L’AGGIUDICATARIO HA ONERE DI IMPUGNARE I PROVVEDIMENTI DEL G.E. EX ART. 617 C.P.C., ALTRIMENTI RESTANDO NELLA DISCREZIONALITA’ DEL MEDESIMO GIUDICE LA POSSIBILITA’ DI MODIFICARE/REVOCARE LE PRECEDENTI STATUIZIONI PER MOTIVI DI DIRITTO OD OPPORTUNITA’ NEI LIMITI DI CUI ALL’ART. 487 C.P.C.

Giurisprudenza di Merito
OPPOSIZIONE AGLI ATTI ESECUTIVI - LEGITTIMAZIONE ATTIVA;
Tribunale, Bari, 24 luglio 2020 - est. Cutolo

L’aggiudicatario che intenda ottenere una riforma del provvedimento del giudice dell’esecuzione può avvalersi della richiesta di revoca di cui all’art. 487 c.p.c. e/o dell’opposizione ex art. 617 c.p.c., mezzo di impugnazione che compete anche a tale soggetto sebbene non propriamente “parte” del processo esecutivo e che deve essere impiegato entro il termine decadenziale prescritto dalla norma; ne consegue che – una volta che il giudice abbia respinto una prima richiesta di revoca o modifica di un proprio provvedimento senza che l’aggiudicatario abbia proposto opposizione agli atti esecutivi – è inammissibile la reiterazione della medesima istanza ai sensi dell’art. 487 c.p.c., poiché la situazione processuale determinata dal provvedimento, la cui revoca è stata rifiutata, si è già consolidata per effetto della mancata opposizione.

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