È costituzionalmente legittimo il nuovo procedimento di accertamento incidentale dell’obbligo del terzo pignorato disciplinato dall’art. 549 c.p.c., come modificato dal d.l. n. 83 del 2015

ESPROPRIAZIONE PRESSO TERZI - ACCERTAMENTO DELL'OBBLIGO DEL TERZO;
Corte Costituzionale, 10 luglio 2019, n. 172 - pres. G. Lattanzi, est. M.R. Morelli

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 549 c.p.c., come modificato dall’art. 1, comma 20, numero 3), della legge n. 228 del 2012, e come successivamente riformulato dall’art. 13, comma 1, lettera m-ter), del d.l. n. 83 del 2015, convertito, con modificazioni, nella legge n. 132 del 2015, sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, 24, commi primo e secondo, 81 e 111, commi primo, secondo, sesto e settimo, Cost.

Infatti, la scelta del legislatore di fare ricorso ad una istruttoria deformalizzata risponde all’obiettivo, di rilievo costituzionale, di assicurare, nel rispetto dei principi fondamentali che governano il processo, la celerità e con ciò la “ragionevole durata” dello stesso. Del resto, gli accertamenti istruttori reputati necessari dal giudice dell’esecuzione devono essere compiuti nel contraddittorio tra le parti e con il terzo e le parti possono farsi rappresentare dai difensori già costituiti per la procedura esecutiva o possono nominarne di nuovi.

 

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