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Pignoramento di stipendi e pensioni

Limiti alla pignorabilità di stipendi e pensioni dei dipendenti dalle pubbliche amministrazioni (D.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180)

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 gennaio 1950, n. 180

Approvazione del testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti dalle pubbliche Amministrazioni. (GU n.99 del 29-4-1950 - Suppl. Ordinario)

Limiti alla pignorabilità di stipendi e pensioni dei dipendenti dalle pubbliche amministrazioni (D.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180) \ TITOLO I DEL SEQUESTRO, DEL PIGNORAMENTO E DELLA CESSIONE DEGLI STIPENDI, SALARI E PENSIONI

Articolo 1

Testo in vigore dal 27/02/2011

  Testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e
la cessione degli stipendi, salari e pensioni  dei  dipendenti  dalle
pubbliche Amministrazioni. 
                               Art. 1. 
(Insequestrabilita', impignorabilita' e  incedibilita'  di  stipendi,
               salari, pensioni ed altri emolumenti). 
 
  Non possono  essere  sequestrati,  pignorati  o  ceduti,  salve  le
eccezioni stabilite nei seguenti articoli ed in altre disposizioni di
legge, gli stipendi, i salari, le paghe, le mercedi, gli assegni,  le
gratificazioni, le pensioni, le indennita', i sussidi ed  i  compensi
di  qualsiasi  specie  che  lo  Stato,  le  province,  i  comuni,  le
istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e  qualsiasi  altro
ente od istituto pubblico  sottoposto  a  tutela,  od  anche  a  sola
vigilanza dell'amministrazione pubblica (comprese le aziende autonome
per i servizi pubblici municipalizzati) e le  imprese  concessionarie
di un servizio pubblico di comunicazioni o di  trasporto  nonche'  le
aziende  private  corrispondono  ai  loro  impiegati,   salariati   e
pensionati  ed  a  qualunque  altra  persona,  per  effetto   ed   in
conseguenza dell'opera  prestata  nei  servizi  da  essi  dipendenti.
((Fino alla data di cessazione del rapporto di lavoro e del  relativo
rapporto previdenziale, i trattamenti di fine servizio (indennita' di
buona  uscita,  indennita'  di  anzianita',  indennita'   premio   di
servizio) non possono essere ceduti)). 
  Nel  personale  dipendente  dallo  Stato  si  comprende  anche   il
personale dipendente dal Segretariato generale della Presidenza della
Repubblica e dalle Camere del Parlamento. (8) 
  I pensionati pubblici e privati  possono  contrarre  con  banche  e
intermediari finanziari di cui all'articolo 106 del  testo  unico  di
cui al decreto legislativo 1° settembre 1993,  n.  385,  prestiti  da
estinguersi con cessione di quote della pensione fino al quinto della
stessa, valutato al netto delle ritenute fiscali e  per  periodi  non
superiori a dieci anni. 
  Possono essere cedute ai sensi del precedente comma le  pensioni  o
le indennita' che tengono luogo di pensione corrisposte dallo Stato o
dai singoli enti, gli assegni equivalenti a carico di speciali  casse
di previdenza, le pensioni e gli assegni di invalidita'  e  vecchiaia
corrisposti dall'Istituto nazionale  della  previdenza  sociale,  gli
assegni vitalizi e i  capitali  a  carico  di  istituti  e  fondi  in
dipendenza del  rapporto  di  lavoro.  I  prestiti  devono  avere  la
garanzia dell'assicurazione sulla vita che ne  assicuri  il  recupero
del residuo credito in caso di decesso del mutuatario. 
  Le cessioni degli stipendi, salari, pensioni ed altri emolumenti di
cui al presente testo unico hanno  effetto  dal  momento  della  loro
notifica nei confronti  dei  debitori  ceduti,  ad  esclusione  delle
pensioni erogate dalle amministrazioni di cui all'articolo  1,  comma
2, del decreto legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  e  successive
modificazioni. Tale comunicazione puo' essere  effettuata  attraverso
qualsiasi forma, purche' recante data certa. Nel caso delle  pensioni
e degli altri trattamenti previsti nel quarto comma  e'  fatto  salvo
l'importo corrispondente al trattamento minimo. 
 
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AGGIORNAMENTO (8) 
  La Corte Costituzionale con sentenza  del  20  novembre-4  dicembre
2002, n. 506 (in G.U. 1a s.s. 11/12/2002, n. 506  ha  dichiarato  "In
applicazione  dell'art.  27  della  legge  11  marzo  1953,  n.   87,
l'illegittimita' costituzionale degli artt. 1 e 2, primo  comma,  del
d.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180 (Testo unico delle leggi concernenti il
sequestro, il pignoramento e la cessione  degli  stipendi,  salari  e
pensioni dei dipendenti dalle pubbliche amministrazioni), nella parte
in cui escludono  la  pignorabilita'  per  ogni  credito  dell'intero
ammontare di pensioni, indennita'  che  ne  tengono  luogo  ed  altri
assegni di quiescenza erogati ai dipendenti dai soggetti  individuati
dall'art. 1, anziche' prevedere l'impignorabilita', con le  eccezioni
previste dalla legge per crediti qualificati, della sola parte  delle
pensioni, indennita' o altri assegni  di  quiescenza  necessaria  per
assicurare al pensionato mezzi adeguati alle esigenze di  vita  e  la
pignorabilita' nei limiti del quinto della residua parte".