Notificazione delle vicende successorie del debitore ai sensi dell’art. 20, r.d. n. 646/1905: è sufficiente la notifica dell’avviso ex art. 498 c.p.c. se il creditore interviene nella procedura esecutiva

Ai fini dell’art. 20, r.d. n. 646/1905 – secondo cui “in mancanza (…) della notificazione (…) gli atti giudiziali, compresi quelli di rinnovazione delle ipoteche (…) possono essere diretti contro il debitore inscritto (…)” – lo scopo conoscitivo assolto dalla notificazione con la quale i successori inter vivos o mortis causa del debitore devono avvertire l’Istituto di credito in merito a “come essi sono sottentrati nel possesso e nel godimento del fondo ipotecato” è assolto dalla circostanza che sia stato notificato l’avviso ex art. 498 c.p.c.: a tal fine, nell’ottica del principio della sanatoria delle nullità per raggiungimento dello scopo e di quello della “dequotazione” dei vizi formali, devono ritenersi sufficienti le informazioni contenute nel predetto avviso, in quanto, attraverso la successiva costituzione nella procedura, il creditore iscritto prende contezza della vicenda traslativa e, quindi, di come i successori del debitore “sono sottentrati nel possesso e nel godimento del fondo ipotecato”.

 

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