Convertito in legge il D.L. “Liquidità”: è possibile sostituire la proposta di concordato “in bianco” o di accorto di ristrutturazione dei debiti con un piano attestato

Il comma 5-bis dell’art. 9 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23 (c.d. “Decreto liquidità”), introdotto in sede di conversione dalla la legge 5 giugno 2020, n. 40, prevede che, fino al 31 dicembre 2021, nei termini assegnati al debitore ai sensi dell’art. 161, comma 6, o dell’art. 182-bis, comma 7, l.fall. sia possibile rinunciare alla procedura, dichiarando di avere predisposto un piano di risanamento attestato ai sensi dell’art. 67, comma 3, lett. d), l.fall., pubblicato nel registro delle imprese. Contestualmente deve essere depositata la relativa documentazione.
Il tribunale, verificate la completezza e la regolarità della documentazione, dichiara l’improcedibilità del ricorso per il concordato preventivo o per l’accordo di ristrutturazione.