Giudizio divisionale endoesecutivo e norme disciplinanti la pubblicità

Le norme che disciplinano la pubblicità dell’avviso di vendita sul portale delle vendite pubbliche si applicano alla divisione endoesecutiva. Militano in questo senso: a) ragioni testuali, dato dal rinvio “sistematico” contenuto nell’art. 788 c.c. alle norme del Codice di rito relative alla vendita dell’immobile, posto che la finalità della vendita dei beni non è diversa nel giudizio divisorio o nel processo esecutivo; b) ragioni di coerenza sistematica, poiché sarebbe contraddittorio prevedere forme di pubblicità distinte a seconda che la vendita avvenga in ambiente esecutivo o divisionale, anche in quanto, in tale ultimo caso, si liquida anche il diritto colpito dal pignoramento, e cioè si pone in essere un’attività che, in mancanza di uno strumento processuale ad hoc, si sarebbe dovuta svolgere in sede di esecuzione forzata; c) ragioni legate alle finalità perseguite attraverso la istituzione del portale delle vendite pubbliche, coincidenti, per quanto di interesse, con la massimizzazione, in termini di visibilità, delle vendite giudiziarie.

In tema di giudizio divisorio endoesecutivo la mancata anticipazione del contributo per la pubblicazione sul portale delle vendite pubbliche non importa l’applicazione dell’art. 631-bis c.p.c. – trattandosi di norma che concerne, specificamente, l’estinzione del processo esecutivo; ha luogo, piuttosto, la chiusura di tale giudizio divisionale per ragioni di rito: difatti, la violazione dell’obbligo di anticipare le spese per gli atti necessari del processo quando la spesa è posta a carico della parte dalla legge non può che comportare l’improcedibilità della domanda tutte le volte che tale violazione determina una situazione di stasi del processo e, quindi, l’impossibilità di giungere ad una pronuncia di merito in ordine al bene della vita.

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