Le sorti dell’intervento nella procedura esecutiva dell’Agente della Riscossione a seguito dell’ammissione del contribuente esecutato alla rateizzazione o alla procedura di definizione agevolata del debito tributario

Gli artt. 19, comma 1 quater , del d.P.R.. n. 602 del 1973, in materia di rateizzazione esattoriale, e 3, comma 10, del d.l. n. 119 del 2018, in materia di “rottamazione” esattoriale, nel prevedere l’estinzione e l’improseguibilità dell’azione esecutiva, integrano una ipotesi di sospensione esterna e temporanea dell’efficacia esecutiva del titolo esattoriale (condizione è del tutto sovrapponibile alla sospensione esterna dell’efficacia esecutiva del titolo esecutivo disposta in sede di cognizione), che determina uno stato di “quiescenza” dello stesso. Tali disposizioni, avendo carattere eccezionale, vanno interpretate in maniera restrittiva e, quindi, non possono essere ritenute applicabili anche all’intervento del creditore nella procedura esecutiva. Inoltre, l’improseguibilità e l’estinzione richiamate dalle citate norme non si attagliano alla situazione processuale dell’intervento e alle facoltà e ai poteri allo stesso legati, salvo che per le ipotesi della eventuale surroga del creditore intervenuto nella posizione del creditore procedente.

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