Per il sequestro strumentale alla confisca disposto in relazione alle condotte criminose di cui agli artt. 2 e 3, d.lgs n. 74 del 2000, realizzate prima del 25.12.2019, il criterio risolutivo del conflitto con il pignoramento insistente sul medesimo bene è dato dall'ordine di priorità temporale delle iscrizioni o trascrizioni pregiudizievoli

Giurisprudenza di Merito
ESPROPRIAZIONE IMMOBILIARE;
Tribunale, Torre Annunziata, 9 marzo 2020 - est. Di Martino

Considerato che la estensione ai reati tributari di cui agli artt. 2 e 3, d.lgs. n. 74 del 2000 (Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti; Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici) dell’art. 240- bis c.p. e, quindi, per quanto concerne i rapporti con le procedure esecutive pendenti, dell’art. 55, d.lgs. n. 159 del 2011 (Codice antimafia) opera, ai sensi dell’art. 39, comma 1-bis, d.l. n. 124 del 2019, conv. con modifiche in l. n. 157 del 2019, solo relativamente alle condotte poste in essere dopo l’entrata in vigore della  menzionata legge di conversione (25.12.2019), per le condotte antecedenti a tale data, il conflitto tra il sequestro (disposto in relazione a tali reati) ed il pignoramento insistenti sul medesimo bene va risolto alla stregua dei principi generali e, quindi, in base all’ordo temporalis delle trascrizioni ed iscrizioni pregiudizievoli.
Pertanto, se l’iscrizione ipotecaria in favore del creditore procedente è anteriore alla trascrizione del provvedimento di sequestro la procedura esecutiva può avere ulteriore corso, con l’accorgimento della adeguata pubblicizzazione della pendenza di misure penali reali in relazione agli immobili staggiti.

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