Riduzione del pignoramento e rilievo, nella relativa valutazione, della fase processuale nel cui ambito è presentata l’istanza

La riduzione del pignoramento si fonda su una valutazione di opportunità condotta dal G.E. tenendo conto di elementi quali (a titolo esemplificativo): l’importo del credito azionato; la circostanza che potrebbero intervenire ulteriori creditori; la possibilità che i beni non siano venduti al prezzo di stima ma a seguito di ribassi; la circostanza che, in caso di vendita di più lotti, la legge prevede già un meccanismo “protettivo” del patrimonio del debitore, senza pregiudizio dei diritti del creditore, disciplinato dall’art. 504 c.p.c.

La suddetta valutazione, peraltro, assume una diversa fisionomia a seconda che l’istanza di riduzione sia proposta prima o dopo l’apertura del procedimento liquidatorio: in specie, laddove l’istanza sia presentata dopo l’inizio della fase della vendita, pur non essendo individuabile – secondo la tesi prevalente - alcuna preclusione processuale in tal senso, il G.E. deve tenere conto, oltre che dei profili sopra menzionati, di elementi quali la maturazione di ulteriori spese, connesse alla mera apertura del procedimento liquidatorio (compensi del professionista delegato; costituzione di un fondo spese per la pubblicità e/o versamento del contributo per la pubblicazione dell’avviso di vendita sul PVP, ecc.). 

Riferimenti Normativi

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