Sospesi i termini di scadenza dei titoli di credito e di ogni atto avente efficacia esecutiva

Il decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, art. 11, ha disposto la sospensione dei termini di scadenza ricadenti o decorrenti nel periodo dal 9 marzo 2020 al 30 aprile 2020, relativi a vaglia cambiari, cambiali e altri titoli di credito emessi entro il 9 aprile 2020, per lo stesso periodo.
La sospensione opera anche a favore dei debitori e obbligati anche in via di regresso o di garanzia, salva la facoltà degli stessi di rinunciarvi espressamente.
La misura si inserisce nel quadro delle iniziative a sostegno delle imprese colpite dalla crisi economica conseguente l’epidemia da Covid-19.
La sospensione riguarda anche “ogni altro atto avente efficacia esecutiva”.
Tale espressione sembra riferirsi indistintamente a tutti i titoli esecutivi, compresi quelli di formazione giudiziale. Ma desta non pochi dubbi il fatto che di una disposizione di portata così ampia non si faccia menzione nella rubrica dell’articolo (“Sospensione dei termini di
scadenza dei titoli di credito”) e la stessa sia formulata come una semplice clausola di chiusura di un elenco che contempla espressamente solo i titoli rientranti nell’ipotesi di cui all’art. 474, comma 2, n. 3, c.p.c. Una lettura sistematica della disposizione (che per gli ulteriori due commi continua ad occuparsi solamente dei titoli di credito) potrebbe, quindi, condurre alla conclusione che il legislatore abbia inteso riferirsi ad ogni atto cui “la legge attribuisce espressamente la stessa efficacia” dei titoli di credito (così testualmente il citato art. 474, comma 2, n. 3, c.p.c.) o, eventualmente, anche alle “scritture autenticate, relativamente alle obbligazioni di somme di denaro in esse contenute” di cui al medesimo
art. 474, comma 2, n. 3, c.p.c.
D’altro canto, l’interpretazione di più ampia mal si concilia con quanto previsto dal secondo comma della norma in commento con riferimento
all’assegno. 
Questo, infatti, può essere sempre presentato al pagamento. La sospensione opera solo con riferimento ai termini per la presentazione, a quelli per la levata del protesto, a quelli per la revoca delle autorizzazioni in caso di mancato pagamento e a quelli per il pagamento tardivo.
I protesti levati dal 9 marzo 2020 fino al 9 aprile 2020 non sono trasmessi alle Camere di Commercio e, qualora siano stati già pubblicati, vengono cancellati d’ufficio.

Scarica il documento: d.l. 8-4-2020, n. 23 (1).pdf