Giurisprudenza

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Mutuo fondiario

Qualora i contraenti abbiano inteso stipulare un mutuo fondiario corrispondente al modello legale (finanziamento a medio o lungo termine concesso da una banca garantito da ipoteca di primo grado su immobili), essendo la loro volontà comune in tal senso incontestata (o, quando contestata, accertata dal giudice di merito), non è consentito al giudice riqualificare d’ufficio il contratto, al fine di neutralizzarne gli effetti legali propri del tipo o sottotipo negoziale validamente prescelto dai contraenti per ricondurlo al tipo generale di appartenenza (mutuo ordinario) o a tipi contrattuali diversi, pure in presenza di una contestazione della validità sotto il profilo del superamento del limite di finanziabilità, la quale implicitamente postula la corretta qualificazione del contratto in termini di mutuo fondiario.

Cassazione civile, sezioni unite, 16 novembre 2022, n. 33719 - pres. Raimondi, est. Lamorgese

È costituzionalmente illegittima la sospensione delle procedure esecutive nei confronti del sistema sanitario della Regione Calabria

  È costituzionalmente illegittimo, per violazione degli artt. 24 e 111 Cost., l’art. 16- septies , comma 2, lettera g ), del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146 (convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2021, n. 215), che pone il divieto, fino al 31 dicembre 2025, di intraprendere o proseguire azioni esecutive nei confronti degli enti del servizio sanitario della Regione Calabria, con l’inefficacia dei pignoramenti e delle prenotazioni a debito effettuati prima della data di entrata in vigore della legge di conversione.

Corte Costituzionale, 11 novembre 2022, n. 228 - pres. Sciarra, est. Petitti

Il debitore, la cui opposizione a precetto sia accolta anche in minima parte, non può essere mai considerato soccombente

  In tema di spese processuali, l’accoglimento in misura ridotta, anche sensibile, di una domanda articolata in un unico capo non dà luogo a reciproca soccombenza, configurabile esclusivamente in presenza di una pluralità di domande contrapposte formulate nel medesimo processo tra le stesse parti o in caso di parziale accoglimento di un’unica domanda articolata in più capi, e non consente quindi la condanna della parte vittoriosa al pagamento delle spese processuali in favore della parte soccombente, ma può giustificarne soltanto la compensazione totale o parziale, in presenza degli altri presupposti previsti dall'art. 92, comma 2, c.p.c. (fattispecie in tema di opposizione a precetto accolta limitatamente ad una differenza minima fra la somma intimata e quella effettivamente dovuta).  

Cassazione civile, sezioni unite, 31 ottobre 2022, n. 32061 - pres. Curzio, est. Mercolino

Poteri del G.E. nella fase sommaria dell’opposizione agli atti esecutivi

Nella fase sommaria dell’opposizione agli atti esecutivi, al G.E. è dato solo il potere di sospendere o non sospendere l’esecuzione forzata in ragione del vizio che inficia l’atto impugnato, senza che sia possibile anticipare gli esiti della fase di merito del giudizio oppositivo, in quanto la struttura bifasica del giudizio in parola porta ad escludere che la fase innanzi al G.E. possa concludersi con l’adozione di provvedimenti che determinino una stabile modificazione della realtà giuridica; invero, la proposizione dell’opposizione può essere l’occasione per l’esercizio, da parte dello stesso G.E., del potere officioso di revoca o modifica di un atto esecutivo, ma è necessario che lo stesso non abbia avuto attuazione (come invece avvenuto nel caso di specie).   

Tribunale, di Verona, 26 ottobre 2022 - est. Burti

L’interesse a impugnare l’ordinanza di vendita e delega delle relative operazioni che preveda l’assoggettamento del termine per il versamento del saldo prezzo alla sospensione feriale

  L’interesse a impugnare l’ordinanza di vendita e delega delle relative operazioni che preveda l’assoggettamento del termine per il versamento del saldo prezzo alla sospensione feriale è in re ipsa , per il semplice fatto che sia dedotta la circostanza che la stessa ordinanza contiene prescrizioni contra legem ; inoltre, non occorre vagliare il concreto pregiudizio che l’ordinanza di delega abbia arrecato agli esecutati sospendendo per trentuno giorni il termine perentorio previsto per l’incombenza di cui si tratta, non essendo necessarie prove di resistenza vertenti sulla questione se l’eventuale riedizione della procedura di vendita a condizioni diverse possa avvantaggiare la situazione del debitore.

Tribunale, di Verona , 26 ottobre 2022 - est. Burti

Decorrenza del dies a quo per la proposizione dell’opposizione agli atti esecutivi

Il dies a quo per la proposizione dell’opposizione agli atti esecutivi avverso l’ordinanza di vendita coincide con quello della conoscenza di fatto del contenuto dell’atto esecutivo; nel caso specifico, la richiesta di visibilità del fascicolo telematico da parte del difensore dell’esecutato integra la suddetta condizione, poiché da tale momento sussiste l’onere delle parti di prendere conoscenza del contenuto integrale dell’atto e proporre, se del caso, l’opposizione agli atti esecutivi nei venti giorni seguenti.  

Tribunale, d Verona , 26 ottobre 2022 - est. Burti

Conseguenze della mancata presentazione del ricorso per la risoluzione dell'accordo ex art. 14, l. n. 3/2012

Chiusura procedura di accordo con i creditori per causa diversa dall’inadempimento – decadenza creditore risoluzione dell’accordo omologato - sovraindebitamento – novazione credito esclusione - effetti sulla procedura esecutiva – riassunzione – ammissibilità. In tema di chiusura non satisfattiva della procedura di accordo di composizione della crisi (l. n. 3/2012) il creditore che non abbia proposto nei termini ricorso per ottenere la risoluzione dell’accordo potrà comunque introdurre o riassumere la procedura esecutiva per il soddisfo del suo credito ma nella misura ammessa nell’accordo siccome l’omessa presentazione del ricorso per la risoluzione dell’accordo (ex art. 14 l. n. 3/2012) per decadenza della relativa azione inciderà esclusivamente sulla parziale inesigibilità del credito in sede esecutiva salvo che l’accordo

Tribunale, di Ragusa, 10 ottobre 2022 - est. Rapisarda

ll creditore può riassumere la procedura esecutiva dopo la chiusura della procedura di sovraindebitamento (accordo di composizione della crisi

Il creditore che abbia introdotto una procedura esecutiva poi sospesa (improseguibilità) in virtù dell’omologa di una proposta di accordo (ex art. 12 l. n. 3/2012) può riassumere la procedura esecutiva nelle forme di cui all’art. 627 c.p.c. a seguito della chiusura della procedura di sovraindebitamento.

Tribunale, di Ragusa, 10 ottobre 2022 - est. Rapisarda

Mutuo fondiario: non trova applicazione la disciplina sulla notifica del precetto ex art. 477 c.p.c

L’art. 477 c.p.c., nella parte in cui prevede che la notifica del precetto agli eredi può avvenire soltanto dopo dieci giorni da quella del titolo, non trova applicazione laddove il titolo sia costituito da un mutuo fondiario: in questa ipotesi, la disciplina recata dal TUB, che esonera il creditore dalla previa notifica del titolo, prevale su quella codicistica, in quanto speciale.

Tribunale, Napoli Nord , 3 ottobre 2022 - est. Auletta

L'indennità riconosciuta al G.d.P. è equiparabile alla retribuzione del lavoratore dipendente ai fini dell'art. 545 c.p.c.?

Gli emolumenti riconosciuti al giudice di pace sono equiparabili alla retribuzione da lavoro dipendente e, di conseguenza, pignorabili nei soli limiti dell'art. 545 c.p.c., a condizione che sia stata espletata e conclusa la procedura di conferma e stabilizzazione prevista, per i giudici onorari di pace, dall'art. 29, d.lgs. n. 116 del 2017, come modificato dalla legge di bilancio per il 2022.

Tribunale, di Nola , 28 settembre 2022 - pres. Guardasole, est. Triglione

Pignoramento di pensioni: applicabilità della novellata disciplina alle procedure in corso

La novellata disposizione dell’art. 545 c.p.c. (secondo cui “le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente al doppio della misura massima mensile dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro […]) trova applicazione anche in relazione alle procedure esecutive in corso alla data della relativa entrata in vigore (22.9.2022): in tal senso milita la considerazione della ratio decidendi della pronuncia n. 12 del 2019 della Corte Costituzionale, che, chiamata a pronunciarsi sulla disciplina intertemporale dettata con riferimento all’art. 545, comma 8, c.p.c. (come modificato nel 2015), ne ebbe a dichiarare l’incostituzionalità dal momento che diversificava – ad avviso della Corte ingiustificatamente – tra procedure pendenti e procedure avviate nel vigore della disciplina riformata.

Tribunale, di Catania, 27 settembre 2022 - est. Messina

La Cassazione ribadisce il principio di intangibilità degli acquisti in executivis al di fuori del processo esecutivo

Le parti del processo esecutivo hanno l’onere di denunciare con l’opposizione ex art. 617 c.p.c. l’erroneo trasferimento all’aggiudicatario di un cespite che è oggetto di pignoramento, essendo inammissibile un’azione (nella specie di rivendica) autonoma, cioè distinta dai rimedi tipici dell’esecuzione forzata, da esse proposta per contrastare gli effetti dell’esecuzione, ponendoli nel nulla o limitandoli.

Cassazione civile, 21 settembre 2022, n. 27677 - pres. De Stefano, est. Fanticini


Poteri del G.E. in tema di autorizzazione all’assunzione ex art 508 c.p.c

Nell’ambito della vendita coattiva, l’art. 508 c.p.c. disciplina una fattispecie complessa, composta da un momento privatistico – accollo intercorso tra aggiudicatario/assegnatario e creditore privilegiato – ed uno marcatamente pubblicistico, ovvero l’autorizzazione del G.E., il quale, chiamato a verificare la compatibilità dell’accordo privato con gli interessi della procedura, potrà consentire l’assunzione per un importo non superiore al credito che il creditore pignoratizio o ipotecario ha diritto a vedere soddisfatto con preferenza rispetto agli altri creditori, ovverosia per la quota parte di esso che può essere collocata, in fase distributiva, prima di ogni altra pretesa creditoria  (nella fattispecie in esame, il G.E., al fine di determinare in concreto l’ammontare del credito suscettibile di assunzione, ha onerato la creditrice procedente del deposito dei conteggi da effettuarsi nel rispetto dei criteri di cui all’art. 2855 c.c.).

Tribunale, di Torre Annunziata, 12 settembre 2022 - est. Musi

Intervento sine titulo e fissazione dell’udienza ex art. 499 c.p.c.

Qualora il G.E., con l’ordinanza con cui è disposta la vendita o l’assegnazione, non fissi l’udienza di comparizione ex art. 499 co. 5 e 6 c.p.c. per la verifica dei crediti degli interventori sine titulo , è onere di questi ultimi, rimasti precedentemente inerti, proporre tempestiva istanza di fissazione o di rimessione in termini ovvero opposizione ex art. 617 c.p.c. avverso l’ordinanza di vendita, consumandosi, nel passaggio alla fase liquidatoria, il diritto del creditore all’udienza di verifica e, al contempo, il potere del giudice di fissarla (nella fattispecie, il giudice, in linea col principio affermato da Cass. civ. 18/05/2022, n. 15996, ha ritenuto tardiva l’istanza formulata in seguito all’aggiudicazione del bene pignorato dal creditore chirografario intervenuto senza titolo).

Tribunale, di Torre Annunziata, 12 settembre 2022 - est. Musi

Ai fini dell'applicazione dell'art. 2929 bis c.c., l'accertamento giudiziale circa la gratuità del negozio deve essere compiuto secondo il prisma della causa in concreto, anche in sede di opposizione all'esecuzione, dovendo pertanto ritenersi inefficace ai sensi dell’art. 2929 bis, in quanto gratuito, il conferimento di quote sociali in una holding detenuta dallo stesso conferente in misura del 99 %

Ai fini dell’applicazione dell’art. 2929 bis c.c., la valutazione circa la gratuità od onerosità di un negozio va compiuta, anche in sede di opposizione all’esecuzione, con esclusivo riguardo alla causa concreta, costituita dalla sintesi degli interessi che lo stesso è concretamente diretto a realizzare, al di là del modello astratto utilizzato, e non può quindi fondarsi sull'esistenza, o meno, di un rapporto sinallagmatico e corrispettivo tra le prestazioni sul piano tipico ed astratto, ma dipende necessariamente dall'apprezzamento dell'interesse sotteso all'intera operazione da parte del solvens, quale emerge dall'entità dell'attribuzione, dalla qualità dei soggetti, dal contesto anche cronologico in cui si colloca l’operazione negoziale e, soprattutto, dalla prospettiva di subire un depauperamento, collegato o meno ad un sia pur indiretto guadagno ovvero ad un risparmio di spesa. Pertanto, in applicazione di tali principi, nell'ipotesi di conferimento di quote sociali in una holding detenuta dallo stesso conferente in misura del 99%, l'atto negoziale deve ritenersi gratuito sul piano della causa in concreto, avendo come unico scopo la sottrazione ai creditori del patrimonio del conferente medesimo, vieppiù nei casi in cui, come quello di specie, sussistano pregressi e rilevanti debiti di quest’ultimo nei confronti dei terzi e il conferimento, riguardante la totalità delle quote sociali  dallo stesso detenute, avvenga, sul piano cronologico, in epoca immediatamente successiva alla notifica del precetto”.    

Tribunale, di Savona, 7 settembre 2022 - Giudice unico Tagliasacchi

L’accertamento della continuità delle trascrizioni è rilevante fino alla pronuncia del decreto di trasferimento

Dopo l’emissione del decreto di trasferimento, il G.E. perde il potere di rilevare l’improcedibilità dell’espropriazione forzata per mancanza della continuità delle trascrizioni, siccome l’appartenenza del diritto pignorato all’esecutato sulla base di una serie continua di trascrizioni a favore e contro fino a risalire al primo acquisto ante ventennio è condizione dell’azione esecutiva rilevante sino al momento dell’aggiudicazione; dopo di che la sua assenza resta rilevante se ed in quanto l’aggiudicatario sia evitto.  

Tribunale, di Verona, 11 agosto 2022 - est. Burti

Sull’assenza di interesse e legittimazione del creditore a “sanare” la continuità delle trascrizioni dopo la pronuncia del decreto di trasferimento

A seguito della vendita della cosa pignorata (e più in dettaglio con la pronuncia del decreto di trasferimento) oggetto dell’espropriazione non è più la res ed il diritto che sulla stessa insiste, ma il ricavato della vendita: ne consegue che, essendo cessato il vincolo espropriativo, il creditore non ha più un interesse rilevante e legittimazione a richiedere la trascrizione dell’atto di accettazione dell’eredità o a promuovere un giudizio per accertare la qualità di erede in capo all’esecutato l’uno e l’altra spettando, se del caso, all’aggiudicatario stesso.

Tribunale, di Verona, 11 agosto 2022 - est. Burti

In base gli artt. 17 e 21 del d.lgs. 46/99, la Banca del Mezzogiorno – MCC, a seguito di escussione della garanzia fideiussoria, deve precostituirsi un titolo esecutivo giudiziale per iscrivere a ruolo le somme oggetto del diritto di surroga ex lege

In assenza di una espressa deroga, il tenore combinato degli artt. 17 e 21 del d.lgs. n. 46/99 porta a ritenere che siano suscettibili di riscossione coattiva mediante ingiunzione fiscale e iscrizione a ruolo le sole entrate pubblicistiche, mentre le entrate patrimoniali che traggono origine da rapporti privatistici, per poter essere riscosse mediante gli strumenti in questione, esigono un titolo esecutivo propedeutico all'iscrizione a ruolo. Il credito azionato da MCC trova la sua causa in un contratto di finanziamento da parte dell'istituto di credito concesso al privato e regolato dalle norme codicistiche e nella prestazione da parte del Fondo di una garanzia a detti crediti, assistita dal diritto di surrogazione ex art. 1203 c.c., per il quale il concessionario della Gestione del Fondo subentra nella medesima posizione della banca erogatrice, acquisendone il medesimo diritto, non fondandosi peraltro dette erogazioni su crediti direttamente rivenienti dalla legge (quali quelli tributari e previdenziali) e dalla legge definiti anche quanto alle modalità di quantificazione e necessitando, pertanto, di un accertamento giudiziale sulla pretesa, da porre poi a fondamento dell'iscrizione a ruolo. Tale conclusione non può essere inficiata dalla titolarità da parte di MCC di un credito privilegiato ex lege in ragione della finalità pubblica di sostegno ad essa sottesa, atteso che il diritto azionato dal soggetto gestore del Fondo è il medesimo diritto, in forza della surroga legale, della Banca erogatrice e, dunque, rappresenta un credito di natura privatistica nato da negozio di mutuo chirografo.

Tribunale, di Bergamo, 2 agosto 2022 - est. Randazzo

Conseguenze del mancato versamento del contributo per la pubblicazione dell’avviso di vendita sul PVP nell’ambito del giudizio divisorio endoesecutivo

In tema di giudizio divisorio endoesecutivo la mancata anticipazione del contributo per la pubblicazione sul portale delle vendite pubbliche non importa l’applicazione dell’art. 631- bis c.p.c. – trattandosi di norma che concerne, specificamente, l’estinzione del processo esecutivo; ha luogo, piuttosto, la chiusura di tale giudizio divisionale per ragioni di rito: difatti, la violazione dell’obbligo di anticipare le spese per gli atti necessari del processo quando la spesa è posta a carico della parte dalla legge non può che comportare l’improcedibilità della domanda tutte le volte che tale violazione determina una situazione di stasi del processo e, quindi, l’impossibilità di giungere ad una pronuncia di merito in ordine al bene della vita.

Tribunale, di Verona, 28 luglio 2022 - est. Burti

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