Approvato il “decreto fiscale” che prevede, fra l’altro, la possibilità per il debitore esecutato di rinegoziare o rifinanziare il mutuo

Al “decreto fiscale” (decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124) in sede di conversione, definitivamente approvata al Senato il 17 dicembre 2019, è stata apportata un’importante modifica riguardante i debitori cui sia stata pignorata l’abitazione principale da parte ci una banca o di una società di recupero crediti.

L’art. 41-bis prevede, infatti, che il debitore esecutato possa chiedere ad una banca terza l’erogazione di un finanziamento da utilizzarsi per estinguere il mutuo già in essere. La nuova banca si surrogherà nella garanzia ipotecaria esistente e beneficerà anche della garanzia del Fondo di garanzia per la prima casa.

La disposizione si applica solamente al debitore-consumatore la cui abitazione principale sia stata fatta oggetto di pignoramento, notificato in una data compresa fra il 1° gennaio 2010 e il 30 giugno 2019, da parte di una banca garantita da ipoteca di primo grado. Nel processo esecutivo non devono esservi altri creditori e il debito complessivo oggetto rifinanziamento non può superiore a euro 250.000.

L’importo offerto in pagamento non deve essere inferiore al 75% del valore dell’immobile determinato nella perizia di stima ovvero, se vi sono già state delle aste deserte, del prezzo base della successiva asta. Il pagamento ha effetto esdebitatorio per il debito residuo.

L’istanza può essere presentata una sola volta e, comunque, entro il termine perentorio del 31 dicembre 2021.

In alternativa al rifinanziamento, il debitore-consumatore può ottenere, alle medesime condizioni, la rinegoziazione del mutuo originario.

 

Scarica il documento: decreto fiscale (1).pdf