Rimessa alle Sezioni Unite la questione della “stabilizzazione” degli effetti del decreto di trasferimento

La Prima sezione civile della Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria del 10 febbraio 2020, ha rimesso innanzi alle Sezioni Unite la questione della efficacia dell’ordine di cancellazione dei gravami contenuto nel decreto di trasferimento dell’immobile espropriato.
L’ordinanza ha attentamente ricostruito i diversi orientamenti, rilevando che alla tesi secondo cui tale ordine sarebbe immediatamente efficace se ne contrappone un’altra che, invece, richiede, quale presupposto per il prodursi degli effetti purgativi, la “stabilizzazione” del decreto medesimo, ossia il decorso dei termini per un’eventuale opposizione ex art. 617 c.p.c.
Della questione, ritenuta di particolare importanza ai sensi dell’art. 363 c.p.c., sono state quindi investite le Sezioni Unite, chiamate a decidere «se, nel procedimento di espropriazione e vendita forzata immobiliare, il decreto di trasferimento del bene, recante l’ordine di cancellazione dei gravami (pignoramenti, ipoteche, privilegi, sequestri conservativi) determini, in forza dell’art. 2878, n. 7, c.c., l’estinzione dei medesimi vincoli,
dei quali il Conservatore dei registri immobiliari (oggi Ufficio provinciale del territorio – Servizio di pubblicità immobiliare, istituito presso l’Agenzia delle Entrate) è tenuto ad eseguire la cancellazione, indipendentemente dal decorso dei termini per la proponibilità di opposizioni all’esecuzione a norma dell’art. 617 c.p.c.». 
La stessa ordinanza interlocutoria avverte che «la problematica evidenziata intercetta profili di carattere teorico-sistematico che investono vari istituti giuridici, di diritto sostanziale e processuale; ma soprattutto l’adozione dell’una o dell’altra tesi si riflette sul grado di tutela delle parti coinvolte nelle vendite esecutive o fallimentari, con particolare riguardo al giudizio di prevalenza da effettuare nel contemperamento degli interessi dell’acquirente (e dei suoi aventi causa) con quelli dei creditori, specie se ipotecari».

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