Il pignoramento si estingue se la trascrizione viene effettuata dopo il deposito dell'istanza di vendita

I tre orientamenti della giurisprudenza di merito sulla sussistenza di un termine processuale per la trascrizione del pignoramento

  1. La trascrizione del pignoramento deve precedere l’istanza di vendita; l’orientamento del Tribunale di Cosenza.

L’art. 555 c.p.c. stabilisce testualmente che: “il pignoramento immobiliare si esegue mediante notificazione al debitore e successiva trascrizione di un atto…”.

Corollario di tale affermazione è il principio secondo il quale notifica del pignoramento e trascrizione costituiscono elementi costitutivi del pignoramento, quale fattispecie a formazione progressiva e non quale mera condizione di efficacia del vincolo rispetto ai terzi (cfr. Cass. 7998/2015).

Sulla scorta di ciò, il Tribunale di Cosenza (Sent. del 3 aprile 2019, est. Dott.ssa Ianni)  ha rigettato il reclamo proposto dalla creditrice procedente nei confronti del provvedimento con cui il G.E. aveva estinto il procedimento esecutivo, sul presupposto che la trascrizione era avvenuta dopo la proposizione dell’istanza di vendita.

La decisione in commento richiama un recente arresto della Suprema Corte (Cass. 23.01.2019, n. 1891) che, ritenendo per l’appunto la trascrizione elemento costitutivo del pignoramento, ha dichiarato l’estinzione della procedura nel caso in cui la stessa non sia stata rinnovata nel ventennio, con caducazione ex tunc dell’intera procedura, giungendo ad affermare l’improcedibilità del giudizio esecutivo in caso di mancato deposito della nota di trascrizione al momento dell’iscrizione a ruolo.

Secondo il Tribunale di Cosenza, inoltre, anche qualora non si voglia condividere la sussistenza di un termine perentorio per il deposito della nota di trascrizione, è da ritenersi acclarato che il creditore procedente non possa presentare istanza di vendita in assenza della trascrizione, “postulando l’atto successivo la completezza e l’avvenuto perfezionamento dell’atto procedurale precedente.”

A conferma di ciò, il Tribunale riporta il principio postulato dalla corte di legittimità con la pronuncia n. 7998 del 2015 secondo la quale: “la trascrizione ha la funzione di completare il pignoramento, non solo consentendo la produzione dei suoi effetti sostanziali nei confronti dei terzi e di pubblicità notizia nei confronti dei creditori concorrenti, ma ponendosi anche come presupposto indispensabile perché il giudice dia seguito all’istanza di vendita del bene.”

Su tali premesse, la trascrizione viene considerata il momento perfezionativo del pignoramento, perché da un lato determina la produzione degli effetti sostanziali del vincolo nei confronti dei terzi e, dall’altro, costituisce il presupposto indefettibile per la possibilità, da parte del Giudice, di dar seguito all’istanza di vendita del procedente.

Nel suo percorso argomentativo il citato collegio di merito supera, altresì, l’eccezione secondo la quale, fino all’udienza di cui all’ art. 569 c.p.c. il G.E. non potrebbe decidere sulla vendita, e prima del deposito della documentazione di cui all’art. 569 c.p.c. non potrebbe esaminare la relativa istanza.

Sul punto la pronuncia de qua afferma che l’art. 567 c.p.c., imponendo al creditore di depositare la documentazione ipocatastale relativa al ventennio antecedente la trascrizione del pignoramento, lascia intendere che la trascrizione deve aver avuto luogo al momento della proposizione dell’istanza.

Ragioni di coerenza sistematica e funzionale” imporrebbero, quindi, di individuare nella scadenza del termine per il deposito dell’istanza di vendita il termine ultimo per la trascrizione del pignoramento.

Si tratta di un ragionamento logico-giuridico coerente, pienamente in linea con il principio cardine  in subiecta materia, secondo il quale la trascrizione costituisce lo strumento per realizzare la funzione del processo di esecuzione immobiliare e rappresenta l’elemento necessario per consentirne l’esplicazione di tutti gli effetti suoi propri.

  1. La tesi del Tribunale di Napoli Nord: la trascrizione deve avvenire prima che il Giudice disponga la vendita.

Si segnalano, però, nella giurisprudenza di merito orientamenti di segno diametralmente opposto, quale quello proposto da un recente arresto del Tribunale di Napoli Nord (Ord. del 6.12.2018 est. Auletta).           

Secondo quest’ultimo, infatti, interpretando alla lettera l’art. 557 c.p.c., il termine di 15 gg. si applicherebbe solo all’ipotesi in cui la trascrizione sia stata effettuata dall’Ufficiale Giudiziario e non alla diversa ipotesi in cui tale adempimento sia stato espletato dal creditore procedente, per cui non è previsto - espressamente - alcun termine.

Inoltre, dal punto di vista sistematico, il Giudice partenopeo afferma che se l’omesso deposito della nota di trascrizione su ordine del G.E. non può essere sanzionato ex art. 567 c. 3, c.p.c., sarebbe irragionevole prevedere che la stessa sanzione trovi applicazione con riguardo all’omesso deposito della stessa nel ben più esiguo termine di cui all’art. 557 c.p.c (Cass. n. 4543/2016).

Diversa è altresì l’interpretazione del principio della citata Cass. n. 7998 del 2015.

Il Tribunale di Napoli Nord, difatti, ammette che la trascrizione sia  “coessenziale” alla delibazione sull’istanza di vendita, ma ritiene sufficiente che al deposito della relativa nota si proceda prima che sia disposta la vendita (intendendo ciò con l’espressione dar seguito all’istanza di vendita) e non prima della proposizione dell’istanza

  1. La trascrizione deve essere fatta entro il termine per il deposito della documentazione ipocatastale; la tesi del Tribunale di Lamezia Terme.       

Un’ulteriore lettura della vicenda in commento è quella che riconosce come termine ultimo per effettuare la trascrizione il momento nel quale il G.E. è tenuto a provvedere sull’istanza di vendita.

In tale direzione si segnala per la coerenza del percorso argomentativo l’orientamento del Tribunale di Lamezia Terme.

In primis, il nominato giudice di merito chiarisce che l’assenza di un termine per il deposito della nota di trascrizione sia escluso, seppur implicitamente dalla lettera del comma 3 dell’art. 557 del codice di procedura civile, affermando che l’unica novità della riforma operata attraverso il d.l. 132/2014 consista nell’aver assoggettato ad un termine perentorio il deposito della documentazione elencata nel testo della norma citata, che non contiene la nota di trascrizione.

Chiarito ciò, il medesimo giudicante reputa, però, necessario, alla luce dei principi contenuti nella pronuncia n. 7998/2015,  “indagare” se la trascrizione del pignoramento debba necessariamente precedere il deposito dell’istanza di vendita, e cioè se la “fattispecie a formazione progressiva” debba essere completata anteriormente alla domanda giudiziale o se si possa discernere tra le due fasi di cui la stessa si compone.

Il ragionamento seguito dal giudice lametino si discosta da quello seguito, tra gli altri, dal Tribunale di Cosenza, attribuendo una diversa valenza all’affermazione della Corte di legittimità secondo la quale: “la trascrizione dell’atto…è indispensabile perché il giudice dia seguito all’istanza di vendita”.

In particolare, si afferma che la pronuncia testé citata affronterebbe la tematica degli atti che compongono la fattispecie pignoramento sotto il profilo funzionale e non temporale, non parlando esplicitamente di termine per l’effettuazione della formalità in esame, che sarebbe da escludere,  sulla base della previsione dell’art. 555 ult.c. c.p.c.

Sulla scorta di ciò, i due momenti caratterizzanti la fattispecie progressiva del pignoramento manterrebbero la propria “individualità”, “sicché ciascuno di essi soggiace alla disciplina sua propria legata alla specifica funzione cui il singolo adempimento assolve…”, a ciò conseguirebbe che, mentre la notifica del pignoramento deve, per ovvi motivi, necessariamente precedere l’istanza di vendita: “l’esistenza della trascrizione assume rilievo quando il giudice dell’esecuzione è chiamato a provvedere sulla vendita dei beni, ossia quando sia stata depositata l’istanza di vendita con la documentazione ventennale prevista dall’art. 567 c.p.c.…”.

Per tali motivi, prima di tale momento, il problema di una correlazione funzionale tra la trascrizione del pignoramento e l’efficacia del trasferimento, scopo tipico del processo esecutivo, non si porrebbe.

                                                                                                                     

    

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