Elevata la quota impignorabile delle pensioni

L’art. 21-bis, comma 1, del decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 9 agosto 2022, n. 185), convertito con modificazioni dalla legge 21 settembre 2022, n. 142 (in Gazzetta Ufficiale del 21 settembre 2022, n. 221) ha disposto la modifica dell’art. 545, comma 7...

L’art. 21-bis, comma 1, del decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 9 agosto 2022, n. 185), convertito con modificazioni dalla legge 21 settembre 2022, n. 142 (in Gazzetta Ufficiale del 21 settembre 2022, n. 221) ha disposto la modifica dell’art. 545, comma 7, c.p.c., che è stato così riformulato: “Le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente al doppio della misura massima mensile dell'assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro. La parte eccedente tale ammontare è pignorabile nei limiti previsti dal terzo, dal quarto e dal quinto comma nonché dalle speciali disposizioni di legge”.

Tale comma era stato introdotto dal decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83 (convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2015, n. 132) e, in origine, fissava la quota fissa impignorabile delle pensioni in misura corrispondente a quella massima mensile dell’assegno sociale aumentato della metà.

Pertanto, per effetto della più recente formulazione della norma in commento, la quota assolutamente impignorabile della pensione è stata elevata (passando da una volta e mezza a due volte il massimo dell’assegno sociale mensile) ed è stato comunque fissato un tetto minimo impignorabile di 1.000 euro mensili. Sulla restante parte, il pignoramento potrà essere eseguito nella stessa misura prevista per lo stipendio dei lavoratori attivi, cioè di un quinto (o un terzo per crediti alimentati).

Le presenti disposizioni comportano l’abrogazione tacita in parte qua dell’art. 2 del d.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180, (Testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti dalle pubbliche Amministrazioni), così come modificato dalla Corte costituzionale con la sentenza additiva del 20 novembre - 4 dicembre 2002, n. 506. Il legislatore, tenendo fermo il principio sancito dal Giudice delle leggi secondo cui il quinto (o il terzo) pignorabile della pensione dovesse essere determinato al netto di quanto occorra per “assicurare al pensionato mezzi adeguati alle esigenze di vita”, ha opportunamente rapportato tale generica misura al doppio dell’assegno sociale e, comunque, ad una somma non inferiore a 1.000 euro al mese.

 

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