Se il giudice o il professionista delegato non fissano un termine entro cui effettuare la pubblicità della vendita sul P.V.P., la stessa va eseguita, a pena di estinzione della procedura esecutiva, almeno quarantacinque giorni prima del termine per la presentazione delle offerte


Giurisprudenza di Legittimità
ESPROPRIAZIONE IMMOBILIARE - VENDITA - PUBBLICITÀ;
Cassazione civile, Sez. III, 14 marzo 2022, n. 8113 - pres. Vivaldi, est. Fanticini

Spetta al giudice dell’esecuzione o al professionista delegato (a ciò abilitato per il potere direttivo del processo che comunque gli compete) fissare il termine entro cui occorre eseguire pubblicità delle vendite sul portale delle vendite pubbliche onde non incorrere, in caso di inerzia o inadempimento del creditore, nella sanzione processuale dell’estinzione del processo esecutivo ex art. 631-bis c.p.c.

Tuttavia, qualora tale termine non sia espressamente stabilito nelle forme di cui sopra, lo stesso può essere implicitamente desunto dal riferimento dell’art. 490, comma 3, c.p.c. al periodo di “almeno quarantacinque giorni prima del termine per la presentazione delle offerte”. Tale norma, sebbene non riguardi propriamente la pubblicità obbligatoria sul P.V.P. prescritta nel primo comma, segna comunque il limite temporale ultimo per lo svolgimento di un’adeguata campagna pubblicitaria.

 

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