Il sequestro penale ex art. 321 c.p.p. trascritto in data successiva al pignoramento non determina la improseguibilità dell'esecuzione

Giurisprudenza di Merito
ESPROPRIAZIONE IMMOBILIARE;
Tribunale, Napoli Nord, 2 giugno 2019 - est. Auletta

ESPROPRIAZIONE IMMOBILIARE – SEQUESTRO EX ART. 321 C.P.P. INTERVENUTO SUCCESSIVAMENTE AL PIGNORAMENTO – NON COMPORTA L'IMPROSEGUIBILITA' DELL' ESECUZIONE – RAGIONI 

In relazione al sequestro ex art. 240 c.p., letto in combinato disposto con l’art. 321, comma 2, c.p.p., che interessi un bene già oggetto di pignoramento, vanno affermati i seguenti principi:

  • non può trovare applicazione in via analogica l’art. 55, d.lgs. n. 159 del 2011, atteso che – al di fuori di una scelta legislativa esplicita nel senso della equiparazione alla stessa di altre fattispecie - la ratio della norma si connette a doppio filo con la esigenza – che è specifica della c.d. lotta alla criminalità organizzata e quindi settoriale – di estromettere un bene o un complesso di beni dalla circolazione giuridica (il che trova conferma nella prevista possibilità di colpire con tale misura anche fenomeni di intestazione fittizia: v. art. 26, Codice antimafia).

Si tratta di una esigenza preventiva più intesa di quella (propria delle confische “ordinarie” e quindi dei sequestri alle stesse strumentali) di privare puramente e semplicemente il reo della disponibilità del bene e la cui esportazione al di fuori del contesto di riferimento (salva sempre restando una diversa scelta del legislatore) costituirebbe una operazione interpretativa errata;

  • non può trovare applicazione l’art. 623 c.p.c., che presuppone una disposizione che determini l’effetto sospensivo di cui il Giudice debba prendere atto.

 

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