Se è già pendente l’opposizione a precetto, non occorre introdurre il giudizio di opposizione all’esecuzione nel merito per evitare l’estinzione del processo esecutivo

Giurisprudenza di Legittimità
PRECETTO; SOSPENSIONE DELL'ESECUZIONE; SOSPENSIONE DELL'ESECUZIONE - RIASSUNZIONE DEL PROCEDIMENTO; OPPOSIZIONE; OPPOSIZIONE ALL'ESECUZIONE; OPPOSIZIONE ALL'ESECUZIONE - FASE SOMMARIA; OPPOSIZIONE ALL'ESECUZIONE - GIUDIZIO DI MERITO;
Cassazione civile, 17 ottobre 2019, n. 26285 - pres. Vivaldi, est. D'Arrigo

Qualora, pendendo una causa di opposizione a precetto, il giudice dell’esecuzione – o il collegio adito in sede di reclamo ex artt. 624, secondo comma, e 669-terdecies cod. proc. civ. – sospenda l’esecuzione per i medesimi motivi prospettati nell’opposizione pre-esecutiva, le parti non sono tenute ad introdurre il giudizio di merito nel termine di cui all’art. 616 cod. proc. civ. che sia stato loro eventualmente assegnato, senza che tale omissione determini il prodursi degli effetti estintivi del processo esecutivo previsti dall’art. 624, terzo comma, cod. proc. civ., in quanto
l’unico giudizio che le parti sono tenute a coltivare è quello, già introdotto, di opposizione a precetto, rispetto al quale una nuova causa si porrebbe in relazione di litispendenza.

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