramenti nell’ambiente degli affari e della prosperità economica;
  2. gli organi dell’esecuzione dovrebbero aderire alla filosofia dell’esecuzione giusta, appropriata e basata sulla buona fede, esercitando i loro poteri esecutivi in modo prudente, con bilanciamento dei legittimi diritti ed interessi dei creditori e dei debitori ed evitando in modo effettivo l’abuso dei poteri di esecuzione;
  3. gli organi dell’esecuzione, sempre rispettando la riservatezza delle parti e garantendo la sicurezza delle informazioni, dovrebbero ambire a porre le condizioni per applicare, tra l’altro, di appropriate tecnologie informatiche nel campo dell’esecuzione, migliorando l’efficienza delle ricerche ed investigazioni sui beni e sulle relative stime e vicende dispositive, riducendo in modo effettivo i costi della realizzazione dei diritti dei creditori;

VII. gli organi dell’esecuzione dovrebbero promuovere l’addestramento professionale, assicurare il benessere e la sicurezza del personale dell’esecuzione, portare avanti scambi di visite e in tal modo migliorare la qualità professionale e sicurezza del personale dell’esecuzione;

VIII. gli organi dell’esecuzione dovrebbero condurre ricerche sui principi dell’esecuzione, migliorare i sistemi di questa, esplorare regole largamente applicate in materia ed assicurare che i poteri dell’esecuzione siano esercitati in modo regolato.

 Alla luce dei risultati di questa conferenza, i partecipanti considerano importante attivare, attraverso gli appropriati canali, un segretariato di rete, per approfondire la comunicazione e la cooperazione internazionale nel campo e rafforzare la condivisione delle migliori prassi, esperienze e risultati.

 

  1. Notazioni conclusive

È evidente che, rivendicando un ruolo nel commercio internazionale ed anzi divenendo quasi la paladina della sua libertà dopo le virate isolazioniste e protezioniste statunitensi, la Repubblica Popolare Cinese offre la sua disponibilità a condividere regole almeno minime sull’esecuzione delle sentenze all’estero, assicurando il riconoscimento anche a spese delle proprie imprese nazionali eventualmente condannate da giudici stranieri, ma evidentemente presupponendo analogo rispetto delle condanne pronunciate dai suoi giudici in danno di imprese straniere.

L’importanza dell’effettività dell’esecuzione, con significativa salvezza però dei diritti di tutti i soggetti e quindi almeno della riservatezza dei debitori, è rimarcata con il ruolo delle tecnologie informatizzate e delle operazioni di ricerca sistematica dei beni utilmente aggredibili in via esecutivi; il tanto discusso sistema di credito sociale, da taluni paragonato al “grande fratello orwelliano”, è rimasto invece sullo sfondo, evidentemente in quanto potenziale fonte di disaccordo.

Molto importante è pure la previsione di un segretariato, primo embrione di un’istituzione permanente nel settore delle esecuzioni a livello internazionale: riguardo al quale – già oggetto di specifica attenzione anche da parte delle istituzioni monetarie internazionali, come il FMI – il codice mondiale dell’esecuzione, proposto dall’UIHJ (promotrice del resto di analoghe iniziative internazionali, come il primo Forum mondiale sull’esecuzione del 10/12/2014) già da alcuni anni, si pone come spunto di riflessione per ogni altra iniziativa, come quello del “progetto sentenze” in seno alla Conferenza dell’Aja di diritto internazionale privato (sul mutuo riconoscimento e la circolazione transfrontaliera delle sentenze per consentirne l’esecuzione).

 

Riferimenti giurisprudenziali e bibliografici

http://english.court.gov.cn/2019worldenforcement.html (accesso del 28/03/2019)

https://www.uihj.com/en/world-enforcement-conference-of-shanghai_2171469.html (accesso del 28/03/2019)

http://www.chinatax.gov.cn/2013/n2925/n2957/c778860/content.html (accesso del 28/03/2019)

https://www.privacy.it/2019/01/29/giornata-europea-protezione-dati-2019-soro/ (accesso del 28/03/2019)

https://www.hcch.net/fr/projects/legislative-projects/judgments/overview-judgments (accesso del 30/03/2019)

  1. De Stefano, G. Alari, Il Primo Forum Mondiale sull’Esecuzione, organizzato dal Consiglio d’Europa, pubbl. il 21/04/2015 in Questione Giustizia on line (accesso del 30/03/2019), al sito URL http://www.questionegiustizia.it/articolo/il-primo-forum-mondiale-sull-esecuzione_organizzato-dal-consiglio-d-europa_21-04-2015.php
  2. De Stefano, L’effettività dell’esecuzione in materia civile e commerciale in alcuni Paesi europei, pubblicato il 24/07/2015 in Questione Giustizia on line (accesso del 30/03/2019), al sito URL http://www.questionegiustizia.it/articolo/l-effettivita-dell-esecuzione-in-materia-civile-e-commerciale-in-alcuni-paesi-europei_24-07-2015.php