Somme utilizzate dal Comune esecutato in regime di anticipazione di cassa di cui all'art. 222 D.lgs. 267 2000 - posizione di debito dell'Ente e non di credito

In materia di anticipazione di cassa di cui all’articolo 222 D. Lsg. n. 267 del 2000, deve escludersi le somme di cui l’Ente fruisce siano pignorabili, se il saldo del conto corrente è negativo. Come noto, non è espropriabile il mero diritto che un debitore vanti ad ottenere credito da terzi, in quanto in tal caso egli non può ritenersi titolare di un credito, ovvero di una posizione giuridica attiva che gli garantisce la disponibilità di un bene patrimoniale, ma esclusivamente titolare del diritto a diventare titolare del lato passivo della relativa obbligazione, quale debitore. Ciò è quanto accade nel rapporto cui dà luogo l'apertura di credito bancario, in cui la banca si impegna a tenere a disposizione del correntista una determinata somma, che però il correntista stesso resta obbligato a restituire. Ciò è esattamente quanto accade anche nella anticipazione di cassa, con la differenza che l’ente non è un correntista qualunque, ma deve ripianare quanto prima la propria esposizione debitoria, secondo la norma citata anche da parte opponente, ed ovvero l’art. 4, D.M. 4 agosto 2009 che così dispone: “le anticipazioni effettuate agli Enti ed organismi pubblici dai tesorieri … devono essere estinte a cura dei tesorieri non appena siano acquisiti introiti non soggetti a vincolo di destinazione sul conto corrente bancario intestato agli enti e agli organismi pubblici …”.

 

Depongono in tal senso sia indici di carattere civilistico, quale la struttura della apertura di credito, di cui all’art.1842 c.c., sia indici di carattere pubblicistico, quale la legge 720 del 1984, si applicano anche le disposizioni del decreto ministeriale del 26 luglio 1985, poi sostituito dal decreto ministeriale del 4 agosto 2009.   

 

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