Il creditore fondiario non può rinnovare l’ipoteca nei confronti dell’originario debitore se è intervenuto in una procedura esecutiva in cui siano stati prodotti gli atti di subentro dei terzi acquirenti del fondo ipotecato

Giurisprudenza di Legittimità
ESPROPRIAZIONE IMMOBILIARE; CAUSE DI PRELAZIONE - ipoteca - rinnovazione; CAUSE DI PRELAZIONE - ipoteca - terzo acquirente; CREDITO FONDIARIO;
Cassazione civile, 31 maggio 2021, n. 15087 - pres. De Stefano, est. Porreca

All’istituto di credito fondiario che sia intervenuto in una procedura espropriativa in cui sono stati riversati gli atti di accollo degli acquirenti delle particelle frazionate del fondo ipotecato si applica l’art. 20 del r.d. n. 646 del 1905 (disposizione abrogata dall’art. 161 del d.lgs. n. 385 del 1993, ma applicabile, in forza della disciplina transitoria, ai procedimenti esecutivi in corso alla data della sua entrata in vigore), secondo la quale il creditore fondiario non può eseguire gli atti giudiziali, compresi quelli di rinnovazione delle ipoteche, nei confronti dell’originario debitore. Infatti, l’intervento nella procedura esecutiva dimostra la compiuta conoscenza dell’avvenuto subentro dei terzi successori a titolo particolare nel debito ipotecario, in modo direttamente equipollente a quanto avviene nell’ipotesi, espressamente considerata dalla norma, della notificazione “giudiziale” dell’atto di subentro.

 

Scarica il provvedimento