Rinnovazione dell’ipoteca nel caso di esecuzione intrapresa dal creditore fondiario

In ambito di rinnovazione dell’iscrizione ipotecaria, in caso di vicende successorie a titolo particolare o mortis causa, l’ordinamento prevede, per il creditore ipotecario “semplice” (ossia, non fondiario), l’onere, per il mantenimento della garanzia, di procedere alla rinnovazione “anche nei confronti degli eredi o aventi causa”. Di contro, nella speciale ipotesi della rinnovazione dell’ipoteca al cospetto di mutuo fondiari, giusta la previsione dell’art. 20, r.d. n. 646/1905, il creditore fondiario può dirigere i propri atti giudiziali, nei quali va inclusa la rinnovazione dell’ipoteca, direttamente “contro il debitore iscritto” e non nei confronti dei “dei successori a titolo universale o particolari del debitore e gli aventi causa”, a condizione che questi ultimi non abbiano provveduto a “notificare giudizialmente all’istituto come essi sono sottentrati nel possesso e godimento del fondo ipotecato”; altrimenti detto, per le fattispecie soggette al richiamato art. 20, il creditore fondiario non può validamente eseguire gli atti giudiziali, compresi quelli di rinnovazione delle ipoteche, nei confronti dell’originario debitore se i successori a titolo universale o particolare nel debito ipotecario provvedano alla notificazione giudiziale dell’atto di subentro nel possesso e godimento del fondo ipotecato.

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