Corte costituzionale: il credito di rivalsa Iva è privilegiato per ogni prestatore d’opera e non solo per i professionisti

La Corte costituzionale, con sentenza n. 1/2020, depositata il 3 gennaio, ha dichiarata non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2751-bis, n. 2, c.c. sollevata dal Tribunale di Udine.
La questione riguarda le modifiche apportate dall’art. 1, comma 464, della legge n. 205 del 2017 (Legge di bilancio 2018), che ha esteso il privilegio generale previsto dalla norma processata anche al contributo integrativo da versare alla rispettiva cassa di previdenza ed assistenza e al credito di rivalsa per l’imposta sul valore aggiunto. A parere del giudice remittente tale modifica avrebbe introdotto una tutela differenziata valevole solo per i professionisti, con discriminazione di ogni altro prestatore d’opera, così violando l’art. 3 Cost. 
La Consulta, nel ritenere la questione non fondata, ha ricordato che, con la sentenza n. 1/1998, era stata già dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 2751-bis c.c. limitatamente alla parola «intellettuale», così eliminando il trattamento differenziato che la formulazione originaria della norma poneva tra i prestatori d’opera a seconda che essa fosse intellettuale oppure no. Conseguentemente, l’innesto disposto dal legislatore del 2017, pur collocandosi testualmente fra i «professionisti» e «ogni altro prestatore d’opera», non può intendersi nel senso che il privilegio si estenda al credito di rivalsa solo dei primi, poiché tale distinzione, dopo la citata sentenza n. 1/1998, ha perso di significato.
In particolare, la Corte costituzionale osserva: «l’estensione del privilegio al credito di rivalsa Iva, operata dall'articolo 1, comma 474, della legge 205/2017, benché testualmente collocata a fianco della sola categoria dei «professionisti», non può avere l’effetto – secondo l'interpretazione adeguatrice, costituzionalmente orientata al rispetto del principio di eguaglianza – di far rivivere, seppur al limitato effetto dell’estensione del
privilegio, una tale distinzione, che sarebbe altrimenti ingiustificata e come tale illegittima». 
In conclusione, nonostante la questione di legittimità costituzionale sia stata formalmente respinta, deve ritenersi che dell’estensione del privilegio generale al credito per rivalsa Iva beneficino non soltanto i professionisti, ma anche ogni altro prestatore d’opera (intellettuale o meno).