L’art. 632, comma 2, c.p.c. trova applicazione anche alle ipotesi di chiusura anticipata dell’esecuzione, ed in specie in caso di improseguibilità del processo esecutivo per mancata rinnovazione della trascrizione del pignoramento

Giurisprudenza di Merito
ESPROPRIAZIONE IMMOBILIARE - PIGNORAMENTO - EFFETTI;
Tribunale, Verona, 17 luglio 2020 - est. Burti

L’art. 632, comma 2, c.p.c., secondo cui in caso di estinzione del processo esecutivo dopo l’aggiudicazione o l’assegnazione le somme ricavate dall’esecuzione vanno restituite al debitore, pur essendo dettato con specifico riferimento alla c.d. estinzione tipica del processo esecutivo, può ritenersi applicabile anche alle ipotesi di chiusura anticipata del processo esecutivo, atteso che, sotto tale profilo, in entrambi i casi di verifica un analogo effetto di caducazione di tutta la procedura esecutiva, che travolge, con effetti retroattivi, l’atto di pignoramento e tutti i suoi effetti.

Tale conclusione vale anche laddove l’improseguibilità consegua alla mancata rinnovazione della trascrizione del pignoramento: in questo caso, il venir meno della procedura nella sua interezza ha come conseguenza quella per cui il creditore – che ha perso la qualità di creditore pignorante per via della caducazione del processo esecutivo e degli effetti del pignoramento – non ha alcun titolo per chiedere la distribuzione delle somme realizzate attraverso la procedura medesima (nella specie le somme incamerate a titolo di cauzione a fronte dell’intervenuta decadenza dell’aggiudicatario, ascrivibili al ricavato dell’esecuzione ex art. 509 c.p.c.).

 

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