Precisazioni sull'interesse ad agire in relazione all'accertamento negativo del credito iscritto a ruolo

Giurisprudenza di Merito
RISCOSSIONE COATTIVA - RUOLO;
Tribunale, Napoli, 22 marzo 2019 - est. Di Lonardo

L’orientamento giurisprudenziale secondo cui “l'impugnazione diretta del ruolo esattoriale, da parte del debitore che chieda procedersi ad un accertamento negativo del credito dell'Amministrazione in esso risultante, è inammissibile per difetto di interesse, sempre che le cartelle esattoriali siano state regolarmente notificate, non prospettandosi tale accertamento come unico strumento volto ad eliminare la pretesa impositiva della Amministrazione, alla quale, invece, il debitore può rivolgersi in via amministrativa, domandando l'eliminazione del credito in autotutela mediante il c.d. sgravio” (Cass. n. 22946/2016) non può essere seguito perché: a) presuppone un termine per proporre opposizione avverso la cartella (come, ad esempio nel processo tributario o in quello previdenziale) che, in realtà non è previsto dal legislatore per le infrazioni al codice della strada; b) non considera che la notifica della cartella si palesa del tutto irrilevante rispetto alla successiva inerzia dell’amministrazione e, quindi, rispetto all’eccezione di prescrizione sopravvenuta;  c) non si avvede che, laddove l’Agente della riscossione insista per l’accertamento giudiziale dell’esistenza del credito e, quindi, del proprio diritto di agire per la riscossione, si palesa del tutto inutile tentare la strada dell’annullamento d’ufficio; d) non considera il vuoto di tutela che si determinerebbe nel campo tributario, dove il legislatore (con una scelta che è stata ritenuta legittima da Corte Cost. n. 181/2017) non ha previsto né l'obbligo dell'Amministrazione finanziaria di adottare un provvedimento amministrativo espresso sull'istanza di sgravio proposta dal contribuente, né l'impugnabilità del silenzio tacito su tale istanza.

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