Il provvedimento di chiusura del processo esecutivo a seguito di approvazione del progetto finale di distribuzione non è suscettibile d’impugnazione ai sensi dell’art. 630 c.p.c., bensì con la sola opposizione agli atti esecutivi

Giurisprudenza di Legittimità
ESTINZIONE DEL PROCEDIMENTO - PROVVEDIMENTO E SUA IMPUGNAZIONE; OPPOSIZIONE AGLI ATTI ESECUTIVI - ATTI E PROVVEDIMENTI OPPONIBILI;
Cassazione civile, Sez. VI, 12 aprile 2018, n. 9175 - pres. Amendola, est. Tatangelo

L'estinzione del processo esecutivo si determina esclusivamente nelle fattispecie tipiche indicate dalla legge, che configurano ipotesi di anticipata conclusione della procedura, per rinunzia o qualificata inattività delle parti, senza il raggiungimento del suo scopo tipico, che è la soddisfazione del creditore procedente per effetto dell'attribuzione dei beni pignorati o degli importi ricavati dall'attività finalizzata alla loro liquidazione.

L'eventuale dichiarazione di "estinzione" pronunciata dal giudice dell'esecuzione contestualmente alla distribuzione finale del ricavato della vendita, oltre ad essere un provvedimento non necessario, in quanto non previsto espressamente dalla legge, costituisce quindi una improprietà terminologica, ma non è tale da mutare la sostanza del provvedimento che effettivamente chiude il processo esecutivo.

Dunque, non risoccendo una fattispecie tipica di estinzione del processo esecutivo, non è applicabile il regime impugnatorio di cui all'art. 630 c.p.c., e l’eventuale provvedimento del giudice dell'esecuzione può essere impugnato esclusivamente ai sensi dell'art. 617 c.p.c

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