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Saggi, articoli e note a sentenza

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L’espropriazione del bene in comunione legale, già costituito in fondo patrimoniale, poi revocato limitatamente alla “quota” del coniuge debitore

Cass., Sez. 3, Sentenza n. 9536 del 07/04/2023 L'azione revocatoria intentata dal creditore di uno dei coniugi nei riguardi dell'atto con cui un bene della comunione legale sia stato conferito in un fondo patrimoniale dev'essere rivolta (notificata ed eventualmente trascritta ex art. 2652, comma 1, n. 5 c.c.) nei confronti di entrambi i coniugi, essendo preordinata alla pronuncia d'inefficacia dell'atto nel suo complesso (vale a dire non limitatamente a un'inesistente quota pari alla metà del bene), siccome funzionale ad un'espropriazione forzata da compiersi anch'essa, necessariamente, sull'intero bene. Nel caso di espropriazione di un bene in comunione legale per crediti personali di un solo coniuge, la trascrizione del pignoramento va eseguita anche nei confronti del coniuge non debitore, in quanto anch'egli soggetto passivo dell'espropriazione, considerato che nella struttura di fattispecie a formazione progressiva del pignoramento immobiliare la formalità pubblicitaria ha la funzione di completare il pignoramento e di renderlo opponibile ai terzi, dovendosi dar conto della natura di cespite in comunione legale nel quadro "D" della nota di trascrizione.

Biagio Giusta
Ufficio per il Processo presso la Corte Suprema di Cassazione















La Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità del “blocco delle azioni esecutive” previsto con riferimento alle procedure intraprese contro Enti del servizio sanitario della Regione Calabria

Note a prima lettura sulla incostituzionalità della disposizione in materia di improcedibilità delle azioni esecutive promosse contro gli enti sanitari della Regione Calabria

Alessandro Auletta
Giudice del Tribunale di Napoli Nord

L’acquisto in executivis a titolo derivativo e l’inammissibilità dell’azione di rivendica di chi è parte nel processo

Le parti del processo esecutivo hanno l'onere di denunciare, con l'opposizione ex art. 617 c.p.c., l'erroneo trasferimento all'aggiudicatario di un cespite che è oggetto di pignoramento, essendo inammissibile un'azione (nella specie, di rivendica) autonoma, cioè distinta dai rimedi tipici dell'esecuzione forzata, da esse proposta per contrastare gli effetti dell'esecuzione, ponendoli nel nulla o limitandoli

Biagio Giusta
Ufficio per il Processo presso la Corte Suprema di Cassazione



Le interferenze tra l’esecuzione forzata ed i procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento nel Codice della crisi d’impresa
Le interferenze tra l’esecuzione forzata ed i procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento nel Codice della crisi d’impresa

Uno sguardo ai regimi delle improseguibilità dell’esecuzione individuale previste dal codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza in occasione dell’accesso ad uno dei procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento

Rinaldo D'Alonzo
Giudice del Tribunale di Larino

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