ESECUTATO (O FAMILIARE CONVIVENTE) SOTTOPOSTO AGLI ARRESTI DOMICILIARI NELL’IMMOBILE STAGGITO: IL (LIBERO) ACCESSO EX LEGE DEL DELEGATO/CUSTODE, TRA INDISPONIBILITA’ DEL LOCUS ED ESIGENZE DI COOPERAZIONE ISTITUZIONALE


Giurisprudenza di Merito
ESPROPRIAZIONE IMMOBILIARE - CUSTODIA; ESPROPRIAZIONE IMMOBILIARE - CUSTODIA - ORDINE DI LIBERAZIONE; ESPROPRIAZIONE IMMOBILIARE - DELEGA;
Tribunale, di Bari, 17 febbraio 2022 - est. Cutolo

La generale salvaguardia dell’efficienza del sistema delle vendite giudiziarie è tutt’altro che subvalente rispetto alle individuali esigenze di cautela penale, stante la pari natura pubblicistica.

Giusta artt. 275 e 284 c.p.p., la concessione degli arresti domiciliari presuppone la disponibilità (non giuridica ma materiale) di un luogo idoneo all’esecuzione della misura, potendo finanche sostenersi che già il solo fatto che l’immobile sia stato pignorato e posto in vendita ne rappresenti motivo di inidoneità per concreta ineseguibilità della misura stessa.

Sicchè, il Delegato/Custode è da ritenersi autorizzato ex lege all’accesso al cespite pignorato per l’adempimento dell’incarico conferitogli, senza necessità di autorizzazione alcuna da parte dell’Autorità penale.

Sul piano pratico, è comunque opportuno, anche per leale cooperazione istituzionale, che l’Ausiliario provveda, da un lato, a rappresentare direttamente la questione all’Autorità giudiziaria penale competente per le determinazioni modificative del caso, e, dall’altro, a notiziare degli accessi i C.C. di pertinenza.

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