Rimessa alle Sezioni unite la questione della difesa legale dell’Agenzia delle Entrate Riscossione

La Terza sezione civile della Corte di cassazione, con ordinanza del 9 luglio 2019, n. 18350, ha ritenuto costituisca questione di massima di particolare importanza il problema della rappresentanza processuale dell’Agenzia delle Entrate Riscossione in opposizione esattoriale.

In particolare, dopo del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, che prevede il subentro dell’Agenzia delle Entrate Riscossione nella posizione di Equitalia s.p.a., si è posto il problema se l’Ente dovesse essere assistito dall’Avvocatura dello Stato o potesse essere difeso dagli avvocati del libero foro che fino a quel momento avevano patrocinato l’agente di riscossione privato.

La Sezione tributaria della Corte di cassazione ha ritenuto che l’AdER debba necessariamente avvalersi dell’Avvocatura dello Stato (Cass. 9 novembre 2019, n. 28471), salvo che alleghi le fonti del potere di rappresentanza ed assistenza dell'avvocato del libero foro prescelto, fonti che devono essere congiuntamente individuate sia in un atto organizzativo generale contenente gli specifici criteri legittimanti il ricorso ad avvocati del libero foro, sia in un'apposita delibera, da sottoporre agli organi di vigilanza, la quale indichi le ragioni che, nel caso concreto, giustificano tale ricorso alternativo ai sensi dell'art. 43 del r.d. n. 1611 del 1933.

La Terza sezione civile, pur non ravvisando l’esistenza di un vero e proprio contrasto di giurisprudenza sul punto, ha ritenuto che sulla questione, ritenuta di particolare importanza, debbano pronunciarsi le Sezioni unite.

Nel frattempo, però, è intervenuto sul tema anche il legislatore con una norma di interpretazione autentica (Decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34), di cui le Sezioni unite non potranno non tenere conto nel decidere la questione.

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